martedì 8 ottobre 2013

Pollock e gli irascibili a Milano

Dal 24 settembre 2013 al 16 febbraio 2014 a Palazzo Reale di  Milano è in mostra Jackson Pollock e i suoi “irascibili”.L’esposizione propone l’Espressionismo astratto degli artisti americani dagli anni Quaranta agli anni Sessanta,  periodo in cui  l’arte si rivoluziona scoprendo nuovi mezzi espressivi  e spostando  definitivamente l’asse culturale mondiale dall’Europa all’America.  

Autore: Roberta Fameli

L’autunno milanese ha da poco avuto inizio con la bellissima mostra dedicata a Jackson Pollock e “gli irascibili” a cura di Carter Foster con la collaborazione di Luca Beatrice. Ma chi erano gli irascibili? Ebbene è con questo nome che  un gruppo di 18 artisti fu definito  in seguito alla protesta che inscenarono contro il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel gruppo degli irascibili c’era Pollock,ma non solo: anche Rothko, De kooning,Kline e tanti altri che con il loro n uovo modo di interpretare la tela – intesa come uno spazio per la libertà di pensiero e d’azione dell’individuo- diedero scuola alla cosiddetta “Scuola di New York” che travolse l’Arte Moderna di tutto il mondo. L’action painting di Pollock si impose da subito, infatti, come un’arte di protesta e di sfogo che non rinnega l’arte europea, bensì la sviluppa dal punto di vista sensoriale, spaziando  dalla Scuola di Parigi al Surrealismo di Kandinsky, approdando ad un minimalismo che sarà poi la base della Pop Art e di Andy Warhol.Una rivoluzione che travolgerà anche l’ Europa alla ricerca di una nuova identità: basti pensare a Lucio Fontana che taglia la tela per sfondare lo spazio bidimensionale.  Per apprezzare fino in fondo la mostra di Palazzo Reale di Milano “Pollock e gli irascibili” bisogna immergersi nella cultura americana di quei tempi: opere come “Sulla Strada” di Jack Kerouac, “Urlo” di Allen Ginsberg, “Il giovane Holden” di Salinger, oppure , nel campo cinematografico, Marlon Brando in “Fronte del Porto” o “Il selvaggio”, James Dean nel “La Valle dell’Eden”. Naturalmente, all’inizio, gli “irascibili” furono boicottati dai circoli culturali e dalle gallerie istituzionali che non accettavano questa rivoluzione. Soltanto con il passare del tempo si comprese la svolta epocale impressa da Pollock all’arte: l’uso del colore puro e dello sgocciolamento (dripping) ,il bisogno di gettar via il cavalletto e dipingere sul pavimento indicano una cesura con il passato e la necessità di esprimere liberamente la propria creatività. 
La mostra comprende 60 capolavori provenienti del Whitney Museum di New York tra cui la celeberrima opera Number 27 di Pollock: una tela dipinta a olio,smalto e pittura d’ alluminio  di dimensioni straordinarie  - 3 metri di lunghezza -  estremamente fragile e difficile da trasportare a cui, per tute queste ragioni, Palazzo Reale dedicherà un’intera sala. L’opera realizzata nel 1950, può considerarsi  il manifesto creativo dell'artista americano. La Number 27 – chiamata così perché era la ventisettesima pittura a realizzare quell’anno-   rappresenta l’apice del periodo “drip”. Altre opere celebri che Milano ha l’onore e il piacere di ospitare ricorderemo Mahoning, ( olio su carta) dipinto da Franz Kline nel 1956: poche pennellate decise e morbide compongono sul foglio un mondo  irregolare e in bianco e nero. Untitled (Blue, Yellow, Green on Red) , di Mark Rothko,: Woman Accabonac di Willem de Koonig, David Smith in Hudson River Landscape ,le geometrie di Barnett Newman fino alle figure morbide di William Baziotes, The Crest di A. Gottlieb, Senza Titolo di Clyfford Still.  A completare la mostra, voglio citare un dato di costume messo in evidenza dal curatore della mostra Luca Beatrice: «nel 1951 la rivista Life pubblicò una foto emblematica, scattata da Nina Leen: ritraeva 15 dei 18 irascibili vestiti da banchieri». «Nell'album fotografico della storia dell'arte,quello degli Irascibili è tra gli scatti più famosi. (...) E gli Irascibili, nonostante l'aspetto tutto sommato bonario, sono "tecnicamente" arrabbiati. Tanto da fare fronte comune, lavorare insieme, condividere successi ed eventuali difficoltà in maniera compatta». 

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