mercoledì 21 agosto 2013

Giorgio Albertazzi regala un'indimenticabile serata alla Versiliana

Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Ieri sera, 20 agosto, il teatro della Versiliana ha avuto l’onore di avere ospite Giorgio Albertazzi, proprio nel giorno del suo novantesimo compleanno. Dal titolo Io ho quel che ho donato, omaggio per i 150 anni dalla nascita del grande Gabriele d’Annunzio, lo spettacolo costituisce, in realtà, solo un pretesto, visto che quello che è considerato uno dei re del teatro italiano declama magnificamente memorabili pezzi poesia e teatro del Vate, ma non solo. 

Come si addice ai grandi mattatori, fa del palco ciò che vuole: seduto su uno sgabello (prontamente sostituito da una più comoda e “meno pericolosa” sedia, su sua stessa richiesta), di fronte a un leggio (quasi mai utilizzato) e intramezzato da momenti musicali (per la verità, assai superflui e decontestualizzati) di pianoforte e fisarmonica, l’attore condisce la serata con vari, emozionanti momenti più o meno improvvisati. Racconta la sua infanzia fiesolana, il suo presente ancora attivissimo, offre senza soluzione di continuità alcune tra le più belle pagine di Ungaretti, Leopardi, Dante, inneggiando alla potenza del verso, strumento di questi tempi trascurato, ma secondo Albertazzi fondamentale per l’attore e l’uomo in genere, per la conservazione di una sensibilità e una passione che rifuggano l’ordinarietà. 

In una continua altalena tra una vivace ironia e una profonda serietà, l’attore conclude poi le due ore di spettacolo con un lungo estratto dall’intenso, toccante monologo Memorie di Adriano (tratto dal testo della scrittrice francese Marguerite Yourcenar), ovvero il bilancio di un imperatore che si approssima alla fine del percorso terreno e che si sente "responsabile della bellezza del mondo". L’avanzata età sembra non toccare Albertazzi: se nel normale eloquio la voce sembra talvolta tremare, nella recitazione egli è totalmente presente a se stesso, assoluto padrone di pause, intonazioni, lunghi periodi, a cui riesce a conferire una rara musicalità.

Lo spettacolo è interrotto da momenti di celebrazione del compleanno dell’attore: salgono sul palco i rappresentanti della Fondazione La Versiliana, nonché tanti colleghi e amici, convenuti per celebrare l’attore e festeggiare il compagno di tante avventure: tra gli altri, Maurizio Scaparro, Carlo Giuffré, Sebastiano Lo Monaco, Carla Fracci. Amiamo tuttavia di più quando il palco si svuota, il silenzio si fa religioso, e Albertazzi torna a immergersi e immergerci nel suo mondo fatto di eccellenza, di versi indimenticabili, di una reale capacità di estraniarsi e divenire altro da ciò che si è: a novant’anni, Giorgio Albertazzi ha ancora tanti personaggi da incontrare, tante voci di cui rivestirsi.






Foto di Aldo Umicini, gentilmente fornite dall'Ufficio Stampa del Festival La Versiliana

0 commenti:

Posta un commento

Il tuo commento sarà pubblicato immediatamente dopo averne verificato il contenuto. Non saranno pubblicati commenti contenenti termini volgari e/o offensivi, riferimenti personali e comunque ogni elemento non ritenuto congruo alla politica del sito.