'Le Stanze Verticali' di Bruno Biondi

All'esordio la personale 'Aniconico' di Chiara Bevilacqua

mercoledì 30 aprile 2014

"Quando esce il prossimo numero di FULL Magazine?"



Da quando è nata, il seguito della rivista è andato via via aumentando, così, com'era auspicabile, è cresciuto anche l'interesse da parte di molte persone che, non di rado, ci scrivono per richiedere aggiornamenti.

Ne siamo felicissimi perché si tratta davvero del più pratico riscontro che il nostro lavoro possa ricevere, per cui ringraziamo tutti coloro che si interessano tanto all'attività di FULL e speriamo che continuino sempre a farlo.

Esistono, tuttavia, differenti tipi di interessamento, non sempre appassionato. A volte subentra un pizzico di 'zelo'. Questo, come il responsabile cucina della rivista potrebbe confermare, è ingrediente capace di rovinare anche la migliore delle ricette che, non di rado, vira la propria natura trasformando la passione in speculazione.

Con queste brevi righe teniamo a chiarire alcuni aspetti, uno su tutti:

FULL Magazine è nata come una testata libera e continua per sua natura a esserlo.

Lo studio che la produce è ancora il suo unico finanziatore diretto. Non trattandosi di una testata a scopo commerciale ma divulgativo, gli introiti non arrivano mai a ricoprire i costi di produzione e a noi sta bene così. C'è stato un momento, alcuni numeri fa, in cui abbiamo avuto modo di scegliere una direzione differente da questa: un'agenzia pubblicitaria che aveva particolarmente apprezzato il format, di cui 'è pietoso e saggio tacere anche il nome', propose un business plan molto articolato che prevedeva la trasformazione di FULL in una rivista 'vetrina'. Parte della loro raccolta pubblicitaria avrebbe garantito una certa copertura per ogni numero, il sogno di ogni editore, a tre condizioni però:

- Le uscite del magazine avrebbero dovuto essere regolari
- Gli spazi pubblicitari non discutibili in termini di grafica e contenuto
- Eventuali editoriali proposti in allegato alle pubblicità non avrebbero potuto essere declinati

Traduzione?
FULL trasformato in un giornaletto da bar come se ne trovano a quintali, in cui far comparire la pubblicità della nuova sala slot e VLT di zona e, peggio ancora, articoli di parenti, amici e cugini degli inserzionisti.

Il problema non si è nemmeno posto.
Andiamo avanti con la nostra costosa e soddisfacente sregolatezza.
Due numeri in quattro mesi e i successivi due a distanza di un anno uno dall'altro. Si. Quindi?

Man mano che cresciamo dobbiamo rendere conto a sempre più persone e rispettare un numero sempre maggiore di impegni. Solo da certi punti di vista però. Mai da altri. La struttura che tiene in piedi adesso il magazine, fuori e dentro, è un'intelaiatura di incredibile complessità. Costa moltissimo in termini di soldi e lavoro, anche quando tutto sembra tacere. Continua però a vantare un pregio assoluto: continua a essere 'leggera'. Leggera perché libera. Libera perché vincolata esclusivamente a impegni cui noi stessi scegliamo di adempiere e non imposti da nessuno.

L'uscita di FULL 9 era inizialmente prevista per marzo. Con ogni probabilità si concretizzerà a giugno.
Se si escludono alcuni punti fissi che caratterizzeranno questo numero, come la pubblicazione delle foto vincitrici del concorso 'FULL PHOTO CONTEST' dello scorso anno, nonché altri redazionali già impostati, gli ultimi mesi sono stati una continua fucina di proposte e collaborazioni a cui vogliamo dare riscontro.
In questo modo quello che avrebbe potuto essere un semplice numero 'di transizione' fra l'8 e l'importantissimo 10, ha acquisito una caratura e un'identità ben precisa, arricchito da contenuti che, con qualche mese di attesa, stanno diventando davvero notevoli.
Quindi, semplicemente, come sempre, attendiamo il momento migliore cercando di mantenere un equilibrio fra costi, impegni, fatica e soddisfazione. 

Su tutto questo, FULL Magazine continua a non costare niente a chi lo sfoglia e, ora come ora, questo piccolo dettaglio fa ancora la differenza. È il dettaglio che ci permette di decidere una data di uscita piuttosto che un'altra, o un articolo piuttosto che un altro, il numero di copie da stampare e persino se e quando farlo.
'Free Press' non inteso tanto e solo come 'gratuito', quanto, italianizzando il concetto, davvero 'libero' quindi.

Rendiamo conto a coloro con cui stabiliamo accordi numero per numero, ai nostri lettori e a chi scrive per noi con impegno. A nessun altro.
All'inizio di ogni numero sono posti i prestigiosi loghi dei nostri partner, sempre accompagnati dalla dicitura 'Le nostre partnership sono di carattere logistico, culturale e mediatico. Non è previsto alcun reciproco impegno economico'. Altro dettaglio di non poco valore.

Ogni giorno l'editoria è sempre più in discussione e moltissime storiche testate hanno 'chiuso bottega', si sono reinventate online o si sono trasformate in espositori di sola pubblicità. Noi continuiamo a stampare, con tutte le difficoltà, perché continuiamo a credere nel valore della carta. Quella giusta. Peraltro 'fuori registro' visto che il formato di FULL eccede abbondantemente i limiti del tradizionale (e molto più economico) A4.
Trattiamo argomenti che altre riviste riterrebbero 'di scarso interesse commerciale' e cerchiamo di dare spazio a realtà che difficilmente emergerebbero in altro modo.

FULL Magazine promuove bellezza e cultura, ma lo fa da sempre con il pragmatismo di chi sa che tutto questo costa moltissimo, da ogni punto di vista. La nostra utopia deve sempre alimentarsi di questa consapevolezza.

Sicuramente siamo ancora molto giovani come editori e, con altrettanta certezza, incappiamo in errori e vizi di forma che spesso non possono essere evitati. Dobbiamo senza dubbio scusarci con diverse persone perché non sempre è facile dare a tutti il giusto riscontro. Altrettanto, dobbiamo quotidianamente ringraziarne moltissime altre che hanno contribuito e contribuiscono anche adesso a far crescere il magazine. A cominciare da tutti coloro che vi collaborano attivamente.

Dobbiamo, però e soprattutto, ringraziare chi ci segue con passione. Chi ha compreso la natura del progetto a 360° nella sua bellezza e nella sua complessità. Alla loro versione della domanda 'quando esce il prossimo numero di FULL Magazine?' abbiamo già risposto alcuni paragrafi sopra. 
Più in generale potremmo rispondere che FULL Magazine esce quando è il momento più giusto per uscire.

A presto!

martedì 29 aprile 2014

Le parole di Sandro Lombardi per l'opera di Francesco Zavattari


Le repliche del nuovo spettacolo "Non si sa come", per la regia di Federico Tiezzi, non impediscono a Sandro Lombardi di occuparsi anche di altro: il grande attore e scrittore ha infatti regalato una splendida critica all'artista e designer toscano Francesco Zavattari, prossimo a debuttare con la nuova mostra "Universo instabile", che vedrà, tra maggio e giugno, due esposizioni, una a Lucca, l'altra a Milano. Già disponibile in anteprima sul sito ufficiale dell'artista, la critica comparirà sul prossimo catalogo relativo al nuovo ciclo di dipinti.

“Ma le opere per me più interessanti sono quelle in cui si affolla, solo a prima vista indistinto, il caos dell’esistenza, che a uno sguardo più attento trova invece un suo ordine: l’ordine della poesia, dello sguardo che vede al di là dell’apparenza delle cose. Chitarre, aeroplani, razzi interstellari, convivono con fiori stranamente antropomorfi, con fulmini e demoni, con bambini a testa in giù. E poi case semplificate e ridotte a un muro bianco, una porta rossa e un colossale comignolo, sovrastate e come protette da un enorme cuore rosso pulsante.”

Il lavoro di Zavattari, da sempre intrecciato al mondo del Teatro e dell'Opera, trova in Sandro Lombardi uno dei suoi più profondi ispiratori in termini di ricerca di elevatezza e potere espressivo.

Clicca qui per leggere l'intera critica

martedì 1 aprile 2014

DA NON PERDERE: ANTONIO REZZA al 'Puccini' di Firenze


FULL Magazine ha già avuto modo di esprimere la propria passione per Antonio Rezza, performer geniale, probabilmente il migliore in circolazione, che nel prossimo fine settimana si esibirà nuovamente al Teatro Puccini di Firenze con il complesso e fenomenale '7 14 21 28'. Per chi è in zona o per chi può arrivarci facilmente, saltare questo appuntamento sarebbe un vero delitto. Noi saremo presenti e ve lo racconteremo (come già fatto in passato), ma, anche grazie agli Habitat di Flavia Mastrella, Rezza è un'opera d'arte e come tale va goduta dal vivo. Tutti a Firenze quindi!

Venerdì 4 e sabato 5 aprile ore 21
RezzaMastrella – Fondazione Teatro Piemonte Europa – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello presentano
Flavia Mastrella e Antonio Rezza in
7 14 21 28

Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.

Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo.

Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto.

Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono.
Fine delle parole. Inizio della danza macabra.

____
Lo spettacolo entrerà in vendita lunedì 16 settembre 2013.
I settore € 20,00
II settore € 16,00

--
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
un Habitat di Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore
consulente tecnico Mattia Vigo
organizzazione Stefania Saltarelli

Su FULL Magazine 9 IL FAVOLOSO MONDO di Aurora Giampaoli

Aiutaci a condividere la notizia con il pulsante di Facebook:
Siamo lieti di annunciare che sul numero 9 di FULL Magazine sarà pubblicata l'intera serie fotografica 'IL FAVOLOSO MONDO' realizzata dalla fotografa Aurora Giampaoli.
FULL è la prima rivista a pubblicare tutti gli scatti di questo complesso e importante progetto nato fra il 2010 e il 2013 e già esposto in diversi contesti di rilievo.

Esegesi del progetto:
Il progeto è un cammino verso la riscoperta della libera condizione umana,  smarrita e sottomessa da una realtà che sempre più ha reso uomini e donne merci e pedine in un gioco a loro sconosciuto. L'obietivo si posa allora sul tema del giocatolo ed è attorno a questa immagine che l'Oggeto diventa Soggeto capace di meditare azioni che, come scintille di vita, lo allontanano dalla sua schiavitù giornaliera. 

Ecco quindi che i protagonisti di questa storia mostrano volontà personali distanti dalla maschera che indossano, si ricompongono e ripartono là da dove sono stati vinti, fnché, spinti dal desiderio di evasione, riconquistano il loro spazio nel mondo diventando a loro volta vincitori. 

L'uomo è ciò che lo circonda formano una tensione destinata forse a non risolversi mai, ma favoloso è il mondo perché teatro di illusioni e meccanismi oscuri e favoloso è l'animo umano che riscoprendo se stesso è capace di cose inaspettate.

Vassily Kandinsky a Palazzo Reale


Autore: Roberta Fameli

Dal 17 dicembre 201 al 4 maggio 2014 a Palazzo Reale di Milano sono in mostra oltre 80 opere di
Vassilij Kandisky , il celebre artista russo del movimento Bauhaus. Promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale e Centre Pompidou di Parigi, l’esposizione a cura di Angela Lampe – curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi-  e in collaborazione per l’Italia con Ada Masoero, è una grande retrospettiva monografica.


Vassily Kandinsky  nacque  a Mosca nel  1866 nella famiglia di un commerciante di tè. 
Fu la zia a prendersi cura di lui dopo la separazione dei genitori . A dieci anni prese  le sue prime lezioni di disegno e di musica ma fu solo  dopo gli studi di giurisprudenza che decise di dedicarsi alla pittura e di  trasferirsi  a Monaco per frequentare l’accademia. Nel 1901 fondò  il gruppo Phalanx al fine di  introdurre le avanguardie francesi nell'ambiente artistico tradizionalista di Monaco  che stava per diventare la capitale europea del Jugendstil, la corrente artistica che cerca la via dell’arte attraverso i progetti decorativi. Questo periodo fu caratterizzato dalla sperimentazione tecnica, in particolare dall'uso della tempera su carta scura, per dare l'illusione di una superficie illuminata da dietro in trasparenza. Gli anni 1911 e 1912 furono i più importanti nella vita e nell’evoluzione artistica di Wassily Kandinsky. Insieme a Franz Marc e Paul Klee fondò l’almanacco “Der Blaue Reiter” ossia “Il cavaliere azzurro”, simbolo di libertà e spiritualità dove  la musica si intreccia con le arti visive valorizzando il ruolo delle arti popolari e “primitive" per rinnovare radicalmente la pittura. In questi anni Kandinsky crea le sue prime opere che traducono in immagini astratte il suo mondo interiore. 

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Kandinsky torna in Russia dove viene nominato professore dei laboratori artistici di Stato (1918). Con lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, viene coinvolto dai rivoluzionari nelle nuove istituzioni culturali, dove occupò ruoli di prestigio fino al 1920. In questi anni ribadisce la sua scelta definitiva per l’astrazione,sebbene  l’avanguardia costruttivista più radicale lo osteggiava per il suo espressionismo spirituale tanto è vero che nel 1921 decide di tornare in Germania. 
Nel corso dello stesso anno viene allestita una mostra personale alla Galleria Thannhauser a Monaco e nel "Kreis fur Kunst" a Colonia ed eseguì quattro murali per la villa di Edwin A. Campbell a New York. Sul versante privato si registra il ritorno con la seconda moglie Nina e  fu  chiamato da Walter Gropius  alla famosa scuola tedesca di design moderno: il Bauhaus. Gli anni al Bauhaus sono caratterizzati dall’amicizia con Paul Klee e dalla pubblicazione del suo saggio “Punto e linea sul piano" (1926).  Al Bauhaus Kandinsky trascorre più di dieci anni insegnando il colore nell’ambito del corso propedeutico alla pittura. Con l’avvento del nazismo,però, il Bauhaus viene  chiuso e le  opere di Kandinsky, presenti in abbondanza nei musei tedeschi, vengono  sequestrate mentre l’artista  si trasferisce a Parigi. La Parigi in cui Kandinsky arriva nel 1933 è  la capitale del mercato dell’arte devota a Picasso e ai Surrealisti e poco interessata all’astrazione pura di un artista russo per di più di nazionalità tedesca. I Kandinsky si stabilirono a Neuilly-sur-Seine, in un edificio affacciato sulla Senna e sul Bois-de-Boulogne  dove muore il 13 dicembre 1944.

La  mostra è organizzata secondo un criterio cronologico che si ispira ai  periodi principali della vita di Kandinsky: dagli esordi in Germania agli anni in Russia e in Francia  snodandosi  in quattro sezioni che si sviluppano lungo otto sale. Le opere in mostra sono oltre 80: si  comincia trasportando il visitatore  “fuori dallo spazio e dal tempo" ossia in  una sala con pitture parietali. Ricreata nel 1977 dal pittore restauratore Jean Vidal copiando fedelmente le cinque tempere originali eseguite da Kandinsky per decorare un salone ottagonale della Juryfreie Kunstausstellung, una mostra senza giuria che si svolgeva annualmente a Berlino tra il 1911 e il 1930. Questi cinque pannelli a tempera erano entrati nella collezione del Pompidou in seguito alla donazione della vedova Nina nel 1976 al museo stesso. 

La prima parte è dedicata agli esordi di Kandinsky.Nel 1896, a trent'anni, scoprì la pittura dopo aver visto gli impressionisti e Monet in particolare. Dopo aver deciso di lasciare l'università per diventare pittore, si recò a Monaco a studiare Belle Arti sotto la guida del simbolista Franz Von Stueck.  Monaco Kandinsky sperimentò il suo pensiero artistico mirante alla ricerca dell'elemento interiore nella produzione artistica, come prova il suo capolavoro teorico Lo spirituale nell'arte (1912). In questo saggio teorizzò un'associazione tra linee, forme e colori che fu il fondamento di tutta l'arte astratta successiva. Di questo cambiamento, in mostra, la prova più lampante è data da Improvvisazione III (1909), con i suoi colori forti e caldi.
La seconda parte è dedicata al ritorno in patria di Kandinsky allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. L'artista tornò in Russia dove dipinse poco e disegnò molto, come prova la serie di disegni Senza titolo, realizzati dal 1915 al '20 a inchiostro su china, in cui mantenne fede agli ideali teorizzati a Monaco. Dopo un brevissimo ritorno alla figurazione la sua pittura tornò astratta ma nel 1921, quando esplose il costruttivismo, tornò in Germania.

Alla sua seconda fase tedesca è dedicata la terza sezione, legata prevalentemente al Bauhaus e al suo insegnamento di Decorazione Murale a Weimar dal 1922, grazie all'amicizia con Walter Gropius. In questo periodo Kandinsky approfondì i rapporti tra forme e colori con opere come Griglia nera (1922), la serie di stampe Piccoli mondi e Giallo-rosso-blu (1925). Nel 1933 la chiusura del Bauhaus da parte dei nazisti lo costrinse a emigrare a Parigi.

L'ultima sezione è dedicata agli anni parigini: in questi anni l’artista schiarì la sua tavolozza scoprendo la luce e l'intensità cromatica del Bois de Boulogne, presso cui si stabilì, come provano Ammasso regolato, Azzurro cielo e Una festa privata, opere dipinte tra il 1938 e il '42 su influsso del surrealismo di Arp e Mirò, piene di insetti e figure embrionali con cui stigmatizzò l'angoscia della guerra.

Blogroll