lunedì 22 luglio 2013

Modigliani. Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter



Dal 21 febbraio al 8 settembre 2013 è possibile ammirare ben 122 opere di Amedeo Modigliani e di altri artisti che resero unica la Parigi dei primi del ‘900. Le opere esposte al Palazzo Reale di Milano per tutta l’estate ci restituiscono l’atmosfera bohémien che si respirava nella capitale francese.

Amedeo Modigliani nacque nel 1884 a Livorno e sin da giovanissimo studia arte a Firenze e Venezia,« durante un violento attacco della malattia, riuscì a strappare alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei migliori allievi del Fattori e uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, il grande Giovanni Fattori. Modigliani sarà così influenzato dal movimento dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega» .  Nel 1906, Modigliani si trasferì a Parigi, «che all'epoca era il punto focale dell'avant-garde negli anni dell’esplosione fauve e della nascita della pittura cubista». Nella capitale francese Modigliani subisce l’ influenza di Toulouse-Lautrec, Gauguin, Van Gogh e Cézanne. Nel 1909, Modigliani tornò  a Livorno, affetto da alcolismo, logorato da uno  suo stile di vita dissoluto che aveva inflitto danni irreparabili ad una salute già pessima. Non restò in Italia per molto tempo  e, infatti,  ritornò a Parigi affittando uno studio a Montparnasse. Per un certo periodo  Modigliani si dedicò alla scultura stringendo un affettuoso rapporto di amicizia con Constantin Brancusi tuttavia le polveri prodotte dalla scultura aggravarono la sua tubercolosi e sia pure a malincuore dovette ritornare alla pittura.Fra il 1915 e il 1920, anno della sua morte, Modigliani realizzò« la parte più consistente e più nota della sua produzione artistica»: si tratta perlopiù di  ritratti, qualche paesaggio e dipinti  vari realizzati durante un soggiorno a Nizza fra il 1918 e il 1919. Nei suoi ritratti divenuti celebri dopo la sua morte, ammiriamo colli allungati e forme arrotondate: «Modigliani raffigura amici, personaggi anonimi e modelle».  Morì il 24 gennaio 1920 a Parigi dove è sepolto al cimitero Père Lachaise.
La rassegna a cura di Marc Restellini porta in Italia per la prima volta i capolavori della ricca collezione Netter( Strasburgo 1868- Parigi 1946). Jonas Netter era un grande appassionato d’arte a cui dobbiamo «la scoperta di molti geni dell’arte della prima metà del XX secolo» tra cui: Soutine,Kisling e Utrillo.  Il vero protagonista di questa manifestazione però  è Modigliani del  quale sono esposti alcuni grandi capolavori, tra cui: Elvire au col col blanc( Elvire à la collerette),Fillette en robe jaune(Portrait de jeune femme à la collerette),Portrait de Zborowski. 
Accanto a questi splendidi ritratti potrete ammirare una ventina di oli appartenenti a Soutine «una mostra dentro la mostra, per illustrare la storia degli esordi di coloro che in quell’epoca rappresentarono la Scuola di Parigi». Vi consiglio di lasciarvi condurre alla scoperta dei capolavori in mostra da « Corrado Augias, autore di una monografia su Modigliani, che commenta il percorso della mostra nell’audioguida - disponibile in biglietteria e inclusa nel prezzo del biglietto - nonché in un video proiettato all’interno del percorso espositivo».

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