martedì 21 maggio 2013

Venezia - 14 Mostra internazionale di Architettura

Venezia (Arsenale e Giardini), 7 giugno – 23 novembre 2014. (Vernice 5 e 6 giugno 2014).

Autori: Lorenzo Ricciarelli, Responsabile Architettura FULL Magazine 
Marta Conforti, Coordinamento Architettura FULL Magazine

Fundamentals. E’ il tema scelto da Rem Koolhaas per la 14. Mostra Interazionale di Architettura. Una Biennale sull’architettura, non sugli architetti - ha dichiarato l’architetto olandese - che si concentra sulla storia ed esalta il valore espressivo della ricerca. Rem Koolhaas recupera la matrice compositiva per indagare i diversi modi del fare architettura a partire dagli elementi che la costituiscono, utilizzati da ogni architetto in ogni tempo e in ogni luogo (la porta, il pavimento, il soffitto, etc.).  L’indagine investe anche il campo delle architetture nazionali degli ultimi 100 anni nel tentativo di poter conferire maggior coerenza a tutta quanta la Mostra.
Il concetto stesso di ricerca entra nel merito di aspetti molteplici e interdisciplinari che coinvolgono l’architettura, la società civile, la storia e l’evoluzione della società. Da qui la necessità di anticipare la data iniziale della presentazione della prossima edizione, per permettere di assegnare ai Paesi partecipanti i temi su cui iniziare a lavorare, riflettere, ripensare l’architettura. Le tre locations scelte individuano tre momenti precisi di questa grande ricerca. All’Arsenale è affidato il compito di descrivere la situazione Italiana con modalità che attendono definizione; Il Padiglione Italia, curato direttamente dallo staff di Rem Koolhaas, porrà l’accento sulla storia universale dei “fundamentals”, gli elementi di tutta l’architettura come materie prime che l’architetto utilizza, maneggia e assembla da sempre. Ai singoli padiglioni nazionali, idealmente coinvolti sotto un unico tema Absorbing Modernity 1914-2014, spetterà il compito di raccontare la propria storia, dal primo conflitto mondiale fino ai giorni d’oggi, cercando di definire l’evoluzione delle architetture nazionali, specifiche e locali.
L’importanza della prospettiva storica del tema della “ricerca” pone l’accento sulla necessità di leggere l’oggi a partire dallo ieri, secondo una visione di continuità storica dell’evoluzione dell’architettura che permette di parlare del moderno come un divenire. La concezione multidisciplinare dell’architettura, gli ambiti che influenza e da cui essa stessa è influenzata, lo spettro temporale ampio in cui si vanno a ripescare i vari cambiamenti, rendono necessario uno sguardo ampio e attento sulla situazione storica nazionale e mondiale che abbraccia settori differenti e molteplici. Le stesse invenzioni costituiscono elementi di attenzione nella valutazione del progresso dell’architettura in quanto in grado non solo di influenzarla, ma  pure di sostituirla. 
Conflitti, elementi di fusione, intersezioni tra aspetti globali e nazionali, sono gli esiti a cui questa ricerca vuole condurre per comprendere la possibile evoluzione futura dell’architettura. Probabilmente la via più opportuna da seguire coincide con la presa di coscienza di un agire consapevole dell’importanza dell’industria, della ricerca, della divulgazione della tecnica e delle tecnologie, consci del fatto che molti problemi e risoluzioni sono inevitabilmente di carattere globale. Tuttavia non può non essere riconosciuto il senso di un rifiuto verso ogni forma di omologazione, l’avversità nei confronti di soluzioni stranianti rispetto ai modi di vita e sentimenti delle singole comunità, il rispetto della diversità come valore positivo e propositivo.
La cultura italiana dell’ultimo secolo, sfuggendo all’idea di retorica della modernità, ha elaborato propri modi e strade per uscire dall’international style pur in continuità con la tradizione moderna, ha riflettuto sull’opportunità di individuare un giusto ritorno alla tradizione senza scivolare nella nostalgia e nel conservatorismo, ha realizzato già a partire dagli anni del Razionalismo (si pensi ad esempio alla celebre mostra del 1936 di Giuseppe Pagano sulla “razionalità della casa contadina”) una opportuna riflessione sui valori particolari delle diverse identità locali; identità che appartengono ai luoghi, alla geografia e più in generale alla storia, una storia che ci appartiene e che fortifica ogni singola architettura, ogni singolo abitante, ogni singolo patrimonio culturale.

25/01/2013. Venezia, Ca’ Giustinian

Durante l’incontro preparatorio con i rappresentanti dei Paesi, il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta è intervenuto ponendo l’accento su alcuni aspetti essenziali.
La Mostra Internazionale di Architettura è universalmente riconosciuta come il più importante appuntamento del mondo per l’Architettura; è il luogo dove l’Architettura parla di se stessa e incontra la vita e la società civile. Durante il corso evolutivo della manifestazione sono state coinvolte sempre più le diverse facoltà di Architettura del mondo e nel corso degli ultimi anni le scelte curatoriali e tematiche hanno privilegiato la constatazione del divario tra spettacolarizzazione dell’architettura e la decrescente capacità di esprimere domanda ed esigenze da parte della società civile. Gli architetti sono stati chiamati prevalentemente a realizzare opere stupefacenti e “l’ordinario” è alla deriva, verso la banalità quando questa non diviene vero e proprio squallore. Le scelte curatoriali si sono orientate tutte quante a trattare la questione di questo divario. Al termine di questo percorso giunge la richiesta rivolta a Rem Koolhaas di impegnarsi su questo terreno già tracciato ma con una ricerca del tutto originale. Così la Mostra evolve anche nelle sue modalità organizzative. Nata cioè ad imitazione della Mostra d’Arte e sviluppata per inviti ad architetti a portare le loro installazioni, la Mostra Internazionale si evolve verso una grande Mostra-ricerca condotta direttamente dal curatore nominato per l’appunto direttore del settore Architettura della Biennale.
Cambia così anche il rapporto tra la Mostra Internazionale curata dal direttore della Biennale e le partecipazioni nazionali, nella parte di mostra tradizionalmente organizzata per padiglioni. Ai paesi viene cioè offerta l’opportunità di meglio inserirsi nell’ambito della ricerca svolta dal curatore stesso. Inoltre la Mostra si arricchisce di attività lungo tutto il periodo della sua apertura, con workshop, laboratori e seminari che la integrano come Mostra-attiva. Anche per queste ragioni l’apertura è stata anticipata al giorno 7 giugno 2014 per dare una durata pari a quella della Mostra dell’Arte (circa  sei mesi).

Fundamentals, 14. Mostra internazionale di Architettura
Venezia, 7 giugno – 23 novembre 2014
www.labiennale.org

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