lunedì 5 maggio 2014

Klimt. Alle origini di un mito


Dopo  il clamoroso successo della mostra di A. Warhol e dei suoi 200 mila biglietti staccati, il Comune di Milano è alla ricerca  di un nuovo successo : dal 12 marzo al 13 luglio 2014, Palazzo Reale ospita “Klimt. Alle origini di un mito” che intende guidare il visitatore alla scoperta dell’universo klimtiano partendo dai suoi studi giovanili alla Scuola di Arti Applicate di Vienna attraverso la sua passione per la musica, il teatro, le donne.


Gustav Klimt nasce nel 1862 a Baumgarten, quartiere di Vienna. Tutti i figli maschi della famiglia Klimt ebbero capacità artistiche: i fratelli minori di Gustav, Ernst e Georg, furono  pittori. Nel 1876 viene ammesso a frequentare la Kunstgewerbeschule, dove studierà fino al 1883. Tra il 1886 e il 1888 egli si dedica, con il fratello e l'amico, alla decorazione del Burgtheater di Vienna, in una serie di pannelli raffiguranti teatri dell'antichità o del mondo contemporaneo. Nel 1892, a pochi mesi dalla morte del padre, anche il fratello Ernst muore improvvisamente: Gustav deve farsi carico di entrambe le famiglie, e questo lutto lascia un segno anche nella sua produzione artistica. Nel 1898 si inaugura la prima mostra della Secessione viennese, movimento artistico costituitosi l'anno prima con Klimt presidente. Nel 1894 l'università di Vienna aveva commissionato all'artista la decorazione del soffitto dell'aula magna sul tema illuminista del trionfo della Luce sulle Tenebre, da sviluppare su tre facoltà: Filosofia, Medicina e Giurisprudenza. I lavori vengono rimandati per anni e, quando i pannelli verranno presentati, rispecchiano il mutamento stilistico del giovane pittore, influenzato dalla Secessione che egli stesso aveva fondato. Il primo pannello raffigurante la Filosofia  fu presentato da Klimt  nel 1900, in occasione della settima mostra della Secessione, noncurante delle critiche, Klimt presenta La Medicina nello stesso stile: corpi fluttuanti che simboleggiano la vita, in mezzo ai quali vi è la Morte. Il terzo pannello dedicato alla Giurisprudenza si stacca stilisticamente dagli altri due. La protesta del corpo docente arriva fino al parlamento: a questo punto, Klimt decide di rompere il contratto e restituisce l'anticipo già versato. Elemento chiave dei lavori di Klimt è la figura femminile rappresentata come donna fatale. Nonostante lo scandalo tra i benpensanti, Klimt trova i suoi mecenati tra le ricche famiglie ebree della borghesia viennese, che amano l'arte d'avanguardia. Alle mogli di questi influenti personaggi, Klimt dedicherà dei famosi ritratti. Nel 1903 Klimt si reca due volte a Ravenna, dove conosce lo sfarzo dei mosaici bizantini: l'oro musivo, eco dei lavori del padre e del fratello in oreficeria, gli suggerisce un nuovo modo di trasfigurare la realtà e modulare le parti piatte e plastiche con passaggi tonali, dall'opaco al brillante. Al ritorno da un viaggio in Romania, l'11 gennaio 1918, egli viene colpito da un ictus che lo condurrà alla morte il 6 febbraio. L'allievo ed amico Egon Schiele lo ritrarrà sul letto di morte. Gustav Klimt venne quasi immediatamente considerato il pittore più rappresentativo dell'art nouveau. La mostra , organizzata dal Comune di Milano in collaborazione con il Museo del Belvedere di Vienna che possiede il maggior numero di opere  di Klimt, è curata da Alfred Weidinger ed Eva Di Stefano, insigni studiosi dell’opera klimtiana. 

In mostra a Palazzo Reale sono esposte all’incirca 100 opere: il nucleo essenziale dell’esposizione è costituito da 20 dipinti di Gustav e prosegue con l’opera giovanile di Klimt i lavori dei suoi fratelli Ernst e Georg e di altri artisti suoi contemporanei, alla sua formazione presso la Kunstgewerbeschule viennese e ai suoi inizi come decoratore dei monumentali edifici di rappresentanza lungo il Ring fino a giungere ai lavori del periodo aureo e a quelli, più tardi, dove già si scorge l'influenza di Matisse e dei Fauves e di Egon Schiele. La prima parte dell’esposizione è dedicata ai  ritratti giovanili fatti da Klimt a membri della famiglia. Due sale sono dedicate, infatti, al ritratto e al paesaggio, generi prediletti da Klimt dalla fondazione della Secessione. Sono esposti tre importanti ritratti femminili - Signora davanti al caminetto e i due Ritratto femminile - eseguiti da Gustav Klimt tra il 1894 e il 1898 che  il rapporto dell’artista col genere femminile. Il rapporto con l’altro sesso è approfondito dai tre ritratti femminili, eseguiti tra il 1894 e il 1898, a cui si aggiunge il ritratto del 1909 dal titolo “Giuditta/Salomè“, che ritrae la giovane Alma Mahler, all’epoca 17enne. Il tratto distintivo di Klimt è l’ambiguità, che emerge sia nel titolo che nell’iconografia, dalla quale si può vedere una donna nuova, moderna, che all’alba del ’900 sta scoprendo le proprie possibilità di espressione. La Salomè del 1909, che conclude il periodo dello stile aureo del maestro iniziato con un dipinto dello stesso soggetto datato 1901, è l'immagine simbolo dell'esposizione milanese. Nella sala dei paesaggi, oltre a due importanti dipinti di Klimt – Dopo la pioggia e Mucche nella stalla - è possibile ammirare  una panoramica sul paesaggismo austriaco del tempo, dalle prime tendenze impressionistiche di fine Ottocento ai dipinti secessionisti di Carl Moll e di Koloman Moser.

La seconda parte della mostra è dedicata all’apprendistato dei fratelli Klimt alla Scuola d’Arte Viennese, nell’ambito della quale fondarono, insieme a Franz Matsch, la cosiddetta Künstler-Compagnie (Compagnia degli Artisti): le opere presenti illustrano la formazione di Klimt pittore storicista e il suo rapporto con l’arte di Hans Makart. 
La mostra termina in una grande sale interamente dedicata allo splendido “Fregio di Beethoven” – esposto Vienna all’interno del Palazzo Reale della Secessione costruito nel 1897- ispirato alla nona sinfonia del grande musicista tedesco L'opera esposta a Palazzo Reale è la replica originale risalente al 1902, che riprende in forma di dipinto il lavoro murario conservato presso il Palazzo della Secessione di Vienna.

Presenti anche disegni, stampe,molti documenti che consentono anche ai meno esperti di conoscere il genio di Klimt, in esposizione anche alcune lettere d’amore scritte a Emilie Flöge, scoperte in tempi recenti, che gettano luce sull’intimità della sua vita amorosa.  Altri due dipinti, Fuochi fatui e La famiglia, concludono l’esposizione.

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