'Le Stanze Verticali' di Bruno Biondi

All'esordio la personale 'Aniconico' di Chiara Bevilacqua

giovedì 23 maggio 2013

'FULL of Party'! Il 1 giugno il grande evento!


Non mancate a 'FULL of Party', sabato 1 giugno a LABottega a Marina di Pietrasanta!
(Clicca sull'invito per visualizzarlo ingrandito)

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Dopo il successo dello scorso anno, FULL Magazine, in collaborazione con 'LABottega - Spazio per la fotografia' e 'Studio Matitanera®' replica con una serata dedicata agli amici, vecchi e nuovi, della rivista. Guidata anche quest'anno dalla splendida Vania Della Bidia, la serata vedrà la presentazione del numero 8 e del nuovo prodotto dello studio, il taccuino 'Noteblack cohaerentia': acquistandolo sarà possibile contribuire alle attività di 'SOS Angeli - la voce del silenzio', associazione che si dedica alla difesa delle donne e dei minori vittime di violenza. 

E ancora: la premiazione dei vincitori del concorso fotografico 'FULL PHOTO CONTEST 2013', divertenti momenti teatrali con gli 'EmaNicoEchiCapita', un talk show e, naturalmente... un ricco buffet con i prodotti tipici de La Bottega, il tutto ancora una volta 'condito' dalla coinvolgente musica live dei Borderò

Anche quest'anno ringraziamo per il suo supporto il Main sponsor 'Omegatech - Soluzioni innovative', importante e dinamica realtà tecnologica che, attraverso la nostra rivista e le sue iniziative collaterali, sta fortemente incrementando il valore della propria immagine.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

1 giugno 2013
Viale APUA 188 - MARINA DI PIETRASANTA, Lucca
Apertura mostra ore 19.00 - Premiazione concorso fotografico ore 20.00 - Inizio evento ore 20.30
INGRESSO LIBERO

Riflessi del tempo - Immacolata Marrella Addimanda


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Il suo nome è Immacolata Marrella Addimanda, firma le sue foto con le iniziali del suo nome ( IMA) ed è semplicemente un’appassionata della fotografia. Da qualche anno approfondisce la sua passione con la ricerca fotografica. Si è classificata seconda  l’anno scorso al concorso fotografico  " Come i Fiori di Ciliegio" organizzato dalla Hola Associazione Culturale e una sua fotografia è la copertina del romanzo “ Toglietemi gli specchi” di Mario scippa. Ha partecipato ad alcune mostre collettive.

Questo è il suo sito web: www.imaphotoart.com

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Gabbiano - Samara Bianchini



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Nata a Pietrasanta il 17 maggio 1981, ho cominciato a fare foto nel 2004 dopo aver frequentato un corso di fotografia a New York con Janice Mehlman. Sono laureata in Scienze dei Beni Culturali, amo i libri e mi piace fotografare gli attimi.

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mercoledì 22 maggio 2013

Uomo con Valigia - Nicola Carabelli



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In un presente storico fatto fatto di frenesia ed incertezze siamo tutti Uomini con Valigia , alla ricerca della nostra strada , e come in un labirinto , cerchiamo la luce.

Nicola Carabelli , fotografo per passione , scatta quando ha bisogno di rifugiarsi nel suo mondo , alla ricerca di progetti concettuali. Qualche servizio per matrimoni e battesimi ma mai con l' intento di farne una professione. Istinto , fantasia e azzardo cio' che cerca per le sue foto.

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Object - Silvio Pennesi


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Mi chiamo Silvio Pennesi, sono nato a Pietrasanta, Lucca, nel '79. Lavoro come fotografo di still-life. Grazie alla collaborazione con il Maestro Giuliano Vangi, sono approdato alla fotografia d'arte, realizzando vari cataloghi. Attraverso gli studi conseguiti presso l'accademia di Belle Arti di Carrara prima, e la John Kaverdash dopo, ho appreso tecniche con strumentazioni professionali quali dorso digitale hasselblad/Imacon e banco ottico. Nel maggio 2012 ho aperto uno studio a Marina di Pietrasanta: 3Sfotoarte, dov'è  possibile realizzare stampe da plotter Epson Stylus Pro 7890 e scansioni fino al formato 10x12cm.

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Assenza - Sara Colzi


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Nata a Firenze il 18 Maggio 1990.
Laureanda in Fotografia, presso la LABA libera accademia belle arti.
Ho iniziato a fare foto nel periodo delle scuole medie, ho trasformato questa passione in lavoro solo due anni fa, durante il secondo anno dell’accademia. 
Riuscire a capire che una passione è anche la propria ambizione non è facile. Ho sempre pensato che le mie foto mi avrebbero accompagnato per sempre, ma mai avrei pensato che da questa passione poteva nascere la mia professione. 
Passione, sensazione, sguardo, spirito di osservazione, sensibilità.
Sono questi i miei strumenti che mi permettono di creare la foto giusta. Io guardo, osservo e sento dentro di me che qualcosa si sta muovendo, provo una precisa emozione che desidero trasmettere a tutti; scatto e impressiono quello che vedo, che è qualcosa che vedo solo io.
Considero la fotografia il mio alfabeto, il mio linguaggio: tutto ciò che con le parole non riesco a dire lo dico attraverso le immagini. Non conta cosa fotografo ma la cosa fondamentale all’interno delle mie fotografie è lo stato d’animo che provo in quel preciso momento.

ASSENZA
Di Sara Colzi

L’assenza che diventa presenza.
Una sedia inserita all’interno di un’ambientazione desolata, che comunica solo solitudine.
Una sedia che riesce a trasmettere la presenza di qualcosa di molto forte: un’assenza. L’assenza di una persona cara, l’assenza di un amico, di un genitore.

Un’assenza che diventa presenza.

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Children in my eyes - Patrizia Minelli


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Patrizia Minelli, fiorentina classe 1962.
Appassionata di fotografia fin da ragazzina, quando per i suoi diciotto anni le fu regalata la sua prima reflex.
Da allora ha sempre fotografato, soprattutto nelle sue “migrazioni” a giro per il mondo.
Non le piacciono gli scatti spettacolari, preferisce il dettaglio, forse anche nella sua banalità, ed è la sua sfida farlo trovare accattivante. Cerca di interpretare, catturandola con le sue immagini, l’essenza delle cose, sapendo cogliere quello che ha intorno.
Nelle sue fotografie, mai troppo descrittive ed a volte essenziali, siamo spettatori esterni a cui viene data una chiave d’accesso. Bianco e nero, gli interni che si interpongono agli spazi, la visione che esce piano dall’ombra e si compone in un gioco di luce, sono tutti i dettagli che ci mostra per creare un percorso individuale di lettura della fotografia, col raggiungimento dell’effetto che ognuno di noi è capace ad interpretare ed apprezzare.
Questo è il suo primo contest.

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Hipster n.6 - Nicola Gnesi


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Nicola Gnesi nasce a Pietrasanta (LU) nel Marzo del 1983. Nel 2002 consegue il diploma di liceo scientifico e l'anno successivo si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Pisa laureandosi nel 2006. Proprio negli anni del liceo si avvicina alla fotografia dopo che il padre Marco gli regala la sua Canon F1. Incomincia a scattare foto per amici e sulla spiaggia l'estate. Frequenta vari Workshops tra cui quelli di Maurizio Galimberti, Alex Majoli (Magnum Agency), Samuele Pellecchia (Prospekt agency), Stanley Greene (Noor Agency). Nel 2009 espone 2 fotografie panoramiche del muro di Berlino nella mostra collettiva “Prima e dopo il muro” organizzata dall'agenzia Contrasto a Spilimbergo e a Roma. Sempre in questo anno inizia il lavoro “Il museo dell'arte luccicante il quale si propone di indagare la realtà dei piccoli circhi di provincia italiani. Nel 2012, trascorrendo un periodo a New York, inizia un lavoro di ritratti (la foto presentata in concorso fa parte di questo lavoro) sulle facce e sull'importanza del corpo nel porsi nella sociatà al giorno d'oggi. Nel 2013 si sta dedicando a un lavoro fotografico sull'importanza della socializzazione nelle carceri. Vivendo a Pietrasanta, importante centro artistico, si dedica tra l'altro alla fotografia d'arte collaborando con importanti artisti come Kan Yasuda, Novello Finotti, MOG e altri. 

Genesi del lavoro “Are you Hipster?” di cui la foto candidata fa parte

Le persone ritratte in queste foto non sono persone normali. O meglio, non sembrano persone normali. A vedere queste facce, un giovane al passo con i tempi li chiamerebbe Hipsters, quei personaggi che fanno dell'alternatività il oro credo e che da ormai un decennio affollano i quartieri fighi delle grandi città Niente a che fare con gli Hips cantati da Kerouac, intendiamoci; quelli erano altri tempi dove splendidi illuminati di colpo si levavano e si mettevano in viaggio per l'America. Qui parliamo d'altro. In un mondo dove l'apparire di importanza vitale per avere una posizione nella società l'anticonformismo rischia di diventare soltanto un fatto esteriore, di facciata, rischiando di cadere anch'esso nel demone dell'omologazione. E' lampante come la forma, il guscio, o semplicemente il corpo con il suo linguaggio, acquista un valore essenziale: esso con le sue mimetizzazioni diventa attore protagonista nel rapportarsi con gli altri. Queste facce sono un esempio estremo di quello di cui oggi tutti noi (chi pichi meno) siamo vittime. Le conseguenze di ciò non sono di poco conto. Quanto può dirci di una persona il fermarsi all'aspetto esteriore? Quanto il porsi (forma) coincide con l'essere (sostanza)? Luigi Ghirri diceva che quello che ci dato conoscere, raccontare e rappresentare, non che una piccola smagliatura sulla superficie delle cose, quella superficie che rimane una invalicabile linea di confine della vera conoscenza di ognuno di noi.

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Alla conquista del cielo - Massimiliano Stefano Pescio


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Massimiliano Stefano Pescio nasce a Milano nel 1977. Dopo la laurea in architettura, si dedica alla fotografia, che ha usato principalmente come strumento di indagine e documentazione delle contraddizioni insite nella realtà sociale italiana. All’attività di fotografo affianca quella professionale di architetto. Attualmente vive e lavora a Firenze.

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....Puntini.... - Marialuisa Sartini



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Trentenne bilancina per niente equilibrata, divisa tra le sue  tre anime Marilù, Mary e Marialuisa che si scontrano perennemente  fra la voglia d’avventura di una, l’ambizione di una vita all’interno di una Spa extralusso dell’altra e l’attrazione unica verso il divano dell’ultima, riescono a non litigare solo alla vista del  mare, interminabile fonte di ispirazione.

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Fishing sunset - Maddalena Bertato


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Maddalena Bertato, giovane fotografa padovana da sempre appassionata di fotografia, muove i suoi primi passi nella scuola di talenti MoodArt di Verona dove scopre e coltiva la sua innata e personale visione fashion. Stabilita a Melbourne da gennaio , appasionatasi agli stupendi paesaggi australiani,oggi Maddalena propone la sua visione piu’ matura e ancora piu’ interessante come freelance attraverso MADline Ph.

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Basket - Luca Benelli Bernardi



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Luca l'arte ce l'ha nel sangue, classe 69, nipote di Pier Niccolò Berardi pittore ed architetto (Gruppo Toscano) e pronipote di Bernard Paumgartner musicista e direttore d'orchestra (Teatro di Salisburgo), compie gli studi classici e di seguito frequenta l'università di architettura. Studia musica come violinista fino all'età di  circa vent'anni , dopo gli studi universitari lavora come grafico in uno studio di architettura e nel 2000 apre la sua agenzia di pubblicità occupandosi delle relazioni e dwlla quale è direttore creativo. Nel 2003 consegue a Roma il titolo di associato A.I.A.P e inizia a lavorare freelance. Dal 2010 si occupa quasi
esclusivamente di fotografia professionale.

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Cumulite serpentinizzata - Alessandro dal Mommio


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Paesaggio dell'anima - Libero Musetti



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Nasce a Offenbach/Main in Germania il 22 Gennaio 1963.
Di professione Sommelier, si avvicina al mondo della fotografia nel 1989.

Conosce e frequenta il Maestro Paolo Pellegrineschi dal quale apprende e perfeziona la tecnica fotografica  ma soprattutto ne assimila la profondità di pensiero.

Nel 1994 fonda il Circolo Fotografico L'Altissimo del quale regge la presidenza dal 2002 al 2012.
Sotto la sua presidenza, il Circolo  Fotografico L'Altissimo ottiene dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, per le attività svolte a favore della fotografia, il prestigioso riconoscimento di Benemerito della Fotografia Italiana.

Ideatore della manifestazione “SERAVEZZA FOTOGRAFIA”, divenuta ben presto una delle principali rassegne fotografiche nazionali, porta a Seravezza i più grandi nomi della Fotografia Mondiale quali : Walter Rosenblum, Gianni Berengo Gardin, Erwin Olaf, Joel Peter Witkin, James Nachtwey e Roger Ballen.

Da una sua idea nel 2011 nasce il Riomagno Foto Festival, che organizza e dirige attualmente.

Nel marzo 2012 riceve dal Consiglio Nazionale FIAF  l'Onorificenza di Benemerito della Fotografia Italiana, in segno di stima per il pluriennale impegno a favore della Fotografia.

E' socio della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e della Fédération Internationale de l'Art Photographique.

Vive e lavora in Versilia.


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Chair with model - Oltre lo Specchio



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Oltre lo Specchio – Photography Lab nasce dalla collaborazione tra Kevin Bergamini e Barbara Lisci circa un anno fa. La comune passione, e curiosità, per la fotografia li spinge ad acquistare nel 2010 la prima reflex digitale e da lì inizierà un percorso di studio attraverso corsi e workshop. In particolare seguono Marianna Santoni, guru di photoshop, per curare, oltre all’aspetto tecnico, anche quanto legato alla post-produzione, in modo da rendere il più completo possibile il servizio offerto, curando tutto il processo in ogni minimo dettaglio. Il percorso comune, col tempo, si differenzia facendo emergere le caratteristiche personali di ognuno dei due e permettendo loro di delineare quelli che sono stili e generi preferiti. Questo percorso li porta, nell’estate del 2012, a dar vita a Oltre lo Specchio con l’intento di unire le forze e dare maggiore visibilità al loro lavoro. Ad oggi tra i loro lavori, principalmente incentrati sul ritratto, troviamo soggetti quali coppie, famiglie, bambini senza però tralasciare il genere glamour, rispecchiando quelle che sono le peculiarità di entrambi i fotografi.

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Riflex Londra - Chiara Lencioni



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“Fotografo per ascoltare il mondo.”
Chiara Lencioni si laurea in psicologia nel 2001 e prosegue il percorso formativo e professionale come psicoterapeuta corporea. Cresciuta tra i rullini e gli obbiettivi conserva questo imprinting e lo trasporta nel suo lavoro sia come strumento terapeutico sia d’indagine umana e semiologica. Dal 2009 si dedica in modo completo alla fusione di queste due anime e porta avanti alcuni progetti osservativi e di ricerca sul campo:
Primitive Rorschach. Come nei Salons parigini, come nelle tavole di Rorschach, la grana della realtà richiama le voci di dentro e lascia che sia l’uomo a costruire l’inventario dei paesaggi possibili. Il mondo percepibile, caleidoscopico, è un grande test proiettivo. Sono le nostre sensazioni l’unica strada possibile al contatto ed è il contatto ciò che nutre.
Quello che resta. Davvero quel che resta continua a costruire un’esistenza che parla sotto il silenzio delle cose. L’esperienza che si ferma, al tempo stesso, si attua e si racconta. Sono i “paralipomeni” dell’essere che emerge dalla sua assenza, che si lascia intravedere, che ci invita in un mondo latente e ci insegna a scoprirci nei suoi frammenti, quasi a farsi indovinare.
Holding. Non può che essere uno sguardo di madre, attento e protettivo, quello che coglie l’uomo e lo contiene nell’impegno dei gesti quotidiani, nel loro carattere effimero, eppure per noi essenziale, necessario. Come si guarda un bambino che gioca alla vita e la impara, con la stessa tenerezza, vediamo l’uomo che lascia distrarre la propria consistenza da ciò che è terreno, che chiude gli occhi sulla propria vulnerabilità, ma anche sulle infinite possibilità della sua forza.

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Tramonto sul molo di Viareggio - Cesare Tomei


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Cesare Tomei nasce nel 1961 a Viareggio, dove si diploma all'Istituto Tecnico Nautico. La passione per la fotografia inizia all'età di 14 anni quando impara le tecniche di camera oscura e comincia ad interessarsi ai vari generi di fotografia. In particolare si dedica al ritratto e al reportage, cercando di cogliere un attimo di vita e farlo proprio.

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9 - Matteo Zannoni



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Matteo Zannoni, fotografa perché la fotografia gli piace, gli lascia il gusto dolce dello scatto e la sorpresa del risultato. Ha iniziato a scattare all'epoca dell'analogico per poi passare al digitale, sta portando avanti un progetto sui luoghi dell'abbandono, fotografandoli rispettando quello che vede e con minimi interventi di post produzione.
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Senza titolo - Celestino Pio Casula


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martedì 21 maggio 2013

Food Styling


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Autore: Nicola Pacini, Responsabile Food di FULL Magazine

Nuova frontiera della cucina contemporanea

Con questo numero di FULL Magazine, diamo il benvenuto alla nuova, gustosa rubrica, FULL of Foodie: il nostro esperto Nicola Pacini ci conduce alla scoperta di meraviglie culinarie, concepite con l'originalità e l'estro tipici della rivista! Sfiziosi suggerimenti per solleticare il palato e anche lo sguardo, grazie alle invitanti immagini che corredano le ricette. Il tutto non è che un'anticipazione dei video che presto sarà possibile "assaggiare" sul sito di FULL Magazine!

'L’atto del mangiare è ed è sempre stato una grande opportunità artistica”, così sosteneva un certo Frank Lloyd Wright, per chi non lo conoscesse, uno tra i più grandi architetti mai esistiti.
L’atto di cucinare è di per sé creativo, al pari di altre arti riconosciute come tali necessita di passione, fantasia, talento e un minimo di conoscenza tecnica. Inoltre possiede il notevole vantaggio di essere accessibile a tutti, ogni individuo può cimentarsi nell’arte di cucinare. Ad oggi è in continua crescita il numero di persone dedite a tale “movimento”, professionisti a parte, l’attenzione si concentra verso i cuochi amatoriali, semplici appassionati di cucina, che in tale hobby vedono la possibilità di evadere dalla routine quotidiana e dare libero sfogo alla propria creatività. Nel loro continuo percorso di formazione e crescita artistica sono aiutati dall’enorme mole di input a loro disposizione; la lettura di libri e riviste specialistiche, pubblicate in grande quantità, viene integrata dalla visione dei numerosi programmi televisivi, in continua crescita e presentati nei più svariati format (reality, documentari, video-ricette) oltre al persistente fiorire di blog e forum in rete. Da qui il ruolo di mentore che assume lo chef professionista, figura divenuta nel corso degli ultimi anni assimilabile a quella di una star hollywoodiana.


Food Styling, questo il nome o meglio lo slogan che definisce il movimento in questione. Come spiegare in poche righe la filosofia di pensiero che lo alimenta? Semplicemente, utilizzando le parole di Emeril Lagasse, celebre chef americano, il quale sostiene che “il cibo bello da vedere sembra più buono di quello che non lo è”. L’occhio ha un ruolo fondamentale durante l’esperienza gastronomica, giudica ancora prima del gusto, decide istantaneamente se un piatto è appetibile o meno. Ne consegue una grande verità: un piatto prima ancora di essere buono, deve sembrarlo. Una volta digerito il concetto principe del Food Styling, si apre un mondo totalmente nuovo al cuoco amatoriale: il semplice e abituale gesto di aprire il frigorifero per decidere cosa preparare per il pasto non è più lo stesso, l’occhio non percepisce più le materie prime alla stessa maniera. L’appassionato non guarda più il contenuto del frigo, lo osserva. 

Per la prima volta riesce a percepire la bellezza insita in ogni alimento, i colori accesi ed intensi della verdura, i toni pastello della frutta, l’irregolarità e ruvidità delle superfici di un filetto di carne o pesce, le forme geometriche perfettamente regolari di taluni alimenti e quelle irregolari e originali di altri. Il piatto che vuole preparare non si limita più ad una questione di solo gusto, ora altro requisito indispensabile che deve soddisfare è il proprio aspetto estetico. La cucina si avvicina così ad arti quali pittura, scultura, fotografia. Gli ingredienti sono visti con altri occhi, valutando le svariate possibilità decorative ed espressive che offrono. Nasce così un vero e proprio progetto del piatto, fatto di attente valutazioni riguardo le forme da plasmare e l’equilibrio cromatico da realizzare, senza mai perdere di vista l’esperienza gustativa, i sapori da esaltare e i contrasti, in termini di consistenze diverse, da evidenziare.

Creatività, Sensibilità compositiva, Sorpresa, diventano gli ingredienti a cui non potrà mai rinunciare al fine che il piatto progettato e realizzato sappia gratificare più sensi contemporaneamente, divenga strumento di comunicazione, e il cibo che lo rappresenta atto emozionale.

Corral de la Moreria! Our amazing home in Madrid!


WELCOME TO OUR AMAZING HOME IN MADRID!

Come sempre su FULL Magazine, vi consigliamo Corral de la Moreria! Se siete alla ricerca di un luogo magico, in cui vivere l'emozione del più antico Flamenco, gustando cibo e vino ottimi, non potete perdere l'occasione di andare a trovare lo splendido staff di questo storico locale nel cuore di Madrid. Per una cena romantica o per un incontro con i più cari amici, Corral de la Moreria vi offrirà momenti impossibili da dimenticare!

As usual, FULL Magazine suggests you Corral de la Moreria! If you are looking for a magic place, to live the most traditional Flamenco, tasting the best food and the best wine, you definitely should go and visit the great staff of this legendary place, in the very centre of Madrid. For a romantic dinner or a meeting with the dearest friends, Corral de la Moreria offers you unforgettable moments!

I love shopping online!


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Autore: Costanza Spinetti, Responsabile Moda di FULL Magazine
Illustrazioni originali: Tommaso Spinetti

Cercare di restare ottimisti di questi tempi non è facile. Perfino per chi, che come me, vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Apri il giornale e non si parla che di tasse in aumento, consumi in calo, aziende che chiudono. Bisogna davvero essere pronti al peggio o c’è ancora spazio per la speranza? Forse, se ci riferiamo al settore moda, non è azzardato dire di sì (per fortuna!). C’è infatti un business collegato al mondo del fashion che, nonostante i venti di crisi, sta registrando in Italia un frenetico incremento, cioè quello dello shopping on-line. I dati parlano da soli: vendite in salita del 22% nel 2012, per un totale di circa 13 milioni di acquisti, e stesse entusiastiche previsioni per il 2013. Per un paese come il nostro, sempre incline a rimanere indietro con le tendenze europee e internazionali, questo è un bel passo da giganti e il fatto di essere la patria di tante fashion victim si sta rivelando in fondo utile. Con ciò non voglio dire che un tale risultato sia soltanto merito delle shopping-dipendenti; certo è che il loro entusiasmo per la moda, veicolato sempre di più dai tanto amati/odiati social network (Pinterest in cima alla lista), si traduce spesso in un impulsivo e sconsiderato uso delle carte di credito. Ma sul perché gli on-line stores dovrebbero essere i principali beneficiari di un tale comportamento, a discapito dei negozi tradizionali, è cosa che provo adesso a illustrare.


Il motivo più ovvio è quello di riuscire a trovare capi e accessori che nessuna attività vende nella vostra città e, almeno che non si abiti in una metropoli, questo accade assai di frequente. Alzi la mano a chi non è mai capitato di sfogliare una rivista di moda, vedere un capo o accessorio da urlo e pensare, “Dove posso comprarlo?”. Ecco, gli e-commerce sono, nella maggioranza dei casi, la risposta alla vostra domanda. 

Altro aspetto da non sottovalutare è l’assoluta comodità e semplicità dell’acquisto. Si può comprare quello che più si desidera stando comodamente seduti sul divano di casa, senza perdita di tempo, denaro e, spesso pazienza, che sono invece alla base dello shopping di “vecchia generazione”. Basta infatti collegarsi a uno dei tanti fashion e-commerce tramite portatile o smartphone (pratica quest’ultima sempre più in aumento), ricercare l’oggetto dei desideri e, se siete stati fortunati, aspettare i pochi giorni  che vi separano dal suo arrivo. 

Ci sono poi degli ulteriori vantaggi, sia di carattere economico che pratico, quando si sceglie di acquistare on-line. Per prima cosa la spedizione del capo e/o accessorio è quasi sempre gratuita e spesso anche la sua restituzione. Molte persone sono ancora oggi restie nell’acquistare tramite e-commerce perché preoccupate per la restituzione nel caso di problemi con il prodotto, ma la verità è che restituire un oggetto è molto più semplice di quanto si possa immaginare: non si devono dare troppe giustificazioni e, cosa a mio avviso meravigliosa, viene del tutto rimborsato il prezzo dell’acquisto cioè, in parole povere, nuovi soldi da spendere sulla carta di credito.

Altro fattore importante è la condizione dell’articolo recapitato. Gli oggetti che ci arrivano a casa, infatti, non sono mai stati indossati da nessuno prima di noi (come invece accade acquistando i capi nei negozi) perciò sarà impossibile trovare macchie di fondotinta o di rossetto di qualche precedente cliente un po’ imbranata. 

Ovviamente ci sono anche aspetti piacevoli dell’acquisto classico che lo shopping online non ci possono restituire (primo fra tutti la gioia della condivisione con le amiche di quella che, senza ombra di dubbio, è l’esperienza di maggiore complicità femminile) ma una volta presa l’abitudine con questo nuovo sistema saranno innegabili gli enormi vantaggi a discapito dei pochi, semplici “contro”. 

Ecco adesso una panoramica di alcuni dei migliori siti di E-commerce in circolazione…


LUXURY WEB SITES


Tutti e tre offrono un’ampia scelta di prodotti di lusso dei migliori designer a livello internazionale, come Valentino, Isabel Marant, Alexander McQueen, Stella McCartney e una selezione di capi e accessori in esclusiva. Net-a-porter è in assoluto il più famoso: fondato nel 2000 rappresenta il capostipite degli e-commerce di alta gamma con circa 2.5 milioni di visite al mese. Il sito ha anche un suo fashion magazine digitale, “The edit”. Mytheresa nasce invece nel 2006 come canale di vendita online dell’omonima boutique di Monaco di Baviera ed è sempre attento ad attivare collaborazioni interessanti con designer e artisti. Ultimo in ordine di tempo è l’americano Moda Operandi, lanciato circa due anni fa, ma che gode già di ottima fama grazie all’impostazione editoriale di grande effetto e alla possibilità di pre-ordinare le collezioni di sfilata prima che siano disponibili altrove.

PRONTOMODA


Qui ho indicato soltanto un paio di nomi ma la lista sarebbe potuta essere molto più lunga perché quasi tutte le grandi catene low cost (ad eccezione di H&M) hanno ormai un sito e-commerce ben strutturato. Zara, come del resto gli altri brand del gruppo Inditex (Massimo Dutti, Stradivarius, Bershka, Pull and Bear), offre la possibilità di acquistare i suoi prodotti super cool con due metodi diversi di spedizione: invio a casa con tariffe tra i 4 e i 10 euro oppure ritiro gratuito in un negozio a scelta. Inoltre recentemente Zara.com è disponibile anche su telefonino con un’applicazione molto ben fatta. Topshop è il nome hot quando si parla di pronto moda targata UK e il suo e-commerce gli rende sicuramente giustizia con sezioni dedicate ai trend del momento dalla grafica accattivante e editoriali realizzati a regola d’arte che invogliano fortemente all’acquisto dei suoi capi.

CASI PARTICOLARI


Porto ora l’esempio di e-commerce che si caratterizzano per un sistema d’offerta diversificato e particolare che ne ha decretato il loro successo.
Yoox è indubbiamente il caso italiano di maggior rilevanza. Fondata nel 2000 da Federico Marchetti, Yoox.com si basa sull’idea vincente di acquistare in stock i prodotti invenduti delle passate stagione direttamente dalle grandi case di moda e di rivenderli online a prezzi ribassati. Quindi se vi siete innamorate di un vestito di Max Mara ma, al momento, non ve lo potete permettere, non abbattetevi; basta aspettare un po’ e probabilmente lo troverete lì. Inoltre, dal 2006 Yoox progetta e gestisce una grossa fetta degli e-commerce dei brand del lusso italiani (Valentino, Dolce&Gabbana, Moschino, Roberto Cavalli…) a cui si sono aggiunti ultimamente anche Stella McCartney, Alexander Wang e Barbara Bui.
Privalia è invece un club privato on-line che riserva ai suoi iscritti sconti su una gamma di prodotti selezionati per un periodo limitato di tempo. Le marche offerte non riguardano solo abiti o accessori moda ma anche profumi, oggetti per la casa, elettrodomestici e altri prodotti di diversa natura commerciale.
Ultimo, ma non meno importante, Asos. Asos è un e-commerce inglese che in appena dieci anni dal suo lancio è diventato uno dei più amati al mondo, grazie a un’offerta di prodotti davvero interessanti. Sul sito si possono infatti trovare molte tra le migliori marche di moda indipendenti oltre a una serie lunghissima di articoli targati col suo nome, tutti caratterizzati da prezzi bassi e da alto tasso di stile. A chi non hai mai provato, consiglio sentitamente di andare a fare un giro sul suo sito, con una sola avvertenza: Asos provoca dipendenza.

Il calzolaio prodigioso - Ferragamo


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Autore: Costanza Spinetti, Responsabile Moda di FULL Magazine


Tutte le migliori storie iniziano così, e anche quella del “calzolaio prodigioso”, Salvatore Ferragamo, non è da meno. C’era una volta, in un paesino del Sud Italia (Bonito, per la precisione) un povero bambino di 9 anni che si chiamava Salvatore. Salvatore, undicesimo di quattordici figli, aveva una grande famiglia e per dare una mano ai genitori a sfamare gli altri fratelli e sorelle aveva iniziato a lavorare come ciabattino in un piccolo negozio del paese. Un giorno, però, tornando a casa dal lavoro, trovò la mamma in lacrime e scoprì, con molta tristezza, che il motivo del pianto era sua sorella Giuseppina. L’indomani Giuseppina avrebbe infatti celebrato la Comunione ma in casa non vi erano i soldi per comprarle delle scarpette per quell’importante occasione. Salvatore non ci pensò su più di tanto, prese i suoi attrezzi, e con della tela bianca trovata in giro le realizzò in una sola notte delle meravigliose scarpine bianche. Erano nate le “white shoes”, le sue prime creazioni; era nato Salvatore Ferragamo, il calzolaio dei sogni.
La storia di Salvatore Ferragamo inizia da qui e da qui si apre e si chiude anche il percorso della mostra "Il Calzolaio Prodigioso - Fiabe e leggende di scarpe e calzolai" inaugurata al Museo Ferragamo il 18 Aprile scorso e allestita fino al 31 Marzo 2014.
Passeggio fra gli ambienti della mostra e mi è immediatamente chiaro che ripercorrere la favola con lieto fine di Salvatore Ferragamo è solo un pretesto. Un bellissimo pretesto (sia chiaro) per raccontare la magia e il fascino che ci lega alle scarpe dalla notte dei tempi. Non si spiegherebbero sennò i tanti racconti, miti e leggende costruiti intorno ad esse e che nelle varie stanze del museo trovano una collocazione. 
Ma cos’è che davvero colpisce delle scarpe? Perché tutti ne sono a tal punto ammaliati? E Cenerentola sarebbe così famosa senza la sua preziosa scarpetta di cristallo? A queste, e a molte altre domande, la mostra prova a dare risposta attraverso installazioni, video, musiche e fumetti, in alcuni casi realizzati appositamente per l’occasione, che vedono come protagoniste le scarpe, in cui la presenza  di Salvatore Ferragamo e delle sue creazioni restituiscono tangibilità a visioni altrimenti solo fantasiose.
Gli stessi spazi espositivi oscillano perennemente tra fiaba e realtà e lo spettatore, volente o nolente, non può far a meno di lasciarsi trascinare in questo zig-zag percettivo che si conclude magnificamente con il filmato “White shoes”, ispirato alla storia del piccolo Ferragamo e realizzato con la direzione artistica di Rick Heinrichs, già premio Oscar per le scenografie di Sleepy Hollow. 
L’happy ending (di Salvatore Ferragamo) c’è e la mostra si chiude lasciandomi negli occhi l’immagine delle sue incantevoli scarpe e nella testa i tanti personaggi delle favole che le avrebbero potute indossare.

Dalí - The Museo Reina Sofía, Madrid

All of the poetic suggestions and all  of the plastic possibilities

The Museo Reina Sofía presents a major exhibition dedicated to Salvador Dalí, one of the most comprehensive shows yet held on the artist from Ampurdán. Gathered together on this unique occasion are more than 200 works from leading institutions, private collections, and the three principal repositories of Salvador Dalí’s work, the Fundació Gala-Salvador Dalí (Figueres), the Salvador Dalí Museum of St. Petersburg (Florida), and the Museo Reina Sofía (Madrid), which in this way are joining forces to show the public the best of their collections.
The exhibition, a great success with the public when shown recently at the Centre Pompidou in Paris, aims to revalue Dalí as a thinker, writer and creator of a peculiar vision of the world. One exceptional feature is the presence of loans from leading institutions like the MoMA (New York), which is making available the significant work The Persistence of Memory (1931); the Philadelphia Museum of Art, which is lending Soft Construction with Boiled Beans (Premonition of Civil War) (1936); the Tate Modern, whose contribution is Metamorphosis of Narcissus (1937); and the Musées Royaux des Beaux-Arts, Belgium, the lender of The Temptation of St Anthony (1946). 
The public will be able to view some thirty works which have never before been seen in Spain. Some of the most important are Partial Hallucination: Six Apparitions of Lenin on a Piano, 1931 (Centre Pompidou, Paris); The Angelus of Gala, 1935 (The Museum of Modern Art, New York); Bathers, c. 1928 (The Salvador Dalí Museum, St. Petersburg, Florida); Geopoliticus Child Watching the Birth of the New Man, 1943 (The Salvador Dalí Museum, St. Petersburg, Florida), and Symbole agnostique (Agnostic Symbol), 1932 (Philadelphia Museum of Art, Philadelphia).
In the words of the curator Montse Aguer, this exhibition makes it possible for us to analyze Dalí’s artistic oeuvre and the different languages he employs, revealing his poetics to us. His finest work is not limited only to the invention of forms but also extends to poetic invention. In this respect, Dalí should be recognized as a leading renovator of the surrealist vocubulary, intensely committed to investigating the process of representing and interpreting what he observed and perceived.

The exhibition is made up of eleven sections containing not only paintings and drawings but also documentary material, photographs, Dalí’s own manuscripts, magazines and films of enormous importance for an understanding of the artist’s complex universe. The surrealist period constitutes the nucleus of the show at the Museo Reina Sofía, with special emphasis on the paranoiac critical method developed by the artist as a mechanism for the transformation and subversion of reality.


DATES: April 27 – September 2, 2013 - PLACE: Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía. Sabatini Building, 3rd floor - ORGANISED BY: Museo Reina Sofía and Centre Pompidou, Paris, 
in collaboration with the Salvador Dalí Museum Saint Petersburg (Florida). With the special collaboration of the Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres. - CHIEF CURATOR: Jean-Hubert Martin CURATORS: Montse Aguer (exhibition at the Museo Reina Sofía, Madrid), Jean-Michel Bouhours and Thierry Dufrêne - COORDINATOR: Aurora Rabanal

Pissarro - Museo de Arte Thyssen-Bornemisza. Madrid

El Museo Thyssen‐Bornemisza presenta la primera exposición monográfica en España del pintor impresionista Camille Pissarro (1830‐1903). La muestra reúne 80 obras prestadas por numerosos museos y coleccionistas de todo el mundo, entre ellas una famosa paleta donde el artista pintó una escena campestre combinando los colores del arcoíris. El paisaje, género que domina en su producción, centra elrecorrido de la muestra, que se articula en orden cronológico en función de los lugares donde el pintor residió y trabajó. La mayor parte de su vida transcurrió en pueblos como Louveciennes, Pontoise y Éragny, pero las dos últimassalas están dedicadas a los paisajes urbanos que pintó en la década final de su vida: sus numerosas vistas de París y Londres, Ruán,Dieppe y LeHavre.
Comisariada por Guillermo Solana, con Paula Luengo como comisaria técnica y producida por el equipo del Museo Thyssen‐Bornemisza, la exposición se presenta primero en Madrid, del 4 de junio al 15 de septiembre de 2013, y a partir del 15 de octubre en CaixaForum Barcelona. En el catálogo, junto al ensayo del comisario y una extensa cronología escrita por Paula Luengo, se publican sendos textos de los dos mayores especialistas en la obra del pintor: Richard R. Brettell y Joachim Pissarro (descendiente del
artista).
"Humilde y colosal", como le llamó su amigo Cézanne, Camille Pissarro esseguramente la figura fundamental del Impresionismo y, al mismo tiempo, la menos reconocida. El propio Cézanne declaraba sobre él: "[...] todos venimos quizá de Pissarro. Tuvo la suerte
de nacer en las Antillas, donde aprendió el dibujo sin maestro. Me lo ha contado él mismo.
En 1865 eliminaba ya el negro, el betún, la tierra de Siena y los ocres. Es un hecho. ‘Pinta sólo con lostres colores primarios y sus derivados inmediatos’, me decía. Así que, Pissarro es el primer impresionista."
Fue Pissarro quien en 1873 redactó los estatutos de la cooperativa de artistas que iniciaría las exposiciones del grupo. Y fue, además, el único pintor que participó en las ocho que organizaron, desde 1874 hasta 1886. Pero su carrera sería eclipsada por el inmenso éxito de su amigo y compañero Claude Monet. Esta exposición se propone restaurar la reputación de Pissarro no sólo como "el primer impresionista", sino también como maestro de los pioneros del arte moderno.

DATES: Del 4 de junio al 15 de septiembre de 2013 - PLACE: MUSEO DE ARTE THYSSEN-BORNEMISZA, Paseo del Prado, 8  28014 Madrid, Spagna 

L'universo delle arti grafiche


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Un campo di sempre più stimolante
Autore: Gaia Querci, Responsabile Arte di FULL Magazine


Il vasto mondo della grafica è un ambito affascinante da conoscere, studiare ed imparare ad amare. Passando da cosiddetta “tecnica accessoria”, rispetto a pittura e scultura arti maggiori per eccellenza, la grafica si fa spazio nel XX secolo fino a trovare la sua meritata consacrazione e divenire oggi argomento di interesse sempre crescente.
La grafica è un’espressione artistica di grande suggestione caratterizzata da complessi procedimenti tecnici, da un linguaggio dove il segno, la traccia e le ombre sono elementi principe di un alfabeto inconfondibile.
Lastre, acidi, punte, smalti, torchi e inchiostri, sono gli strumenti tipici di tecniche differenti che, dalla puntasecca all'acquaforte, dalla xilografia alla litografia, rappresentano volti diversi di un’unica arte, ricca di soluzioni, effetti ed esiti tanto affascinanti da aver rapito l’interesse di grandi maestri dell’arte italiana e internazionale. In ogni epoca che la storia dell’arte ricordi, a partire dall’invenzione della stampa a caratteri mobili attraverso Dürer, Mantegna, Parmigianino, Rembrandt, Piranesi, Goya, Bartolini e Morandi fino alle serigrafie di Warhol, ciascuno con la propria inclinazione, innumerevoli artisti si sono accostati alle arti grafiche. 
L’origine della passione per il linguaggio grafico trova radici nell’arte del disegno. Sono pochi coloro che realizzano un’opera d’arte agendo direttamente su tela o creta. Il disegno, lo schizzo, il bozzetto sono da considerarsi una fase fondamentale per il processo dell’idea. Un’idea nasce scarabocchiando, mettendo nero su bianco i pensieri, un insieme di segni che pian piano diventano concetti. 
Il disegno può servire semplicemente a tracciare con una linea i contorni delle figure, può arrivare in maniera più complessa a suggerire il volume, la tridimensionalità, l’articolazione nello spazio o il movimento di un oggetto, fino a divenire di per sé un’opera d’arte perfettamente compiuta. Il disegno può essere progetto, analisi autonoma, esercitazione ed è da considerarsi uno strumento portante per il lavoro degli artisti, un’espressione fondamentale di buona parte della loro ricerca.

A Viareggio nel mese di giugno, due importanti eventi espositivi coinvolgono proprio l’universo delle arti grafiche.
Venerdì 21 giugno alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani si inaugura Cinquant’anni di gioia creativa. Il lungo cammino della 2RC. Opere grafiche 1962 - 2013 a cura di Alessandra Belluomini Pucci. La mostra, visitabile fino al 10 novembre, è presentata in occasione dell’inaugurazione del Centro Internazionale delle Arti Grafiche dal nome Laboratorio 2RC GAMC Officina Contemporaneo nel quale partirà da ottobre 2013 il Master di Secondo Livello in tecniche di Stampa d'Arte, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Un importante polo culturale didattico-produttivo sta per nascere in Versilia, scaturito dall’esperienza della 2RC Edizioni d’Arte di Roma di Valter ed Eleonora Rossi, nonché supportato e promosso dal Senatore Giovanni Pieraccini, donatore di una cospicua parte del patrimonio artistico in possesso della Galleria viareggina.
L’esposizione raccoglie 60 opere realizzate, nel corso di mezzo secolo di attività della 2RC, dai grandi maestri dell’arte internazionale. Un’impresa italiana che dal 1959 ad oggi, ha saputo, attraverso la costruzione di grandi torchi calcografici che permettono la realizzazione di incisioni di grande formato e spessore, attirare artisti di fama mondiale.
Si trovano in mostra opere di: Afro, Pierre Alechinsky, Francis Bacon, Max Bill, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Eduardo Chillida, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Ji Dachun, Lucio Fontana, Sam Francis, Helen Frankenthaler, Adolph Gottlieb, Nancy Graves, Zeng Hao, Jannis Kounellis, Giacomo Manzù, Henry Moore, Louise Nevelson, Victor Pasmore, Beverly Pepper,Tan Ping, Arnaldo Pomodoro, Man Ray, Julian Schnabel, George Segal, Pierre Soulages, Graham Sutherland,  Walasse Ting e Victor Vasarely, Liu Ye, Ding Yi.

Rivolto invece alla promozione della giovane arte contemporanea è il progetto di Laboratorio 21 Between the lines / Tra le righe a cura di Gaia Querci in collaborazione con Carlo Galli e Sara Ricci. Dal 7 al 9 giugno 2013, cinque artisti Aris, Etnik, Fupete, Gabriele Mallegni, Moneyless, provenienti da esperienze artistiche differenti, si aprono all’incisione diventando attori di un evento che celebra acquaforte, puntasecca e bulino rielaborate e contestualizzate alle sperimentazioni contemporanee. Protagonista è il disegno come percorso che porta al definitivo, come momento di totale spontaneità creativa.
Elemento innovativo dell’edizione in programma è la proposta di un laboratorio artistico di incisione. Contestualmente all’evento espositivo, Laboratorio 21 apre le sue conoscenze al pubblico e unisce, in anticipazione alla mostra (3 - 4 giugno) due giorni di Workshop: Acquaforte / metodi e realizzazione di un’incisione. Legato alle tecniche grafiche e avendo sviluppato negli anni competenze idonee per una buona resa della stampa d’arte, Laboratorio 21 propone un laboratorio aperto a tutti, artisti in formazione, studenti, semplici appassionati e chiunque voglia approfondire un importante ambito del panorama dell’arte. Spesso incuriositi da questa tecnica non si ha però la possibilità di toccare con mano le effettive fasi di esecuzione di una stampa. Con materiali e strumenti forniti dall’organizzazione nel workshop è possibile produrre una lastra, seguire i metodi di colorazione e pulitura nonché il processo di riproduzione, per poi portarsi a casa la propria opera d’arte. Un’occasione veramente interessante.

'L'isola' di Miranda


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A maggio il Teatro del Giglio ha proposto,  in prima nazionale, lo spettacolo “Miranda”, particolarissima rivisitazione della shakespeariana Tempesta del regista Oskaras Korsunovas.

Autore: Francesco Zavattari, Direttore editoriale di FULL Magazine e 4rum.it


Se, da un lato, quello che gli spettatori si trovano a vivere non può prescindere dallo specifico contesto geo-politico in cui la scena prende vita, dall’altro 'Miranda' sembra scivolare al di sotto del palco, allagando ogni teatro in maniera del tutto elevata. Fuori dal tempo e dallo spazio. Fuori da ogni connotazione socio-politica. Un'opera in lituano in grado di colpire a fondo anche senza il didascalico supporto dei sopratitoli incarna qualcosa che corre assai oltre la semplice protesta intellettuale. Si nutre di uno stimolo differente, più o meno voluto. Un appartamento accogliente e un po' inquietante. Caotico pur rigoroso nelle sue linee anni sessanta. Una radio, infiniti oggetti adagiati un po' ovunque e, sullo sfondo tanti, tanti libri disposti quando precisamente, quando in modo del tutto 'casuale'. Al centro della scena Lei, Miranda, addormentata e coperta dalla sua disabilità e da un rassicurante plaid a quadri. Gli spettatori prendono posto già trovandosi di fronte questo scenario. Via i muri. Via il sipario. Via ogni forma di etichettata repressione. La ragazza vive con il padre, interpretato da un magistrale Povilas Budrys, che si intravede passeggiare avanti e indietro attraverso una porta a vetri già prima del vero e proprio inizio. Entrambi sono relegati in questa sorta di casalinga e addolcita prigione. Sembrano essere ostaggi di un regime che in quegli anni era solito confinare in appartamenti dimenticati intellettuali scomodi al punto di non poter circolare liberamente, ma non tanto pericolosi da essere deportati in Siberia.
Un appartamento che, anche attraverso un sapiente uso di pedane rialzate e di un'ottima fotografia, si fa microcosmo. Universo intimo e personale. Spazio per la più tragica repressione così come per la più potente forma di ribellione: il pensiero. Scatola senza mura che acquisisce via, via le sembianze di una vera e propria 'isola'. Un'isola della mente, un'isola delle emozioni. L'isola in cui Miranda è incarnazione stessa di ogni forma di cultura e arte martoriata nel proprio essere libera. Limitata nella sua abilità. Disabile nel suo esprimersi. Moncata in modo truce della propria linfa vitale. Accanto a lei adagiata sulla poltrona, un vecchio televisore su cui scorrono alternate 'neve-brusio' e scene di vecchi filmati. Il più significativo, certamente, quello di una ballerina impegnata a danzare 'La morte del cigno'. Oskaras Korsunovas spiegherà poi in un incontro al termine dello spettacolo, moderato dal critico Gianfranco Capitta, che nel suo paese di provenienza la televisione era solita glissare le molte, atroci incongruenze del regime proprio attraverso la trasmissione dell'opera di Tchaikovsky "Quando le persone sentivano 'Il lago dei cigni', capivano che stava succedendo qualcosa di importante", ci dirà.
Miranda rifiuta il cibo che sputa con violenza in faccia a un padre ricurvo e amorevole. Chiede però che le si legga un libro. Non uno qualsiasi. Il libro. Il suo. La Tempesta di William Shakespeare. Lui inizialmente si rifiuta lamentando la monotonia di quella scelta. Lei però abbandona la stasi cui è costretta iniziando a dimenarsi e a gemere finché non l'ha vinta. Il mondo cambia. L'isola cambia. La vita stessa cambia nel momento in cui, dall'infinita libreria, l'uomo estrae il volume e ne comincia a declamare l'essenza.Lo spettacolo esplode allora in un caleidoscopio di luci, ombre e colori, in cui i due personaggi diventano tutti quelli dell'opera shakespeariana. L'arte allora rinvigorisce. Quel padre grigio e perduto, fino a quel momento, in una bottiglia di vodka, prorompe in un'incredibile e variegata performance attoriale, trasformando la propria gracilità in dirompente forza fisica. Miranda stessa rifulge, fino a trasfigurare in evoluzioni incredibili quando arrampica gli stipiti della porta centrale per impersonare la magica e terribile entità Ariel, potentissimo spirito dell'aria in grado di assoggettare Prospero, vero duca di Milano, Calibano, servo deforme, Ferdinando, figlio del Re di Napoli (interpretato in maniera esilarante dallo stesso Budrys). Non ultimi, tutti noi spettatori restiamo assoggettati, a quel punto colpiti e meno sicuri nella nostra poltrona di facili convinzioni.
Oltre alla toccante bravura dei due attori, è un intreccio eccellente di luci ed effetti sonori a restituirci momenti di altissima tensione. Ecco che quel piccolo appartamento è divenuto davvero la terribile isola in cui imperversa la furia stessa della vita. Cucita addosso a una strepitosa Airida Gintautaite, Miranda, disabile nella normalità, è energica eroina quale Miranda della tempesta. Meravigliosa allegoria dell'arte che non può essere contenuta anche quando mutilata nel suo essere tale. Risulta fortissimo lo stampo rigoroso nell'educazione teatrale di questi due attori, così come nella puntuale regia. Tecnica e precisione senza limiti, frutto di una scuola opposta alla nostra occidentale. Involontarie contaminazioni radicate nell'oppressione stessa di un popolo per troppo tempo assoggettato al potere, ma usate in questo modo quali potentissimi strumenti di distruzione. Distruzione di schemi e di oppressioni. Anche ma non solo teatrali. Korsunovas riesce così a beffare i suoi vecchi nemici, usandogli contro le loro stesse armi. 

Plauso al Teatro del Giglio e al suo nuovo establishment per aver portato a Lucca un po' d'aria fresca, mai tanto gradita dopo numerosi spettacoli 'di compromesso'.

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