martedì 27 gennaio 2015

L'Enrico IV di Branciaroli 'folle per scelta' al Giglio di Lucca

Autore: Silvia Cosentino, Caporedattore di FULL Magazine e 4rum.it

Il 23, 24 e 25 gennaio il cartellone di prosa del Teatro del Giglio di Lucca ha offerto al proprio pubblico Enrico IV, interpretato e diretto dal grande Franco Branciaroli, per la prima volta alle prese con un testo pirandelliano: non ci stupisce che il risultato sia, come sempre, originale e sorprendente nelle scelte registiche e recitative.

Dopo Servo di Scena, il Teatrante e Don Chisciotte, Branciaroli continua il suo interessante studio su rapporto tra realtà e finzione, tra il teatro e la vita vera, che inevitabilmente arrivano a fondersi e intrecciarsi senza possibilità di distinzione. Questa volta il pretesto di riflessione trova fondamento in uno dei capolavori pirandelliani, la storia di un tale che, preda di uno stato di follia in seguito a una rovinosa caduta da cavallo, decide lucidamente di perpetrare tale condizione anche dopo essere rinsavito; il protagonista, di cui mai si conoscerà il vero nome, è infatti conscio del fatto che solo nell'alterazione della pazzia risiede la possibilità di rendere la vita vera sopportabile, essendo la maschera condizione necessaria per la sopravvivenza dell'uomo.

Branciaroli restituisce tutto questo con scelte estremamente coinvolgenti, che contribuiscono a ridare nuova linfa a un testo che, seppur pietra miliare della drammaturgia italiana e non solo, risente di un andamento verbale non propriamente attuale. Questa messinscena non concede sconti, né escamotage che vadano a sfoltire la lunga parte dialettica che precede l'entrata del protagonista: ogni parola è sviscerata e pesata, accompagnata da una recitazione spesso sopra le righe, volutamente artefatta, con l'intento di calare lo spettatore in un mondo tutt'altro che reale. 

Da un lato ci sono coloro che accudiscono il folle, in abiti d'epoca, ormai alterati in movenze e parole, come se un certo tipo di stato mentale li avesse contagiati; dall'altro, quellli convenuti per attestare l'effettivo stato di pazzia del protagonista, personaggi moderni nell'abbigliamento, ma non per questo meno surreali. Tra questi, spicca Melania Giglio, nei panni di una marchesa esasperata in parole e gesti, come se la finzione fosse insita in tutta la sua persona. 

Sviluppata su praticabili di varia altezza, la scena ci appare piena di suggestioni visive: porte laterali che tentano di delimitare il confine tra realtà e finzione, drappi verticali calati dall'alto a riprodurre soggetti cavallereschi, due ritratti valorizzati da un'illuminazione proveniente dalle cornici irregolari a richiamare la gioventù ormai passata, due cavalli da giostra simbolo della festa mascherata durante la quale avvenne la caduta.

L'entrata in scena di Branciaroli e il suo conquistarsi il palco va progressivamente a scardinare l'ambiente creatosi: man mano che la pazzia, esaltata da un eloquio impostato fino allo stremo, lascia campo alla solitudine di una lucida consapevolezza, lo spazio si svuota facendo predominare un fondale asettico e infinito color carta di zucchero. Restano solo l'imponente fisicità del protagonista, la sua voce che assume tratti più naturali nella spietata riflessione della sua condizione di uomo imprigionato in uno stato di alterazione volutamente conservato. Pur nel turbinio di parole, la messinscena procede verso la consepevolezza dell'impossibilità di delimitare ciò che è vero da ciò che solo appare, la genuinità del gesto dall'azione artefatta. 

Ancora plauso, quindi, a Branciaroli, che non si sottrae a questa complessità di tema e drammaturgia: non c'è volontà di semplificare o di rendere più “digeribile” Pirandello, quanto di attraversarlo coraggiosamente in questa “stanza di tortura”, trovando personali soluzioni registiche e interpretative che altro non fanno che impreziosire il genio dell'autore agrigentino.

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Recensione relativa alla replica di venerdì 23 gennaio 2015

Enrico IV
di Luigi Pirandello

regia Franco Branciaroli
scene e costumi Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi

con Franco Branciaroli
Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti

e con (in o.a.) Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Tommaso Cardarelli, Pierpaolo D’Alessandro, Daniele Griggio, Mattia Sartoni, Valentina Violo

produzione CTB Teatro Stabile di Brescia -Teatro de Gli Incamminati

venerdì 23 e sabato 24 gennaio ore 21
domenica 25 gennaio ore 16.30

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