'Le Stanze Verticali' di Bruno Biondi

All'esordio la personale 'Aniconico' di Chiara Bevilacqua

lunedì 26 agosto 2013

Emanuele Campostrini in mostra alla Fondazione Marcucci


Classe 2008, Emanuele Campostrini, dai più conosciuto come "Mele", è un talentuosissimo e coraggioso baby-artist. Emanuele è infatti affetto da una grave disabilità che lo limita a partire dalle più semplici azioni quotidiane. Grazie però alla grande lungimiranza della mamma che ne è stata a tutti gli effetti vero 'talent scout', il piccolo Mele ha trovato una propria dimensione nell'ambito della pittura, realizzando molti bellissimi quadri. Colori esplosivi, campiture quando dolci, quando frenetiche. Una profondità davvero notevole in grado di colpire gli occhi e il cuore di chi osserva queste opere.

L'attivissima Fondazione Silvestro Marcucci, costantemente impegnata nella conservazione e nella promozione della cultura nelle sue molteplici forme, decide di omaggiare questo piccolo, grande artista con una mostra che si svolgerà dal 30 agosto al 1 settembre 2013 presso la sede della Fondazione stessa.

A impreziosire il vernissage che si terrà alle ore 17.30 di venerdì 30 agosto, l'intervento del Prof. Carlo Valerio Bellieni, Neonatologo dell'Università di Siena.

A tutti i nostri lettori vicini e lontani l'invito è quello di non lasciarsi scappare questa bella occasione.

La redazione di FULL Magazine e di 4rum.it esprime il massimo supporto e apprezzamento, complimentandosi con chi ha reso possibile tutto questo.

INFORMAZIONI

Mele's Art

Visita il sito ufficiale di Emanuele

Esposizione

30-31 agosto – 1 settembre 2013
Mostra di pittura EMANUELE CAMPOSTRINI “MELE”
Fondazione Silvestro Marcucci - Onlus, via della Montagna, 147 - Quiesa (Lucca)

Inaugurazione e aperitivo:
venerdì 30 agosto, ore 17.30
Interverrà il Prof. Carlo Valerio Bellieni (Neonatologo dell'Università di Siena)
Orario mostra: 16.00 - 20.00

Info
- 327.7058066


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mercoledì 21 agosto 2013

Giorgio Albertazzi regala un'indimenticabile serata alla Versiliana

Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Ieri sera, 20 agosto, il teatro della Versiliana ha avuto l’onore di avere ospite Giorgio Albertazzi, proprio nel giorno del suo novantesimo compleanno. Dal titolo Io ho quel che ho donato, omaggio per i 150 anni dalla nascita del grande Gabriele d’Annunzio, lo spettacolo costituisce, in realtà, solo un pretesto, visto che quello che è considerato uno dei re del teatro italiano declama magnificamente memorabili pezzi poesia e teatro del Vate, ma non solo. 

Come si addice ai grandi mattatori, fa del palco ciò che vuole: seduto su uno sgabello (prontamente sostituito da una più comoda e “meno pericolosa” sedia, su sua stessa richiesta), di fronte a un leggio (quasi mai utilizzato) e intramezzato da momenti musicali (per la verità, assai superflui e decontestualizzati) di pianoforte e fisarmonica, l’attore condisce la serata con vari, emozionanti momenti più o meno improvvisati. Racconta la sua infanzia fiesolana, il suo presente ancora attivissimo, offre senza soluzione di continuità alcune tra le più belle pagine di Ungaretti, Leopardi, Dante, inneggiando alla potenza del verso, strumento di questi tempi trascurato, ma secondo Albertazzi fondamentale per l’attore e l’uomo in genere, per la conservazione di una sensibilità e una passione che rifuggano l’ordinarietà. 

In una continua altalena tra una vivace ironia e una profonda serietà, l’attore conclude poi le due ore di spettacolo con un lungo estratto dall’intenso, toccante monologo Memorie di Adriano (tratto dal testo della scrittrice francese Marguerite Yourcenar), ovvero il bilancio di un imperatore che si approssima alla fine del percorso terreno e che si sente "responsabile della bellezza del mondo". L’avanzata età sembra non toccare Albertazzi: se nel normale eloquio la voce sembra talvolta tremare, nella recitazione egli è totalmente presente a se stesso, assoluto padrone di pause, intonazioni, lunghi periodi, a cui riesce a conferire una rara musicalità.

Lo spettacolo è interrotto da momenti di celebrazione del compleanno dell’attore: salgono sul palco i rappresentanti della Fondazione La Versiliana, nonché tanti colleghi e amici, convenuti per celebrare l’attore e festeggiare il compagno di tante avventure: tra gli altri, Maurizio Scaparro, Carlo Giuffré, Sebastiano Lo Monaco, Carla Fracci. Amiamo tuttavia di più quando il palco si svuota, il silenzio si fa religioso, e Albertazzi torna a immergersi e immergerci nel suo mondo fatto di eccellenza, di versi indimenticabili, di una reale capacità di estraniarsi e divenire altro da ciò che si è: a novant’anni, Giorgio Albertazzi ha ancora tanti personaggi da incontrare, tante voci di cui rivestirsi.






Foto di Aldo Umicini, gentilmente fornite dall'Ufficio Stampa del Festival La Versiliana

lunedì 19 agosto 2013

Silvana Froli splendida Tosca a Torre del Lago


Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Venerdì scorso, 16 agosto, a Torre del Lago lo splendido soprano Silvana Froli è stata Tosca nella terza delle quattro repliche di questo grande capolavoro pucciniano. Oltre alla padronanza canora, la cantante ha confermato il grande talento interpretativo nel rendere le tante sfumature di questo complesso personaggio, sicuramente tra i meno scontati tra quelli delineati dal compositore lucchese. Silvana Froli ha saputo essere un validissimo trait d’union tra tutti gli interpreti e tra gli stessi con l’orchestra, le cui performance purtroppo non sono state sempre impeccabili.

L’allestimento di questa Tosca punta all’essenzialità e al monocromo, dando così maggior risalto a pochi elementi che divengono fondamentali. La chiesa di Sant’Andrea della Valle nel primo atto è realizzata in uno spazio aperto con due strutture semoventi poste a semicerchio a suggerire l’abside; nient’altro se non qualche inginocchiatoio al centro, dipinti posti lateralmente e una botola da cui si accede alla Cappella degli Attavanti. Nel secondo atto, il palco è dominato dal lungo tavolo dell’appartamento di Scarpia, mentre, nel terzo, le due strutture citate vanno a suggerire la piattaforma di Castel S. Angelo, con una bianca riproduzione del S. Michele vittorioso al centro. Comune ai tre atti è la predominanza dei toni del grigio e un’illuminazione spesso proposta di taglio, movimentata dalla presenza di un fondale su cui vengono proiettate opere d’arte, eleganti interni, l’alba sulla Cupola di San Pietro. Nel secondo atto, invece, il controluce in corrispondenza di tale fondale mostra l’esibizione di Tosca e del coro: se tale espediente risulta affascinante, l’eccessiva vicinanza crea confusione acustica con la scena principale di cui sono protagonisti Scarpia e Cavaradossi, rendendo difficile l’ascolto (è infatti previsto che Tosca e il coro vengano uditi solo in lontananza).

L’Orchestra del Festival, diretta da Alberto Veronesi, ripresenta purtroppo le stesse problematiche di intonazione e armonia riscontrate nelle altre rappresentazioni da noi seguite quest’anno: ci auguriamo davvero che certi sdruccioloni possano essere di spunto per migliorare in futuro. Oltre alla bella esibizione di Silvana Froli, segnaliamo Gabriele Viviani, già apprezzato Scarpia nella Tosca recentemente proposta al Teatro del Giglio di Lucca: il giovane baritono dimostra sempre più di aver ben acquisito un ruolo tra i più ardui da sostenere, sia dal punto di vista canoro che interpretativo.













16 agosto
TOSCA
Dramma lirico in 3 atti – nuovo allestimento 


Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Tratto dal dramma “La Tosca” di Victorien Sardou
Musica di Giacomo Puccini
Ed. Casa Ricordi  
Coproduzione Fondazione Festival Pucciniano, Teatro Regio di Torino, Opera de Montecarlo, Palau de les Arts Reina Sofia de Valencia
   
Floria Tosca Silvana Froli
Mario Cavaradossi Pietro Giuliacci 
Il barone Scarpia Gabriele Viviani
Cesare Angelotti Choi Seung Pil  
Spoletta Mario Bolognesi
Il Sagrestano Angelo Nardinocchi
Sciarrone Francesco Musino
Un carceriere Massimiliano Damato
Un pastore Eleonora Ronconi

Regia di Jean Louis Grinda
Scene di Isabelle Partiot Pieri
Costumi di Christian Gasc
Orchestra del Festival Puccini
Direttore Alberto Veronesi
Coro del Festival Puccini
Maestro del Coro Stefano Visconti
Coro delle voci bianche del Festival Puccini

mercoledì 14 agosto 2013

Silvana Froli sarà Tosca a Torre del Lago

Venerdì 16 agosto la grande amica di FULL Magazine e 4rum.it Silvana Froli sarà protagonista al 59° Festival Puccini nel ruolo di Tosca: ovviamente la nostra redazione sarà presente per rendere conto ai lettori di questa (sicuramente bella ed emozionante) esibizione.

Sarà la terza replica al Gran Teatro all’Aperto di Torre del Lago per il capolavoro pucciniano, tratto dall’omonimo dramma di Victorien Sardou e proposto in riva al Massaciuccoli nel nuovo allestimento frutto della collaborazione fra il Festival Puccini e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, l’Opéra de Monte-Carlo e il Teatro Regio di Torino.

Fedele alla partitura del Maestro ma con una scenografia moderna, arricchita da proiezioni eleganti e da suggestive trasparenze: questa Tosca è diretta dal monegasco Jean-Louis Grinda e, sul podio, dalla bacchetta di Alberto Veronesi. Come già accennato, rispetto all’ultima “apparizione” in riva al Massaciuccoli sono ben due le novità – anzi, i graditi ritorni – fra gli interpreti: la passionaria, ostinata Floria Tosca sarà lo splendido soprano lucchese Silvana Froli, lo scorso anno applaudita in Cio Cio San dal pubblico torrelaghese; al pittore Mario Cavaradossi, l’amante di Tosca che sarà fucilato dal perfido barone Scarpia, darà volto e voce il tenore romano Piero Giuliacci, Calaf nell’edizione 2012 del Festival Puccini.

Confermato il resto del cast: al baritono lucchese Gabriele Viviani il ruolo del barone senza scrupoli, che brama il corpo di Tosca e la cattura di Angelotti (in scena Choi Seung Pil), l’ex console repubblicano in fuga cui Cavaradossi offre rifugio; in scena anche Mario Bolognesi, Angelo Nardinocchi, Francesco Musino, Massimiliano Damato ed Eleonora Ronconi.

Le scenografie sono curate da Isabelle Partiot Pieri e i costumi opera di Christian Gasc
Tosca tornerà in scena al 59° Festival Puccini, per l’ultima volta, giovedì 22 agosto.


Info e acquisto biglietti 

lunedì 5 agosto 2013

Rezza e Mastrella a Lunatica con Pitecus


Autore: Francesco Zavattari, direttore editoriale di FULL Magazine e 4rum.it

Qualcuno disse che Andy Warhol non fosse tanto l'artista, quanto l'arte in sé, come a intendere che per creare un grande evento di arte sarebbe bastato mettere lui stesso in uno spazio espositivo anche privo di opere vere e proprie.
Lo stesso concetto può essere applicato alla complessa figura di Antonio Rezza, 'il più grande performer vivente' come lui stesso ama definirsi e come, me compreso, lo definiscono generalmente molti dei suoi sostenitori.
Antonio non è un attore, nemmeno un saltimbanco il cui scopo è quello di intrattenere. Antonio è il palco, la luce, l'evento. Antonio Rezza è lo spettacolo. Detto questo, di essenziale importanza per lo sviluppo dei suoi incredibili contenitori, sono gli immancabili 'habitat' di Flavia Mastrella, che ne coadiuvano ormai da molti anni il lavoro. Tessuti variopinti, casuali a un primo sguardo, precisi e impeccabili dopo una più attenta osservazione. Vere e proprie piattaforme artistiche mediante le quali il performer è reso a tratti inumano, deturpato nel suo essere, amplificato nel suo genio attraverso fessure che puntano dritte a una brillantezza davvero unica in grado di coinvolgere tutti i fortunati in platea.
Si tratti di Pitecus (come in questo caso), Fratto X7-14-21-28, o di un altro degli spettacoli firmati dalla compagnia Rezza-Mastrella, il comune denominatore è sempre lo stesso: finalmente qualcosa di unico e potente, che davvero non può lasciare indifferenti.

Venendo alla serata in particolare, il festival Lunatica che si fa di anno in anno più interessante, sfrutta in questo caso la bella cornice offerta da Villa Schiff, oggi sede del Comune di Montignoso (MS). Location magnifica, temperatura ottimale, ambiente raccolto pur in mezzo a un grande giardino. Insomma, tutto sembra davvero perfetto per potersi godere una nuova grande prova di Rezza, che già prima dello spettacolo spunta di tanto, in tanto qua e là fra i vari spettatori. Tutto perfetto all'interno delle mura della proprietà Schiff, un po' meno per quanto riguarda il contesto circostante. Per un caso o per una mancata coordinazione fra organizzatori, a pochi metri dal cancello della villa si tiene proprio in quel momento la festa del partito democratico. Una sorta di sagra all'aperto con tanto di musica dal palco. Musica che dalla nostra postazione si avverte più che nitidamente. Al termine della proiezione di un episodio di Troppolitani (firmato dalla stessa compagnia Rezza-Mastrella e andato in onda su Rai3), quando tutto è pronto per l'arrivo del performer, Rezza lascia le quinte e, indicando verso la festa, scuote la testa comunicando agli organizzatori che in quel modo non potrà procedere. Poco dopo sale sul palco e riferisce la stessa problematica anche a noi in platea. 
La musica sembra però scemare, così lo spettacolo ha inizio. Rezza è preciso e millimetrico come sempre e nell'aprire la performance con la fenomenale epopea del povero Gidio, ci fa subito capire che questa sarà una gran serata. Dopo poco però ecco nuovamente insinuarsi attraverso gli alberi di Villa Schiff la musica della vicina festa. Ora, è generalmente noto che nessuno è meno democratico di chi è solito professarsi democratico con orgoglio, per cui il performer è nuovamente costretto a interrompersi. Diciamo che, generalmente, chi segue Rezza lo segue con passione e attenzione ed è pronto (mentalmente e culturalmente) a comprendere che questo genere di interruzioni non sono certo dovute a un capriccio da star ma a una seria e precisa esigenza di scena. Spettacoli come questo sono evidentemente caratterizzati da un livello di complessità davvero elevato, quasi scientifico. Dal pubblico però, a fronte di questa nuova interruzione, si alzano un paio di voci (assai isolate per la verità) che chiedono di andare avanti comunque. Un minimo battibecco, la spiegazione da parte di Rezza circa il fatto che gli sia stato garantito che non ci sarebbe stata musica durante il proprio intervento e lo spettacolo riprende, mescolato alle note di grandi classici italiani degli ultimi trent'anni gentilmente fornite dai 'finti democratici', come Rezza stesso li definisce dal palco.

Quando si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un genio? Quando questo prende il proprio svantaggio e lo trasforma in una schiacciante vittoria: senza perdere, incredibilmente, un minimo di concentrazione e 'tirando a dritto' in maniera potente e precisa, Rezza inizia a inframezzare ogni quadro con un balletto improvvisato sulle note della musica degli amici vicini. Pubblico esilarato, e tutto fila liscio anche se questo incredibile Pitecus di certo non avrebbe avuto bisogno di alcun 'ausilio esterno' per accrescere il proprio valore.

La performance va avanti passando attraverso i tanti tableau proposti in questo spettacolo, tutti non solo decisamente divertenti ma anche cinici, terribilmente intelligenti, frenetici a tratti, così come volutamente spenti e degradanti in altri momenti. Si ride e si riflette anche se forse Antonio non vuole davvero suggerire altra riflessione se non quella di un genere umano mediocre che lotta attraverso la mediocrità stessa per uscire dal suo piccolo guscio.

Parafrasando Gli onorevoli, io 'Voto Antonio' tutta la vita. Lui, Flavia Mastrella e chi come loro è davvero portatore di un modo energico di resistere all'insorgere dell'oblio artistico e culturale che spesso sembra prendere il sopravvento. Bravo!

Replica del 2 agosto 2013
Villa Schiff, Montignoso (MS)

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