giovedì 26 febbraio 2015

Dopo il silenzio


Cosa c’è dopo il silenzio? Un vento che spazzerà via il dolore, un vento di ritrovata morale.
Questo l’interrogativo che rappresenta il fulcro narrativo dello spettacolo andato in scena lo scorso sabato 31 gennaio al Teatro Pacini di Pescia. Suggestiva ed emozionante pièce teatrale che in novanta minuti ha restituito l’impressione di una tragedia classica contemporanea con una narrazione fortemente simbolica, sostenuta da due grandi del palcoscenico e un giovane di belle speranze. Mentre il teatro ahinoi stenta a riempirsi, e fuori dalle mura si è appena eletto il primo Presidente della Repubblica siciliano, in scena si travalica l’esperienza individuale e si ritrovano elementi di un racconto scenico che non si limita ad un resoconto di cronaca, ma vola verso le sembianze della Tragedia per affrontare la coscienza in lotta con la giustizia e con la morte. Il messaggio arriva forte e carico di amarezza: la mafia è dentro di noi, la mafia siamo noi, la mafia non è altro che un atteggiamento sbagliato di noi.
Il palcoscenico diventa il luogo della Storia collettiva raccontata attraverso i frammenti di vicende personali di ognuno di noi: mogli, insegnanti, magistrati, preti, adolescenti, generali… e getta le fondamenta di un possibile ripensamento del nostro essere italiani. Un dialogo acceso e vibrante che mette a nudo generazioni diverse, fronti opposti del vivere la vita. In una condizione fuori dal tempo e dallo spazio, i destini di un uomo e di un giovane si incontrano per fare i conti con la coscienza. Al limite del tempo utile, che sta per scadere, il giovane e l’uomo fanno un viaggio interiore, consapevole discussione di vita e delle scelte. Diritto e morale a confronto. Quel ragazzo e quell’uomo sono due facce di noi : la coscienza del degrado di cui la Mafia è solo la punta più evidente. Dall’altra parte l’incoscienza del
non sapere, del non voler capire e del non voler leggere la realtà che ci circonda.Tra questi due uomini, nel metaspazio della memoria fatto di volti, nomi, luoghi, che accendono la scena, c’è una donna che pone la speranza della trasformazione e che impone la conoscenza ed il sapere come strade verso il futuro. La donna che si pone accanto all’uomo come educatrice, eticamente rivolta verso il giovane, è un fatto importante di questo bel racconto teatrale. Questa è una storia collettiva di uomini ma anche di donne che hanno vissuto con naturalezza scelte importanti, che hanno portato lutti profondi con quella capacità di accoglienza che porta con sé il femminile. E’ proprio la donna che antepone alla cultura del sangue, la cultura dell’amore. Bisogna imparare a non aver paura.

DOPO IL SILENZIO
tratto da LIBERI TUTTI di Pietro Grasso (ed. Sperling & Kupfer)
di Francesco Niccolini e Margherita Rubino
con
Sebastiano Lo Monaco
Mariangela D'Abbracccio
Turi Moricca

regia Alessio Pizzech

scene Giacomo Tringali
costumi Cristina Darold
musiche Dario Arcidiacono
luci Luigi Ascione
interventi video Giacomo Verde
aiuto regia Vincenzo Borrino
canti originali Carlo Muratori
coro Discantus
diretto dal maestro Salvo Sampieri
foto di scena Tommaso Le Pera

produzione Sicilia Teatro

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