lunedì 25 febbraio 2013

Fino al 17 MARZO 2013 'I Macchiaioli per l'Orangerie'. Opere in anteprima

Autore: Isabella Martinelli

Il Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio propone in anteprima, proprio in questi giorni, una strepitosa selezione di bene quindici opere che saranno protagoniste dell’importante mostra: “I Macchiaioli 1850-1877. Gli Impressionisti Italiani?” che verrà ospitata al Museo dell’Orangerie, dal 9 aprile al 22 luglio 2013. La mostra toscana prova a rispondere alla puntigliosa domanda, facendo emergere il ruolo di Firenze come centro importante per la diffusione del Realismo, al pari di Parigi, mettendo in evidenza come i Macchiaioli fossero, e sono,  “uno dei movimenti più poetici che presenta molte affinità con le ricerche plastiche condotte dagli artisti impressionisti”. Grazie alla maggiore libertà politica che vi si respirava, Firenze diventò meta di un folto numero di artisti che vi confluivano da ogni parte del Bel Paese: Abbati, Banti, Boldini, Borrani, Cabianca, Cecioni, Costa, D’Ancona, De Tivoli, Fattori, Lega, Signorini e Zandomenighi. Al Caffè Michelangelo si dibatteva di pittura e si scambiavano opinioni su quanto avveniva, nello stesso ambito, all’estero, raccogliendo testimonianze da chi si era recato a Parigi oppure confrontandosi con altri artisti, critici e letterati di passaggio. Proprio in quel Caffè si riuniva il gruppo dei Macchiaioli, termine usato in realtà come dispregiativo da un critico della Gazzetta del Popolo nel 1862. A distanza di più di trent’anni dalla rassegna del Grand Palais del 1978, i Macchiaioli tornano a Parigi, dove come detto in precedenza alcuni di loro avevano stretto rapporti con i colleghi Impressionisti, grazie anche ad una figura “ponte” come Diego Martelli che in veste di critico e mecenate promosse l’arte di quel gruppo di pittori. Molti di quegli artisti si trasferirono a Parigi contaminando le proprie idee con quelle più progressiste degli artisti più vicini e sensibili al nuovo. Qual’ è la novità della pittura detta di “macchia”? Prendiamo le parole di Telemaco Signorini: “un’esagerazione del chiaroscuro pittorico in opposizione al sacrificio di solidità e rilievo causato dalla eccessiva trasparenza dei corpi dei dipinti accademici”, da ciò nascono opere fatte di colore-ombra e colore-luce. Su questa scia sono da collocare opere importanti come “Santa Maria dei Bardi” e “Luna di miele” di Signorini, “Le monachine” di Cabianca o “Le bambine che fanno le signore” di Lega. I Macchiaioli vengono così ripresentati sotto una ristudiata luce critica, risultato di recenti studi di cui sono stati oggetto, basati su documenti emersi e sul recupero, dopo le prime mostre internazionali, di opere fondamentali. La selezione di queste 15 opere, risultato di una collaborazione tra il Centro Matteucci, il comitato della mostra francese formato da Marie-Paule Vial, direttrice del Museo dell’Orangerie, Isabelle Julia, conservatore generale del Museo d’Orsay, Beatrice Avanzi conservatore del Museo d’Orsay e Maria Lopez, conservatore capo della Fondazione Mapfre di Madrid, si caratterizza come un’anteprima della più articolata mostra che dal 9 aprile sarà presente a Parigi e che poi si trasferirà, a partire dal 20 settembre 2013 al 6 gennaio 2014, a Madrid. Tante domande che tra Viareggio, Parigi e Madrid cercano una risposta, per cui guardate il vostro calendario e cerchiate le date di rosso!

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