giovedì 18 aprile 2013

LA FORZA DELLA MODERNITÀ. Arti in Italia 1920-1950


Dal 20 aprile al 6 ottobre la Fondazione Ragghianti di Lucca dedica una grande mostra alle arti decorative italiane prodotte tra il 1920 e il 1950 evidenziando le connessioni, i confronti, le analogie con le contemporanee espressioni dell'arte figurativa. 

Organizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la mostra si è avvalsa della collaborazione del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, della Galleria d'Arte Moderna di Genova e della Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda di Feltre, ma hanno generosamente contribuito alla definizione della mostra, la Wolfsoniana di Genova, il Mart di Rovereto, le Gallerie Comunali d'Arte Moderna di Roma e di Torino, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Museo del Novecento di Milano, la Collezione della Banca d'Italia, la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze, il FAI-Fondo Ambiente Italiano e i Musei del Castello Sforzesco di Milano. Una buona parte delle arti decorative in esposizione, infine, appartiene a collezionisti privati che, con grande disponibilità e generosità, hanno prestato molti dei pezzi esposti.      

Le opere dei maestri delle arti decorative della prima metà del Novecento, tra cui spiccano i nomi di Gio Ponti Bruno Munari, Francesco Nonni, Giovanni Gariboldi, Carlo Scarpa, Guido Andlovitz, Pietro Melandri, Mario Sturani, Vittorio Zecchin, Serghej Diulgheroff, Carlo Rizzarda, Umberto Bellotto, Antonia Campi, Angelo Biancini, Domenico Rambelli sono poste a confronto e a colloquio con i dipinti e le sculture di contemporanei protagonisti dell'arte figurativa tra cui Libero Andreotti, Galileo Chini, Fausto Melotti, Felice Casorati, Fortunato Depero, Filippo De Pisis, Lucio Fontana, Marino Marini, Arturo Martini, Gino Severini, Emilio Vedova, Alberto Viani, Adolfo Wildt

Sono oltre 300 le opere esposte, tra oggetti, dipinti e sculture, disposte secondo una doppia articolazione cronologica e tematica che suggerisce e permette letture incrociate e sinergiche durante l'intero percorso della mostra. La struttura portante è costituita da tre grandi ripartizioni, gli anni Venti, gli anni Trenta, gli anni Quaranta, con un piccola apertura ai primissimi anni Cinquanta, all'interno delle quali sono inserite delle specifiche enclave a tema . Il filo rosso, che si dipana in 13 sezioni,  prende avvio dagli esordi del gusto Déco degli anni Venti, (con i riferimenti all’esotismo e all’erotismo, al fantastico onirico e al meraviglioso naturale), passa per il classicismo arcaico e i volumi puri del ‘ 900 per approdare infine, alle soglie degli anni Cinquanta con l'abbandono della forma.   

Maria Flora Giubilei, co-curatrice, per le sezioni dedicate alle arti figurative dell’esposizione lucchese, direttore dei Musei di Nervi - Galleria d'Arte Moderna di Genova, Raccolte Frugone e Museo Luxoro, storica dell’arte e curatrice di mostre e autrice di saggi sulla storia del collezionismo e delle arti italiane dalla prima metà del XIX alla contemporaneità, precisa che la mostra intende offrire al pubblico le diversità di approccio alla questione delle arti decorative e le congruenti connessioni con gli sviluppi dell'arte figurativa contemporanea, scegliendo in modo mirato opere di  pittura e scultura, che permettano interessanti confronti tematici, stilistici e compositivi con le arti decorative e dimostrando quanto quest’ultime siano testimoni fedeli del variare del gusto e della trasformazione dei linguaggi artistici, vere e proprie “cartine di tornasole” delle diverse opzioni dell'invenzione artistica della prima metà del ‘900.

Professore di Storia della critica d'arte e di storia del gusto e delle arti decorative presso l’Università di Verona, curatore di mostre e autore di saggi orientati prevalentemente sull’arte italiana ed europea della prima metà del Novecento, Valerio Terraroli è il curatore delle sezioni dedicate alle arti decorative. Egli pone l’accento al tema della modernità che ricorre nel titolo della mostra e ne costituisce l'imprescindibile leitmotiv. Essa è qui intesa come una forza inarrestabile, a tratti impetuosa, a tratti sotterranea, sottile e silenziosa, che attraversa le arti decorative italiane tra gli esordi degli anni Venti e i primissimi anni Cinquanta, una spinta inarrestabile di ricerca e di innovazione, talvolta infarcita di nostalgie e ripensamenti del patrimonio classico, ma in un'ottica di trasformazione moderna dell'arte italiana che ha rappresentato il terreno di coltura per la nascita dell' Italian Design.

La Fondazione Ragghianti ha puntato molto su questo progetto, facendone il fulcro dell’attività dell’anno in corso, e creando contemporaneamente attorno alla mostra un nutrito programma di incontri tematici che hanno visto direttori di musei e specialisti del settore succedersi nel delineare con le loro esperienze un panorama ampio e articolato indispensabile alla comprensione delle varie facce di un periodo di incredibile complessità. Inoltre, come sottolinea Maria Teresa Filieri, direttore della Fondazione Ragghianti,  Dedicarsi a questi temi è stato in un certo senso un obbligo per la nostra Fondazione perchè ripercorrendo gli interventi che Carlo Ludovico Ragghianti ha dedicato alle arti decorative, emerge con palese evidenza il suo impegno costante per il loro sdoganamento da una collocazione gerarchica negativa sottolineando il ruolo fondamentale dei prodotti di arte decorativa nella comprensione critica di un’epoca.  



La mostra, che verrà inaugurata venerdì 19 aprile alle ore 17.30, resterà aperta dal 20 aprile al 6 ottobre con il seguente orario: dal martedì alla domenica: 10.00/13.00 – 16.00/19.00 (da aprile a giugno e da settembre a ottobre) e dalle 16.00 alle 20.00 nei mesi di luglio e agosto. (Lunedì chiuso). 
Biglietti: intero 5 €, ridotto 3 €

Informazioni: 
tel. 0583/467205– fax 0583/490325
www.fondazioneragghianti.it  
info@fondazioneragghianti.it

Fondazione Centro studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti 
Complesso monumentale di San Micheletto
Via San Micheletto, 3 
55100 Lucca (Lu)



Nell'immagine: Bruno Murari, Bulldog, 1934, terraglia. Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, Faenza

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