martedì 21 maggio 2013

Si continua a parlare di...


Autore: Lorenzo Ricciarelli, Responsabile Architettura FULL Magazine

Architetto, scultore, pittore, geniale pensatore del suo tempo, padre della  moderna urbanistica e maestro del Movimento Moderno: è Le Corbusier, dal 1920 pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret. A lui il MAXXI Architettura ha dedicato la mostra “L’Italia di Le Corbusier” a cura di Marida Talamona che si è conclusa lo scorso febbraio. 
Il percorso di mostra si snodava tra documenti diversi, testimonianze di viaggi, studi, scambi culturali e aspirazioni personali, dagli schizzi dei monumenti italiani sui carnets de voyage ai sei grandi fogli con disegni schizzati durante la conferenza di Milano nel giugno 1934 a documentare la  complessa formazione “italiana” dell’architetto. Un ricco apparato fotografico accompagnava la mostra offrendo una lettura integrata di un Le Corbusier meno noto, nel dialogo che instaura con gli artisti e gli architetti suoi contemporanei, restituendo la completezza della sua statura intellettuale e l’eccezionalità del suo pensiero. In sei sezioni erano esposte le fotografie di studio scattate dall’architetto alle rovine di Pompei e Roma nel 1911, insieme ai molti disegni e acquarelli realizzati nel corso dei quattro viaggi italiani compiuti tra il 1907 e il 1922:  gli acquerelli toscani, i disegni di Pompei e villa Adriana,  il Campo dei Miracoli di Pisa, la Certosa del Galluzzo, gli studi sul Belvedere in Vaticano,  le vedute di Venezia. C’era anche Le Corbusier pittore “Purista” a confronto con Carrà, Morandi e Severini. Interessanti spunti di riflessione sui rapporti con i giovani architetti razionalisti italiani di Torino, Milano, Roma e Venezia; In mostra numerose e preziose testimonianze degli scambi culturali e professionali con Piero Bottoni, Luigi Figini, Alberto Sartoris, Gino Pollini, Giuseppe Terragni e Guido Fiorini interpreti del Razionalismo. Ampio spazio alla ricerca urbanistica e all’idea di città radiosa. Le committenze italiane FIAT e Olivetti quali espressioni di una realtà industriale d’epoca in crescita e di grande modernità. Significative le fotografie realizzate sul tetto del Lingotto di Torino a bordo di una Balilla sport. Infine spazio agli ultimi incarichi: il Centro Calcolo Olivetti a Rho e il nuovo Ospedale di Venezia, architetture non realizzate a causa della morte, ma straordinarie testimonianze della poetica degli 
ultimi anni.

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