martedì 5 marzo 2013

Mozart e Salieri al Teatro Lirico di Cagliari



Nel primo weekend di marzo, venerdì 1 e sabato 2, la stagione concertistica del Teatro Lirico di Cagliari prevede una serata all’insegna di Mozart e Salieri.

Il programma si apre con la Sinfonia n. 38 in re maggiore “Praga”, K. 504 di Wolfgang Amadeus Mozart. La splendida e “trasparente” gestualità del Maestro Umberto Benedetti Michelangeli ci è familiare, avendo diretto uno dei primi appuntamenti di questa stagione concertistica del Teatro stesso. Una gestualità molto espressiva: le braccia sembrano molle che scattano scandendo il tempo.

Siamo invece ben poco abituati a questa disposizione degli strumenti, coi violoncelli e i contrabbassi disposti frontalmente e nella parte sinistra del palco, dietro ai violini. In questo assetto, di orchestra ridotta e raccolta attorno al clavicembalo, ci sembra di immaginarli in una delle corti che avevano ospitato Wolfgang Amadeus.

Entrati nel vivo dei temi che si avvicenderanno, riconosciamo talvolta lo spadaccino, talvolta il ballerino (dal colpo di tacco udibile ai più), tanto leggiadro e accattivante verso la sua “danzatrice”, rappresentata dall’intera orchestra. È un’alternanza di impeto e di dolcezza, soprattutto quando archi o fiati ripropongono il tema principale. Tanto è l’impegno fisico del direttore che, a conclusione del primo movimento “Adagio. Allegro”, è costretto ad asciugarsi il sudore.

Nell’ “Andante” il protagonista sembra svolazzare tra gli strumenti, catturando con sguardi languidi e seducenti, quando gli archi, quando i fiati. Sembra che porga le note verso i maestri, quasi adagiandole sui loro strumenti. In questo movimento si fa sentire molto il suono metallico delle corde del clavicembalo, che trova spazio fra le armonie di archi e fiati. Nonostante la pacatezza dei suoni e della gestualità del Direttore, quel collo lucido tradisce lo sforzo fisico dei suoi muscoli in tensione.

Il “Presto” si apre all’insegna di una mimica divertita e divertente. E il divertissement è di tutti gli orchestrali, che scalpitano sulle loro poltroncine imbottite. Ci colpisce la bravura di tutti i maestri, fra cui spiccano ora i flauti, che danno gran leggerezza all’intero movimento. Gli archi incedono maestosi, simpaticamente invece trombe e fagotti.

La Sinfonia si conclude con grande apprezzamento del pubblico e l’abbraccio del Direttore al primo violino sembra più un’amichevole pacca sulla spalla.

È ora la volta della Messa n. 1 in re maggiore di Antonio Salieri, “Hofkapellmeistermesse”. Le voci ci portano subito in un clima celestiale, con cui esordisce il “Kyrie”, che poi si fa cupo nelle sole voci gravi maschili. Il coro convince molto, sia nell’insieme delle voci che nelle singole sezioni. Ed è nel “Gloria” che udiamo la calda e meravigliosa voce del primo violoncello, di cui, pur senza scorgerlo, non possiamo che innamorarci! E la fuga dell’Amen, proposta dalle varie sezioni del coro, ne esalta la precisione delle vocali perfettamente ribattute in un gorgheggio elegantemente accompagnato dagli strumenti. Dopo un mesto inizio del “Credo” torna la maestosità dei toni, soprattutto quando le trombe accompagnano squillanti le voci nel “Sanctus”. L’introduzione del “Benedictus” è lasciata all’oboe, che poi si alterna al quartetto vocale dei solisti. Ed infine l’ “Agnus dei”, introdotto dalle voci gravi, accompagnato dai toni altrettanto gravi degli strumenti. Una messa, quella di Salieri, la cui partitura non tende ad esaltare le voci dei singoli solisti, ma le amalgama perfettamente con un piccolo coro nel coro.

E infine la Missa in do maggiore “Longa”, K. 262, di Mozart. La partitura di Mozart rende i solisti maggiormente protagonisti, e fra loro, quinto solista, spicca ancora lo spadaccino, che non placa il suo impeto. Ma anche in questa messa il coro si mostra all’altezza dei gorgheggi, non semplici da scandire, soprattutto nel “Credo”. L’orchestra accompagna con gran maestria e generosità i colleghi coristi. Colpiscono i forte-piano alla fine del “Sanctus”, ben sfumati sia dal coro che dagli strumentisti. Il tacco di Benedetti Michelangeli ancora scandisce il tempo: qualcuno, vicino a me, sembra non gradire affatto quello che invece io reputo non un rumore distraente ma l’intensa partecipazione di una percussione fra le percussioni! E certo mi distrae molto meno il maestro col suo partecipe tacco che non piuttosto il modo con cui i miei vicini scandiscono il tempo tamburellando con le dita o dondolando la testa, bramosi di dimostrare la loro padronanza del pezzo.

Il pubblico mostra tutto il suo apprezzamento all’orchestra, ai solisti, al coro, al Maestro Faelli, preparatore del coro, e a questo meraviglioso interprete dalla gestualità tanto espansiva e generosa!



venerdì 1 marzo 2013, ore 20.30 - turno A
sabato 2 marzo 2013, ore 19 - turno B
Orchestra e Coro del Teatro Lirico
direttore Umberto Benedetti Michelangeli 
soprano Olga Senderskaya 
contralto Evgeniya Rakova
tenore Nicola Pamio
basso Günes Gürle 
maestro del coro Marco Faelli 
Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 38 in Re maggiore "Praga" K. 504
Antonio Salieri Messa n. 1 in Re maggiore "Hofkapellmeistermesse" 
Wolfgang Amadeus Mozart Missa in Do maggiore "Longa" K. 262



Umberto Benedetti Michelangeli, in uno scatto di Tomaso Wührer per gentile concessione del Teatro Lirico di Cagliari


0 commenti:

Posta un commento

Il tuo commento sarà pubblicato immediatamente dopo averne verificato il contenuto. Non saranno pubblicati commenti contenenti termini volgari e/o offensivi, riferimenti personali e comunque ogni elemento non ritenuto congruo alla politica del sito.