martedì 21 maggio 2013

Food Styling


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Autore: Nicola Pacini, Responsabile Food di FULL Magazine

Nuova frontiera della cucina contemporanea

Con questo numero di FULL Magazine, diamo il benvenuto alla nuova, gustosa rubrica, FULL of Foodie: il nostro esperto Nicola Pacini ci conduce alla scoperta di meraviglie culinarie, concepite con l'originalità e l'estro tipici della rivista! Sfiziosi suggerimenti per solleticare il palato e anche lo sguardo, grazie alle invitanti immagini che corredano le ricette. Il tutto non è che un'anticipazione dei video che presto sarà possibile "assaggiare" sul sito di FULL Magazine!

'L’atto del mangiare è ed è sempre stato una grande opportunità artistica”, così sosteneva un certo Frank Lloyd Wright, per chi non lo conoscesse, uno tra i più grandi architetti mai esistiti.
L’atto di cucinare è di per sé creativo, al pari di altre arti riconosciute come tali necessita di passione, fantasia, talento e un minimo di conoscenza tecnica. Inoltre possiede il notevole vantaggio di essere accessibile a tutti, ogni individuo può cimentarsi nell’arte di cucinare. Ad oggi è in continua crescita il numero di persone dedite a tale “movimento”, professionisti a parte, l’attenzione si concentra verso i cuochi amatoriali, semplici appassionati di cucina, che in tale hobby vedono la possibilità di evadere dalla routine quotidiana e dare libero sfogo alla propria creatività. Nel loro continuo percorso di formazione e crescita artistica sono aiutati dall’enorme mole di input a loro disposizione; la lettura di libri e riviste specialistiche, pubblicate in grande quantità, viene integrata dalla visione dei numerosi programmi televisivi, in continua crescita e presentati nei più svariati format (reality, documentari, video-ricette) oltre al persistente fiorire di blog e forum in rete. Da qui il ruolo di mentore che assume lo chef professionista, figura divenuta nel corso degli ultimi anni assimilabile a quella di una star hollywoodiana.


Food Styling, questo il nome o meglio lo slogan che definisce il movimento in questione. Come spiegare in poche righe la filosofia di pensiero che lo alimenta? Semplicemente, utilizzando le parole di Emeril Lagasse, celebre chef americano, il quale sostiene che “il cibo bello da vedere sembra più buono di quello che non lo è”. L’occhio ha un ruolo fondamentale durante l’esperienza gastronomica, giudica ancora prima del gusto, decide istantaneamente se un piatto è appetibile o meno. Ne consegue una grande verità: un piatto prima ancora di essere buono, deve sembrarlo. Una volta digerito il concetto principe del Food Styling, si apre un mondo totalmente nuovo al cuoco amatoriale: il semplice e abituale gesto di aprire il frigorifero per decidere cosa preparare per il pasto non è più lo stesso, l’occhio non percepisce più le materie prime alla stessa maniera. L’appassionato non guarda più il contenuto del frigo, lo osserva. 

Per la prima volta riesce a percepire la bellezza insita in ogni alimento, i colori accesi ed intensi della verdura, i toni pastello della frutta, l’irregolarità e ruvidità delle superfici di un filetto di carne o pesce, le forme geometriche perfettamente regolari di taluni alimenti e quelle irregolari e originali di altri. Il piatto che vuole preparare non si limita più ad una questione di solo gusto, ora altro requisito indispensabile che deve soddisfare è il proprio aspetto estetico. La cucina si avvicina così ad arti quali pittura, scultura, fotografia. Gli ingredienti sono visti con altri occhi, valutando le svariate possibilità decorative ed espressive che offrono. Nasce così un vero e proprio progetto del piatto, fatto di attente valutazioni riguardo le forme da plasmare e l’equilibrio cromatico da realizzare, senza mai perdere di vista l’esperienza gustativa, i sapori da esaltare e i contrasti, in termini di consistenze diverse, da evidenziare.

Creatività, Sensibilità compositiva, Sorpresa, diventano gli ingredienti a cui non potrà mai rinunciare al fine che il piatto progettato e realizzato sappia gratificare più sensi contemporaneamente, divenga strumento di comunicazione, e il cibo che lo rappresenta atto emozionale.

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