martedì 15 gennaio 2013

Lusso e Moda. Percorsi insoliti dei musei Bardini, Horne e Stibbert


Autore: Irene Tintori
(Testo e foto in esclusiva per FULL Magazine)

Cuore palpitante della moda che, nei decenni trascorsi, ha reso forte l'immagine dell’Italia, Firenze è, ancora oggi, una città artisticamente stimolante dove, dietro al cupo grigiore dei palazzi rinascimentali, si nasconde il colorato mondo del vestire, della sartoria e dell’artigianato.
“Lusso e Moda. Percorsi insoliti nei musei Bardini, Horne e Stibbert” è proprio una di quelle mostre che, come il titolo suggerisce, sottolinea in modo inconsueto il ruolo fondamentale di Firenze nel capitolo del vestire.

La mostra è suddivisa in tre musei: Horne, Bardini e Stibbert patrimonio ereditato da altrettante personalità, distanti nel tempo, ma legate dalla stessa meticolosa passione per il collezionismo.
E dalla reiterata collaborazione di questi musei, nuovamente si rende omaggio alla moda fiorentina con un'esposizione di successo, tale da esser stata prorogata fino al 7 gennaio 2013.

Al Museo Horne, fredde teche illuminate in una piccola stanza del palazzo appositamente allestita mettono in luce una collezione di circa 20 frammenti di tessuti da paramenti liturgici (piviali, paliotti, tuniche), superstiti al logorio del tempo, alle zanne fameliche dei mercanti e frutto della passione collezionista dello stesso Herbert Horne, il cui ritratto a olio campeggia fiero su una delle pareti.
Si tratta perlopiù di lampassi e broccatelli cremisi, ocra, con ricami or nué, strettamente di manifattura fiorentina e realizzati tra il XV e XVI secolo. I soggetti rappresentati (Natività, Resurrezione, Assunzione, Annunciazione), sono probabilmente citazioni (se non addirittura realizzazioni apposite), di celebri artisti del tempo: Domenico Ghirlandaio, Bartolomeo di Giovanni, Raffaellino del Garbo.
Leggendo le didascalie esplicative che accompagnano ciascun frammento, nasce naturalmente l’esigenza di comprendere il collegamento dell’esposizione con il resto della mostra, trattandosi di capi non strettamente inerenti al concetto di moda. Sicuramente però si può parlare di lusso, data la ricchezza dei materiali utilizzati (seta policroma, oro membranaceo, colori) e la fattura dei tessuti, certamente non di uso quotidiano.

Attraversando il Ponte alle Grazie, ci si ritrova al Museo Bardini, dove si rende omaggio alla sartoria fiorentina con il nome di una stilista: “Anna Casati. Moda a Firenze  1952 – 1994. Da Vacanze Romane ai favolosi anni Ottanta”.
Manichini sparsi nell’affascinante cornice della collezione permanente punteggiano di colore le sale. Veri e propri gioielli della sartoria di lusso di Anna Casati, i capi in mostra sono forte segnale della storia del Made in Italy, proprio come citato nel titolo stesso: dalla Sala Bianca di Palazzo Pitti, fino all’opulento gusto moda degli anni Ottanta. 
La scelta dello scenografico contesto del Museo Bardini sicuramente originale non consente l'adeguata illuminazione dei capi, lasciando nella penombra alcuni dettagli che, invece, sarebbe interessante mettere in risalto.

L'eclettico ed eccentrico Museo Stibbert ospita “Una teenager nella moda. Le collezioni in Sala Bianca di Giovanna Ferragamo dagli anni Sessanta agli anni Ottanta”: ventidue modelli della brillante carriera della stilista, sfortunatamente ammirabili da lontano.
Percorrendo le sale della casa, non è facile sfuggire al fascino degli innumerevoli oggetti che raccontano la storia di diverse parti del mondo e, in effetti, l’ora della visita non è sufficiente a saziare la curiosità del visitatore.


Il percorso è piacevole e gli abiti della “teenager della moda”, fanno capolino nelle stanze come ospiti in visita al museo. Tagli, modelli, linee e colori rendono superflue le descrizioni, testimoniando, oltre al talento della “teenager della moda”, lo splendore della moda italiana dagli anni Sessanta in poi.

La mostra, tralasciando i pochi nei dal punto di vista espositivo, è decisamente interessante e insolita: merita sinceramente una visitina, anche perché, tra un abito e l’altro, si ha l’occasione di curiosare tra le collezioni permanenti dei musei!


Annunciazione
Frammento tessile su disegno di Domenico Ghirlandaio (?)
Ultimo quarto del XV secolo
Lampasso lanciato in seta, lino e oro membranaceo
Museo Horne



Dio padre che incorona la vergine 
Frammento tessuto su disegno di Raffaellino Del Garbo (?)
Ultimo quarto del XV secolo
Lampasso lanciato in seta, lino e oro membranaceo
Museo Horne


Completi da sera della stilista Anna Casati
Fine anni 60
Museo Bardini



Tailleur blu con giacca in velluto ricamata e gonna in velluto liscio
Museo Bardini


Tailleur della stilista Anna Casati
Museo Bardini



A sinistra:
abito corto con linea svasata in shantung di seta bianca, mezze maniche con risvolto decorate da perline bianche e argento.

A destra: abito corto con linea svasata in cady di seta gialla, maniche corte con risvolto, ricamate da perline di plastica e metallo dorato. Sciarpa in chiffon dorato da annodare al collo.
Giovanna Ferragamo – 1969
Museo Stibbert



A sinistra:
abito in flanella misto lana grigia, con alette nella parte superiore fino all’orlo della tasche. Cintura in nappa grigia.

Metà anni settanta
A destra: cappotto in jersey di lana melange, guarnito con passamaneria di lana a formare cintura con nappe finali. Ganci a chiusura in metallo argento, sui polsi e sul davanti.
Giovanna Ferragamo
Firenze, archivio Salvatore Ferragamo

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