martedì 21 maggio 2013

Composizione sotto la luce


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Autori: Lorenzo Ricciarelli, Responsabile Architettura FULL Magazine 
Marta Conforti, Coordinamento Architettura FULL Magazine
Servizio fotografico di Costanza Mansueti



Esiste uno spazio fisico, misurabile, tangibile, geometrico. Ne esiste un altro, quello architettonico, emozionale, poetico. La differenza risiede nella percezione, non nella fisicità in quanto tale. Sono i particolari a fare la differenza. Questi portano ad un sentire che muta in virtù del carattere degli elementi che compongono lo spazio e delle reciproche relazioni. In quest'ottica Costanza Mansueti ha catturato lo spazio della Milstein Hall di OMA (Office for Matropolitan Architecture – Rem Koolhaas), ovvero l'ampliamento del Cornell College of Architecture, Art and Planning a Ithaca, New York, dove ha studiato lo stesso Koolhaas. L'occhio si posa su particolari, dettagli che evocano immagini e generano emozioni. Ritrae contrasti accentuati dalla forza del chiaroscuro. Le immagini colgono la plasticità della composizione, fino a fissare gli elementi che la compongono in una dimensione atemporale che ne esalta il valore scultoreo. Le Corbusier scriveva “l'architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi sotto la luce” (Vers une architecture, 1923), intendendo per gioco un fine sistema di regole con il quale articolare i fondamenti della composizione. Forma, materia, luce, colore, elementi primari con i quali si definisce lo spazio emozionale, frammenti di un tutto chiamato architettura. Ogni singolo scatto mette a fuoco scorci della composizione concentrandosi su alcuni particolari. Sebbene ogni immagine goda di una sua specifica forza, è nella sequenza delle foto che si recupera la comprensione integrale della continuità, della discontinuità e dei rapporti tra gli elementi. La Milstein Hall è una “scatola prodigio” realizzata tra il 2006 ed il 2011, autentico esemplare di architettura per una scuola di architettura. Si sviluppa su tre livelli di cui uno interrato. All'interno trovano spazio un auditorium e aree riservate a esposizioni o ad altre iniziative. L'apparente semplicità della scatola esterna cela in verità una complessità interiore, combinata a un ricco sistema di flussi di circolazione, che lega i diversi livelli e tiene uniti sovrapposizioni, slittamenti, fratture e prospettive.

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