'Le Stanze Verticali' di Bruno Biondi

All'esordio la personale 'Aniconico' di Chiara Bevilacqua

lunedì 23 dicembre 2013

Anteprima cover FULL Magazine 9!

Quale modo migliore per fare a tutti voi gli auguri di Buone Feste se non presentarvi in anteprima la cover del prossimo numero di FULL Magazine?

Non è questa solitamente la prassi, visto che per ogni altro numero la sua prima e più importante pagina è stata mostrata il giorno stesso dell'uscita.

In questo caso, però, la cover è nota dal party tenutosi a giugno presso LABottega, quando Samara Bianchini fu proclamata vincitrice del primo concorso FULL PHOTO CONTEST, proprio con la foto ‘Il gabbiano’, che potete vedere adesso così impaginata.

La rivista uscirà presumibilmente intorno a giugno 2014 con il suo nono numero. Ci avviciniamo quindi al fatidico traguardo delle ‘dieci fatiche’ che contiamo e speriamo di poter presentare durante il prossimo, grande, party estivo.

Un grandissimo abbraccio e tanti auguri a tutti voi che ci seguite con passione. 
FULL c’è e cresce di continuo.

martedì 17 dicembre 2013

L'arte di Zavattari per la tencologia SADAS


Dopo la partecipazione alla kermesse internazionale 'The world in rolls' (A cura del noto museologo Maruzio Vanni) con la video opera 'Let's clean it up' e la realizzazione del video 'If  you can dream it, you can have it' in occasione dell'evento 'It's Tissue World Tour', si rinnova e intensifica il connubio fra l'arte di Francesco Zavattari e il mondo dell'industria cartaria.

L'azienda SADAS (Software Automation Drive And Service), realtà di spicco impegnata nell'ambito dell'automazione con specifica applicazione al mondo del tissue, ha deciso infatti di far firmare il proprio calendario 2014 all'artista lucchese, confermando una particolare attenzione e sensibilità al mondo dell'arte. 
Dodici opere, tratte da tre diverse serie e sviluppate nell'arco di tredici anni di lavoro accompagneranno quindi le pagine di ogni mese del prossimo anno.

Nell'edizione 2013 il calendario, diventato nel tempo sempre più esclusivo, aveva presentato lavori di artisti famosi. Il progetto era basato sull'interazione fra riproduzioni di opere note e foto tratte dall'ambito lavorativo della SADAS: quadri elettrici, impianti completi, screenshot di software dedicati. Per questo il prodotto era stato intitolato 'TECHNIQUE & PASSION'.

Medesimo concept, stessa realizzazione grafica, quindi, stesso titolo anche per l'edizione di quest'anno che vede però in esclusiva la firma di Zavattari. Una scelta che dimostra quanto determinate forme di tecnologia possano coesistere, integrare e accompagnare l'espressione artistica, anche nelle sue dinamiche più ricercate.

mercoledì 4 dicembre 2013

Man Ray in mostra alle Fonderie Marconi di Milano



Ha avuto inizio il 15 novembre 2013 la mostra fotografica di Man Ray "Models", presentata dalla Fondazione Marconi di Milano (Via Tadino,15) in occasione della pubblicazione dell’omonimo libro dell’editore Cambi e dell’autore dei testi, il critico d’arte Janus, che frequentò l’artista negli ultimi 15 anni di vita e che con lui strinse un legame d’amicizia tanto da diventarne uno dei più importanti critici e biografi, che ha riprodotto l’Album fotografico realizzato dallo stesso Man Ray. L’esposizione si protrarrà fino all’ 11 gennaio 2014 ed è un affascinante spaccato della vita che l’artista condusse a Parigi con Picasso, Breton, Mirò e tanti altri. 


L’Album ,che si compone di 83 fotografie tra il 1920 e il 1940 , riunisce i ricordi più intensi degli anni vissuti dall’artista a Parigi. Negli scatti possiamo ammiriamo alcune delle numerose donne che posarono per Man Ray e che non di rado furono le sue amanti. La più famosa di tutte fu senz’altro Alice Prin  alias Kiki de Montparnasse, cantante e pittrice che fu l’amante di man Ray  per circa sei anni e fu ritratta in pose intime e familiari. E’ lei la donna che Man Ray ritrasse di spalle nel celebre capolavoro il Violon d’Ingres, oggi esposta al Getty Museum di New York.Insieme a lei ricorderemo una lunga schiera di ballerine anonime che l’artista  ribattezzava  con nomi di vegetali ( Carciofo, Peperoncino, Lattuga, Barbabietola) , danzatrici africane dalla bellezza esotica e, ancora, la pittrice  Mereth Elisabeth Oppenheim; la modella Natasha , che fu anche l’assistente dell’artista; Lee Miller ; e ancora Nush , moglie del poeta Paul Eluard . 
In tutte queste foto si percepisce la ricerca estetica di man ray  che nel corpo della donna cerca inanzitutto la « forma e la geometria». Negli scatti dell’artista , non c’è nulla di patinato e di studiato ed è per questo, infatti, che l’erotismo è altamente percepibile. Va sottolineato che Man ray concepì l’Album come un’opera pprivata , una curiosità  da mostrare agli amici in ricordo delle donne che parteciparono al grande lavoro fotografico di quegli anni. Tempo più tardi fu la moglie Juliet, dopo la morte del marito, a parlare dell’Album all’amico e gallerista Giorgio Marconi. Tra gli scatti si potranno notare varie forme di sperimentazioni, come per esempio, l’uso della tecnica della solarizzazione che è particolarmente evidente nella foto di Lee Miller con lunghi  guanti neri,  che nell’immagine, diventa «quasi la personificazione della Venere di Milo».Numerose sono  anche le foto  raffiguranti ballerine di Can can di cui  però non conosciamo neppure il nome. L’Album si chiude con la foto  di una giovane  in costume  da bagno in posa sul balcone  della dimora estiva del  fotografo. Alle sue spalle si ammira un bel panorama marino. 
Man Ray – nato a Philadelphia nel 1890 da genitori ebrei di origine russa, emigrati negli Stati Uniti alcuni anni prima  - iniziò ben presto a dedicarsi alla fotografia. Insieme a Marcel Duchamp diviene ben presto uno degli animatori   principali  del dadaismo newyorkese . Il movimento,  infatti, dopo il suo esordio a Zurigo, si diffuse  ben presto in Europa, soprattutto in Germania e quindi a Parigi. Benché il dadaismo sia stato  un movimento culturale ed artistico europeo, vi è la tendenza  a includere nel medesimo ambito anche alcune esperienze artistiche che, negli stessi anni, ebbero luogo a New York negli Stati Uniti. Complessivamente la vita del movimento fu breve: la  sua funzione principale fu quello di distruggere una concezione vecchia e desueta dell’arte. Tale funzione , infatti, fu svolta in modo egregio  dal dadaismo che  tra il 1922 e il 1924 scomparve e nacque il surrealismo. Tra le prime opere  importanti ricorderemo gli “oggetti d’affezione”, tra cui il celebre Enigme d’Isidore Ducasse. Fu solo negli anni venti che si trasferì a Parigi, dove realizzò i primi Rayographs nati per caso in camera oscura mentre sviluppava alcune fotografie. Accadde che un foglio di carta , accidentalmente, finì in mezzo agli altri e dato che continuava a non comparirvi nulla, appoggiò con irritazione alcuni oggetti di vetro sul foglio ancora a mollo e accese la luce. L'artista ottenne  delle immagini deformate, quasi in rilievo sul fondo nero. Attraverso i rayographs, era possibile «esaltare il carattere paradossale e inquietante del quotidiano».Nel 1922 partecipò al Salon Dada,  alla Galerie Montaigne, lavora al film Retour à la raison e si lega al gruppo dei surrealisti. Dopo lo scoppio della guerra torna negli Stati Uniti, dove rimane fino al 1951. In questi anni si  dedica soprattutto alla pittura realizzando la serie Equations shakespeariennes e Alphabet for Adults. Nel 1959 l’Istitute of Contemporary Art di Londra gli dedica una grande antologica e due anni dopo gli è conferita la medaglia d’oro per la fotografia alla Biennale di Venezia. Nel 1966 si tiene la prima grande retrospettiva a Los Angeles al County Museum of Art; nel 1970 ha luogo una mostra itinerante in varie sedi d’Europa, che si inaugura al Museum Boymans van Beuningen di Rotterdam.Muore nel 1976.
Visitando questa mostra si respira l’atmosfera magica della Parigi dei primi del Novecento: lasciatevi  incantare dunque dalle immagini di Man Ray  che rappresentano il « ritratto di un’epoca con i suoi gusti   le sue inclinazioni, la sua atmosfera: il mondo in una scatola». L’ingresso alla mostra  è gratuito.

lunedì 11 novembre 2013

Giovanni Fattori: i Macchiaioli a Milano


Dal 25 ottobre al 21 dicembre 2013 si svolge al “GAMManzoni.Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea” di  Milano una bella mostra dedicata a Giovanni Fattori (Livorno 1825-Firenze 1908) uno dei protagonisti della pittura italiana dell'Ottocento, noto esponente dei Macchiaioli toscani.


Dopo venticinque anni  Milano omaggia Giovanni fattori attraverso quaranta capolavori di cui alcuni inediti in quanto provenienti da collezioni private, come quella del milanese Giacomo Jucker o quella del genovese Mario Taragoni , che rivelano l'evoluzione nel modi di dipingere del pittore toscano negli anni fra il 1860 e il 1905. 
La nascita del movimento artistico si colloca intorno al 1855 quando un recensore della Gazzetta del Popolo utilizza il termine “macchiaiolo” per indicare quei pittori  che avevano dato origine ad un rinnovamento anti accademico della pittura italiana. I macchiaioli, infatti, sono convinti che la cosa più importante da dipingere sia la natura, essi dunque sono veristi. Dal punto di vista tecnico l'immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, ottenuti tramite l'utilizzo dello specchio nero ovvero annerito dal fumo per esaltare i contrasti chiaroscurali all'interno del dipinto. Del gruppo dei macchiaioli – oppositori del Romanticismo e del Neoclassicismo – facevano parte : Adriano Cencioni, Eugenio Prati, Giuseppe Abbati, Telemaco Signorini, Silvestro Lega  e Giovanni Fattori. 
Quest'ultimo nacque a Livorno nel 1825. Della sua vita sappiamo poco, se non  che prese parte alle battaglie  per l'Unità d'Italia collaborando con il Partirto d'azione. Ebbe  una vita familiare particolarmente travagliata il cui apice fu la morte prematura per tubercolosi  della moglie nel 1867.
Morì nel 1908. La mostra è curata da Francesco Luigi Maspes ed Enzo Savoia i quali hanno scelto di privilegiare le opere della  piena maturità creativa e stilistica. 
Il percorso espositivo presenta opere di grande importanza basti pensare a dipinti come:  Paesaggio del Mincio ( 1865-1870) ,  Le vedette (1870-75), Cavalieri in perlustrazione (1875), Cavalleggeri in avanscoperta (1875-80) , L'appello dopo la carica (1895) che oltre a mostrare il perfezionamento della sua tecnica pittorica, offrono l'opportunità di riflettere « senza retorica sui modi e sui tempi della guerra, sulle ragioni  e sui drammi individuali». Altrettanto interessanti sono i dipinti raffiguranti i paesaggi della maremma, tra cui: Viale soleggiato (1870), Uliveto ( 1875-85), Bosco di San Rossore (1890-1900)nei quali ammiriamo l'artista ormai pienamente “macchiaiolo”, ovvero, « cantore della natura sintetizzata mediante stesure cromatiche essenziali ». Alle vedute  paesaggistiche “pure” si  affiancano quelle  «  animate dalla presenza umana » , si pensi, ad esempio, alla tela il Riposo in Maremma (1867) e Le Boscaiole (1878) in cui l'iniziale sperimentalismo della “ macchia”  raggiunge una crescente libertà esecutiva. Notevoli sono anche i pastelli realizzati ai primi del Novecento: Incontro Fatale e  Un incontro , oppure, scene di vita quotidiana sullo sfondo di paesaggi urbani come Viale principe Amedeo a Firenze ( 1880) e L'arrivo dei Barocci (1881). 
La scelta  di  organizzare a  Milano un'esposizione per il più rappresentativo degli artisti  macchiaioli, G. Fattori, conferma  lo stretto legame con  la città sancito dalla collaborazione con la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, che ha messo a disposizione il suo archivio per la ricerche sull'artista livornese. Ed ha permesso la realizzazione di un bellissimo catalogo edito da GAMManzoni edizioni.

sabato 2 novembre 2013

Al 'Lucca Comics' 170.000 presenze in soli tre giorni!

NUMERI DA RECORD PER L’EDIZIONE 2013

Prosegue il più importante festival italiano dedicato a fumetti, giochi, videogiochi, musica e cinema.

Tra i protagonisti della giornata la cantante Cristina D’Avena, l’illustratore Paolo Barbieri e i doppiatori de Lo Hobbit. Domani grande appuntamento al palco per tentare di entrare nel Guinness dei Primati

Lucca, 2 Novembre 2013 – A tre giorni dall’inizio di Lucca Comics & Games il Festival internazionale del fumetto, del gioco e dell'illustrazione raggiunge la cifra record di 170.00presenti.

Tra gli appuntamenti di oggigrande successo per l’illustratore Paolo Barbieri che dopo i grandi consensi ottenuti con “L’Inferno di Dante” ha presentato a Lucca Comics & Games il suo nuovo libro “L’Apocalisse”, con l’eccezionale intervento dello scrittore Valerio Massimo Manfredi.  L’opera di Barbieri rappresenta l’apocalisse biblica rivisitata in stile gotico e fantasy e le illustrazioni in essa contenute emozionano attraverso la potenza delle immagini e la forza del colore. Come sottolinea anche Valerio Massimo Manfredi “Paolo si esprime in maniera davvero straordinaria: è riuscito a smembrare  l’apocalisse, prendendo i dettagli delle sacre scritture e riuscendo poi ad unire tutto con una potenza d’illustrazione incredibile”.

Il disegnatore ha poi omaggiato il film Pacific Rim con un illustrazione dal vivo realizzata all’interno del padiglione Warner Bros. che a Lucca presenta l’ediizone Home Video del film campione di incassi di Guillermo del Toro. All’interno dello spazio sono stati anche presentati i costumi originali del film.

Una folla di fan ha gremito l’Auditorium San Romano accogliendo con un caloroso benvenuto Cristina D’Avena, mito delle sigle dei cartoni tv, che quest’anno al Festival festeggia trent’anni di carriera. Per celebrare questo traguardo la cantante ha presentato il nuovo CD “30 anni e poi…parte seconda”, la cui uscita è prevista per il 19 Novembre con un cofanetto speciale che oltre alle canzoni più famose di Cristina D’Avena, come l’immancabile Kiss me Licia, presenterà varie imperdibili sorprese:  “Nella confezione saranno presenti alcune canzoni inedite che ho deciso di inserire in questo nuovo CD perché mi hanno regalato emozioni uniche e indimenticabili che voglio condividere con i miei fan”  ha dichiarato la cantante, che ha poi concluso: “Sono molto felice di aver dato voce alle sigle di molti cartoni che non saranno mai dimenticate da intere generazioni “.

Da sottolineare infine l’incontro dedicato alla saga de Lo Hobbit con la presenza dei doppiatori italiani di Gollum, Orin e Thorin. Le voci protagoniste della trasposizione cinematografica hanno letto alcunipassi del libro edito da Bompiani a poche settimane dall’arrivo sul grande schermo di “Lo Hobbit: la desolazione di Smaug”. Grande l’entusiasmo degli appassionati che hanno immediatamente riconosciuto i personaggi e apprezzato la lettura dell’opera attraverso le inconfondibili voci dei loro personaggi preferiti.

giovedì 24 ottobre 2013

Intervista a Luca Cavana, patron di Artist Fair


FULL Magazine è uno dei media partner di Artist Fair, evento di prossima nascita con un carattere già molto ben delineato. Da venerdì 25 a domenica 27 ottobre 2013, saremo presenti in fiera con uno stand 'polifunzionale' in pieno stile 'FULL'.
Il nostro spazio, dove regaleremo molte copie della rivista e distribuiremo il catalogo ufficiale della manifestazione, sarà prima di tutto area espositiva dedicata alle tele della serie 'Indagine sull'ombra' firmate da Francesco Zavattari.

Chi meglio del patron di Artist Fair può raccontarci qualcosa in più?
Vi presentiamo Luca Cavana, giovane gallerista con una notevole esperienza alle spalle che, uscendo dai confini della propria galleria di La Spezia, ha voluto imbarcarsi in questo grande progetto. 

Luca, ti va di dirci qualcosa? Raccontaci 'la tua' Artist Fair! A chi si rivolge principalmente Artist Fair?
L’idea di Artist Fair nasce dal confronto con il collega ed ora socio Andrea Brandi (a destra nella foto): volevamo fare qualcosa con gli artisti, dare la possibilità a tanti artisti validi di esporre le proprie opere, farsi conoscere dai collezionisti e dagli addetti ai lavori, dando loro uno strumento valido come lo è la fiera.
Artist Fair si rivolge un po’ a tutti, in primo luogo, l’artista ha la possibilità di confrontarsi direttamente con i collezionisti e gli addetti ai lavori, ai collezionisti che possono confrontarsi e conoscere direttamente l’artista e capire la sua ricerca. Inoltre, i galleristi che verranno a trovarci in fiera avranno la possibilità di scoprire nuovi talenti con i quali intraprendere un nuovo percorso di collaborazione.

In un momento di tale crisi economica e sociale, come si riesce a sviluppare un format interamente incentrato sull'arte?
Innanzi tutto per noi l’arte e passione, siamo consapevoli dei momenti che stiamo attraversando ma siamo altresì convinti  che l’arte sia uno dei tanti veicoli per poter rilanciare l’economia.
Lo sviluppo della fiera è stato comunque possibile utilizzando la nostra esperienza decennale sia come collezionisti che galleristi, quindi stando dalla parte degli espositori e visitatori, conoscendo così le esigenze di tutti.

FULL Magazine è 'allergico' fin dalla propria nascita a tutto quello che è 'burocraticamente e istituzionalmente' limitante. Voi come vi siete trovati? Qual è stato l'approccio delle vostre amministrazioni locali? In che modo le istituzioni hanno recepito l'idea 'Artist Fair'?
Burocrazia limitante? E’ innegabile che delle difficoltà, come tutti, le abbiamo trovate ma siamo riusciti a superarle. In un primo momento, quando abbiamo presentato il nostro progetto, sinceramente non siamo stati capiti come speravamo. Soltanto la Provincia della Spezia  da subito ha sposato la nostra iniziativa concedendo il proprio patrocinio. Con il passare del tempo, anche le altre Istituzioni, visto il nostro impegno professionale e la grande domanda di partecipanti da tutta Italia, ci hanno fatto promesse di collaborazioni future.

Dove vedi il tuo evento di qui ai prossimi anni?
Vogliamo crescere e sicuramente lo faremo, intanto è importante partire bene, Artist Fair diventerà sicuramente un appuntamento annuale qui a La Spezia . Abbiamo pensato fin da subito ad identificare la nostra fiera con un nome generico, proprio per non precluderci la possibilità di spostare Artist Fair in altre città in  periodi diversi da quello spezzino.

Ottimo! Grazie mille e un grandissimo in bocca al lupo!

martedì 22 ottobre 2013

FULL Magazine e Francesco Zavattari ad Artist Fair


Clicca sull'immagine per ingrandirla

Prenderà vita in un ampio stand dedicato all'interno della fiera d'arte Artist Fair, la nuova tappa della serie 'Indagine sull'ombra' di Francesco Zavattari.

Dopo le personali presso la Fondazione Silvestro Marcucci e la galleria La marina del 2012, le dieci tele tornano così a mostrarsi al pubblico.

Dopo l'evento UBIQUA, ancora più presente la rivista FULL Magazine che, attraverso lo spazio espositivo, quale Media Partner, farà omaggio dei propri numeri a tutti gli ospiti di Artist Fair .

Appuntamento quindi dal 25 al 27 ottobre 2013.

Informazioni:

Francesco Zavattari
In collaborazione con FULL Magazine


Indagine sull’ombra
dieciteledieciferitediecisorrisidieciesperienzediecidomandediecirispostediecisperanzedieciannidieciombredieciluci

Presso Fiera d’Arte Artist Fair
Spezia Expò - Via Vittorio Veneto, 28 - La Spezia

mercoledì 9 ottobre 2013

Una piccola anteprima della serie 'UBIQUA'


Mancano pochi giorni al 16 ottobre, giorno della mostra 'UBIQUA'. Dopo l'evento saranno pubblicate le immagini dell'intera 'striscia' composta dalle sei opere per un totale di 6 x 0,5 metri. Ecco intanto un piccolo anticipo video!



INFO:

Mostra – evento 'UBIQUA' di Francesco Zavattari
“30 anni . 6 opere . 6 città . 3 paesi . 1 solo giorno . 16 ottobre”
Madrid, Malta, Roma, Lucca, Lecce, Firenze

16 ottobre 2013 8:30 / 24:00

Location:
Madrid: Corral de la Moreria, Calle Morería 17
Malta: Hotel Ta’ Cenc & Spa, Cenc Street, Sannat SNT9049, Gozo
Roma: Il mondo dell'arte, Palazzo Margutta, via Margutta 55
Lucca: Lelemento Bistrot, via Francesco Carrara 18
Lecce: Libreria del Sole - Studio bibliografico restauro carta, via Francesco Rubichi 14
Firenze: A.N.G.E.L.O. Vintage Clothing, via dei Cimatori 25/R

Curatrice: Silvia Cosentino

Project Advisor: Luca Manno

Local Advisor: Madrid:  Marisa González / Malta: James Zammit / Roma: Anna Belperio /  Lucca: Lele e Kika Santini / Lecce: Diego Símini - Nico Maggi / Firenze: Costanza Spinetti - Angelo Barbato

Fotografo: Paolo Cerri
MEDIA-Partner: FULL Magazine - www.4rum.it

martedì 8 ottobre 2013

Janice Mehlman - Intervista esclusiva


Ottavia Sartini intervista Janice Mehlman in esclusiva per FULL Magazine 

Janice Mehlman è una fotografa americana di fama internazionale, citata sui libri di fotografia per gli interessanti esiti raggiunti negli anni’80, momento culminante della sua carriera artistica. Oggi affianca alla sua attività di fotografa quella di Direttrice del Dipartimento Artistico al Kingsborough Community College della City University di New York dove è titolare della cattedra di Fotografia. Musei, gallerie e collezioni d’Europa e d’America hanno le sue foto in esposizione. E fino al 13 ottobre saranno eccezionalmente esposte presso LABottega di Marina di Pietrasanta nella mostra dal titolo “Janice Mehlman. Trascending Illusion”, a cura di Serena del Soldato e prefazione al catalogo di Valentina Fogher.

Janice, sei una fotografa ormai affermata ma come hai iniziato?
Io ho studiato arte, dipingevo, e i miei soggetti preferiti erano le persone, i loro volti. Poi ho iniziato a seguire un corso di fotografia e così ho cominciato scattando ritratti; mi è subito sembrato molto più diretto, più preciso, riprodurre un volto fotografandolo anziché dipingendolo. Perciò le mie prime fotografie sono ritratti. Strano, se pensi che ora il mio lavoro è tutto astratto!

Ecco, come è avvenuto il passaggio dai ritratti alla fotografia astratta per la quale ti conosciamo? 
Come ti dicevo all’inizio ho fatto ritratti, per due anni ho fotografato persone, anche in ambienti, in diversi contesti e poi quando ho approfondito lo studio della storia dell’arte e della fotografia ho continuato a fotografare persone ma magari dall’alto, e con punti di vista insoliti da cui potevano venire fuori interessanti giochi di luce/ombra. Mi sono concentrata e appassionata a questi giochi, li ho sviluppati al punto che piano piano le persone sono uscite completamente dalle mie fotografie. Poi ho messo insieme questa mia ricerca di luci e ombre con la mia passione per le architetture, per le geometrie, gli interni e gli esterni architettonici ed è così che il mio lavoro è diventato astratto.

La tua carriera è trentennale, da esperta di bianco e nero su pellicola sei arrivata fino alla stampa digitale, e a fare lavori di assoluta novità e contemporaneità…
Non ho mai abbandonato il mio amore per l’astrazione e per l’architettura ma chiaramente il mio lavoro è sempre stato ed è tutt’oggi  in evoluzione, cambia, dipende dalla vita. Ti faccio un esempio: io ho lavorato più di vent’anni in camera oscura diventando un’esperta, appunto, di bianco e nero ma ad un certo punto negli anni ’80 ho sentito la necessità di inserire nei miei lavori il colore e mi sono scontrata con una tecnica di stampa che allora non mi soddisfaceva sufficientemente. Fu per questo che decisi di stampare in b/n e dipingere, in un secondo momento, sulle foto!  Lavoravo con colori ad olio e lasciavo comunque che i b/n rimanessero prevalenti nell’immagine.  E’ stato grazie a questi lavori che ho ottenuto una certa fama e sono citata in diversi libri di storia della fotografia. 

Oltre ad essere una fotografa di successo sei anche madre. Quanto e come per una artista donna influisce la nascita di un figlio sulla propria arte?
Mia figlia Elena è comparsa in alcuni miei lavori. Quando lei era appena nata, era il ’96, io avevo questa bambina piccolissima con me, stavamo molto in casa, era difficile uscire, quindi ho cominciato a lavorare guardando il suo corpo. Quelle pieghette tipiche dei neonati le ho fotografate e fotografate, dai piccoli dettagli della sua pelle ho ricavato delle astrazioni. Erano risultati simili a quelli ottenuti con i miei lavori di geometrie e architetture però ero partita dal quel corpicino paffutello! A questo progetto ho continuato a lavorare fino ai quattro anni di mia figlia, poi il suo corpo è, chiaramente, cambiato e non si adattava più al mio lavoro per come l’avevo impostato e oltretutto lei cresceva e non stava più ferma ad aspettare che io scattassi!

E i lavori che vediamo esposti in mostra a LABottega di Marina di Pietrasanta, astratti, colorati e creati lavorando con Photoshop quando e come arrivano?
Ho iniziato a lavorare col digitale nel 2000. Io non sono un’esperta di Photoshop, inizialmente lavoravo ‘appoggiandomi’  ad una ditta per la stampa digitale; fotografavo su pellicola, poi le immagini venivano scannerizzate e stampate, sempre b/n, su una water color photographic paper, la mia carta preferita, bellissima, e perfetta per il mio lavoro. Ho iniziato a rendermi conto di quanto la tecnologia fosse avanzata e quindi ormai adatta a soddisfare i miei bisogni. Ho iniziato a lavorare col colore e a scannerizzare diapositive e la mia prima foto digitale è del 2005! Da allora ho continuato a lavorare col colore, ho comprato una grande stampante tutta per me, ho cominciato ad imparare tutta la tecnologia, il funzionamento, perché preferisco avere il pieno controllo del processo nelle mie mani anziché affidarmi alle spiegazioni di qualcun altro.

Sul catalogo della mostra si legge di un viaggio in Marocco che è stato molto importante per l’evoluzione della tua ricerca fotografica…
Sì in Marocco ho fatto diverse foto di moschee che una volta stampate sembravano immagini di fogli di carta ondulati in movimento più che architetture…..c’è stato chi vedendole mi chiedeva se quelle ‘cose’ esistessero davvero o se erano mie creazioni e io incredula rispondevo banalmente: “Mah, io fotografo cose che esistono!” Sembrava un qualcosa di leggero come la carta in volo, ma quello era pietra, cemento! Ho iniziato a lavorarci su, l’idea era quella di partire da scarti di cartoncino che avevo in studio, così volatile, leggero, e ottenere un senso di concretezza, lo stesso del cemento! I primi esiti sono state visioni simili all’architettura del Museo Guggenheim, ma era carta! In quel periodo poi stavo molto in casa e così lavoravo molto nel mio studio proprio con ritagli di carta, o dei margini delle mie fotografie;  gli ho montati insieme con Photoshop, che si è rivelato perfetto per prendere un dettaglio, una porzione di immagine e inserirla, sovrapporla, accostarla ad un’altra. Il problema dello stacco secco tra una visione e l’altra che già avevo incontrato nelle composizioni degli anni ’90 era risolto! Sono nate così le serie in orizzontale presenti in mostra a LABottega.

Poi ci sono delle fotografie dove intravediamo dei vetri rotti, come in Crossing Paths, Bordering Realty, Shattered Illusions. Sono molto forti, emozionanti, si percepisce il desiderio di un oltre, di una via di fuga…
Si, quello era un periodo molto brutto e difficile per me, mia madre stava morendo ed io stavo malissimo ed ho iniziato a guardare questi vetri rotti, oggetti rugginosi che erano la metafora di come io mi sentivo. La vita spezzata, il dolore, quello che stava accadendo nella mia vita somigliava a quei vetri. D’altronde quello che accade nella mia vita è sempre in qualche modo ‘uscito’ nei miei lavori. E allora ho cercato di trovare qualcosa di bello anche in queste visioni  ed è nata tutta questa serie che fra l’altro molti hanno preferito rispetto ai miei lavori precedenti; più cerebrali, geometrici i primi, pieni di tensione, di tristezza questi. 

La serie in cui giochi con luci e ombre create dalla trama traforata di un semplice cestino è molto divertente e l’idea è geniale!
Sì, questa serie è molto più felice e l’idea è nata grazie ad una mia amica; la foto più rappresentativa è Hope. Ma è anche vero che io ero in un momento molto buono e avevo voglia di lavorare coi colori, volevo esprimere felicità, gioia di vivere.  

Vivi a metà tra Pietrasanta e New York. Com’è vivere e lavorare in due paesi così diversi?
Qui a Pietrasanta la vita è molto più tranquilla, inutile dirlo, e io e la mia famiglia abbiamo bisogno di questo.
Io amo New York , io amo quella vita frenetica, io vado ogni settimana a vedere arte: a New York ci sono 400 gallerie d’arte. Vado spesso a Chelsea che è davvero un quartiere pieno di idee, tante volte non vedo niente di troppo interessante ma basta vedere una mostra a settimana che mi possa dare uno spunto, mi faccia scattare qualcosa. Questo è essenziale per un’artista, ricevere molti stimoli e New York è perfetta per questo. Però quando sono là non ho molto tempo per andare a fare foto. La mia vita là è molto più dentro casa, stampo, lavoro al pc. La mia vita in Italia invece è molto più fuori, perché passiamo qui l’estate e anche se veniamo in inverno non è molto freddo; inoltre quando sono in Europa vado molto più spesso a fare foto, quando viaggio sono molto disponibile a vedere nuove cose e scattare. Qua in Italia poi la luce è stupenda, quando entra nel mio studio e crea quei giochi favolosi, ahhh…bellissimo; anche qui, nel chiuso del mio studio di Pietrasanta, ho scattato molto. Diciamo che in America non ho abbastanza tempo per creare come in Italia! 

Si perché tu insegni anche Fotografia a New York, sei quindi costantemente a contatto con giovani aspiranti fotografi e appassionati. Cosa consiglieresti ad un giovane fotografo?
Io ti dico la verità, non è facile guadagnare facendo un lavoro artistico. Però sono anche convinta che nella fotografia ci sia il modo di guadagnare, anche perchè la puoi usare in tutta la vita. Io insegno fotografia a questi ragazzi che la utilizzano in vari campi lavorativi, ognuno certo, deve trovare la propria strada. Però se si vogliono fare i soldi questa non è la strada - Poi se si riesce a guadagnare meglio.  Io, per esempio, insegno, ed è un’attività che amo, amo stare a contatto con questi giovani da cui imparo sempre qualcosa di nuovo, ma questo è anche un modo per sentirmi libera dal dover vendere i miei lavori per vivere. Cioè io non voglio fare foto per vendere, perché ho bisogno di quei soldi per vivere, io voglio fare la mia arte e stop. Vorrei certo che il pubblico apprezzasse sempre di più i miei lavori ma non voglio dipendere dalle vendite, non voglio dover vivere con questo.

Tra le tue fotografie ce n’è una che ami più delle altre, alla quale sei particolarmente legata?
C’è una foto che ho fatto nell’82. È sempre rimasta molto importante nella mia carriera, fatta da sotto una scala in un palazzo a Pietrasanta . Tutte le volte che guardo questo lavoro mi sembra sempre contemporaneo, potrebbe essere una foto scattata ieri e questo mi piace molto.

Tra tutti gli artisti che New York propone tra musei, gallerie e fiere,  ce ne è qualcuno i cui lavori ti hanno colpito particolarmente?
Ricordo di aver incontrato uno giovane fotografo a New York, John Cyr, che mi ha molto colpito. Lui ha fatto una serie di fotografie delle vasche di sviluppo di alcuni importanti fotografi tra cui Emmet Gowin, Edward Mapplethorpe, Joel Peter Witkin, Elliot Erwith, George Eatsman e altri. Ha fatto le foto dritte alle vasche, da sopra, ed ognuna risulta diversa dall’altra, bianca, rossa, nera, per i residui dei Sali d’argento lasciati nell’acido. E’ un lavoro di grande eleganza, sembrano quadri. Un’idea geniale di una bellezza davvero commovente. 
Un altro fotografo interessante è Gregory Scott. Mi colpì molto il suo lavoro che riproduce una stanza dove all’interno c’è un quadro che in realtà è un video che trasmette la stessa scena rappresentata dalla foto. E’ come un gioco di matriosche, di foto nella foto, e di video. E’ una cosa magica, lui gioca con gli spazi, con la fotografia e le animazioni video, davvero originale. 

Un fotografo invece già affermato che stimi, di cui apprezzi sinceramente il lavoro?
Beh io ho molti amici e amiche artisti e fotografi con i quali mi incontro spesso per discutere dei nostri lavori e che sono miei preziosi consiglieri, come anche mio marito che è scultore ed è il mio primo critico! E mia figlia che ha un ottimo occhio e mi dice sempre se un lavoro le piace o no…anche se io so subito quando un mio lavoro è buono o no! 
Ma c’è Massimo Vitali, un fotografo che mi piace molto, io l’ho visto crescere professionalmente e lo conosco molto bene. Ricordo quando ha iniziato la serie delle spiagge stampando in piccoli formati e il grande impatto che gli stessi lavori hanno ottenuto con le stampe in grande formato. I dettagli delle persone, il bianco che viene fuori dai suoi lavori, io sono rimasta commossa dalle sue fotografie. E in molti lo stanno copiando, anche tra i fotografi affermati, e questo vuol dire che lui ha lasciato il segno, l’idea è venuta da Massimo.

Nuovi progetti?
Io devo sempre continuare la cosa che ho fatto prima per trovare la prossima. E’ difficile dire di preciso cosa verrà fuori dalle mie idee, è il lavoro che mi guida, di solito scopro dove mi porta nel momento stesso in cui questo accade.

La pubblicazione delle opere è stata autorizzata dall'autrice stessa attraverso LABottega - Spazio per la fotografia, gentile fornitrice delle immagini

Pollock e gli irascibili a Milano

Dal 24 settembre 2013 al 16 febbraio 2014 a Palazzo Reale di  Milano è in mostra Jackson Pollock e i suoi “irascibili”.L’esposizione propone l’Espressionismo astratto degli artisti americani dagli anni Quaranta agli anni Sessanta,  periodo in cui  l’arte si rivoluziona scoprendo nuovi mezzi espressivi  e spostando  definitivamente l’asse culturale mondiale dall’Europa all’America.  

Autore: Roberta Fameli

L’autunno milanese ha da poco avuto inizio con la bellissima mostra dedicata a Jackson Pollock e “gli irascibili” a cura di Carter Foster con la collaborazione di Luca Beatrice. Ma chi erano gli irascibili? Ebbene è con questo nome che  un gruppo di 18 artisti fu definito  in seguito alla protesta che inscenarono contro il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel gruppo degli irascibili c’era Pollock,ma non solo: anche Rothko, De kooning,Kline e tanti altri che con il loro n uovo modo di interpretare la tela – intesa come uno spazio per la libertà di pensiero e d’azione dell’individuo- diedero scuola alla cosiddetta “Scuola di New York” che travolse l’Arte Moderna di tutto il mondo. L’action painting di Pollock si impose da subito, infatti, come un’arte di protesta e di sfogo che non rinnega l’arte europea, bensì la sviluppa dal punto di vista sensoriale, spaziando  dalla Scuola di Parigi al Surrealismo di Kandinsky, approdando ad un minimalismo che sarà poi la base della Pop Art e di Andy Warhol.Una rivoluzione che travolgerà anche l’ Europa alla ricerca di una nuova identità: basti pensare a Lucio Fontana che taglia la tela per sfondare lo spazio bidimensionale.  Per apprezzare fino in fondo la mostra di Palazzo Reale di Milano “Pollock e gli irascibili” bisogna immergersi nella cultura americana di quei tempi: opere come “Sulla Strada” di Jack Kerouac, “Urlo” di Allen Ginsberg, “Il giovane Holden” di Salinger, oppure , nel campo cinematografico, Marlon Brando in “Fronte del Porto” o “Il selvaggio”, James Dean nel “La Valle dell’Eden”. Naturalmente, all’inizio, gli “irascibili” furono boicottati dai circoli culturali e dalle gallerie istituzionali che non accettavano questa rivoluzione. Soltanto con il passare del tempo si comprese la svolta epocale impressa da Pollock all’arte: l’uso del colore puro e dello sgocciolamento (dripping) ,il bisogno di gettar via il cavalletto e dipingere sul pavimento indicano una cesura con il passato e la necessità di esprimere liberamente la propria creatività. 
La mostra comprende 60 capolavori provenienti del Whitney Museum di New York tra cui la celeberrima opera Number 27 di Pollock: una tela dipinta a olio,smalto e pittura d’ alluminio  di dimensioni straordinarie  - 3 metri di lunghezza -  estremamente fragile e difficile da trasportare a cui, per tute queste ragioni, Palazzo Reale dedicherà un’intera sala. L’opera realizzata nel 1950, può considerarsi  il manifesto creativo dell'artista americano. La Number 27 – chiamata così perché era la ventisettesima pittura a realizzare quell’anno-   rappresenta l’apice del periodo “drip”. Altre opere celebri che Milano ha l’onore e il piacere di ospitare ricorderemo Mahoning, ( olio su carta) dipinto da Franz Kline nel 1956: poche pennellate decise e morbide compongono sul foglio un mondo  irregolare e in bianco e nero. Untitled (Blue, Yellow, Green on Red) , di Mark Rothko,: Woman Accabonac di Willem de Koonig, David Smith in Hudson River Landscape ,le geometrie di Barnett Newman fino alle figure morbide di William Baziotes, The Crest di A. Gottlieb, Senza Titolo di Clyfford Still.  A completare la mostra, voglio citare un dato di costume messo in evidenza dal curatore della mostra Luca Beatrice: «nel 1951 la rivista Life pubblicò una foto emblematica, scattata da Nina Leen: ritraeva 15 dei 18 irascibili vestiti da banchieri». «Nell'album fotografico della storia dell'arte,quello degli Irascibili è tra gli scatti più famosi. (...) E gli Irascibili, nonostante l'aspetto tutto sommato bonario, sono "tecnicamente" arrabbiati. Tanto da fare fronte comune, lavorare insieme, condividere successi ed eventuali difficoltà in maniera compatta». 

giovedì 3 ottobre 2013

"Ancora cinque minuti" - partito il crowdfunding per il nuovo progetto Middle Crossing



"Ancora cinque minuti" Quante volte nella vita l'avete detto? Un'infinità, immagino. Questa è la mia ultima volta.
Un uomo.
Un film. In breve?
Una storia.

Ancora Cinque Minuti è il nuovo film di Lucio Laugelli, già coautore de La Conseguenza di Te e numerosi altri audiovisivi. Il lavoro è prodotto dalla casa di produzione indipendente Middle Crossing, progetto parallelo di Paper Street, di cui Lucio Laugelli è direttore.

Per fare un ulteriore salto di qualità dal punto di vista non solo artistico ma anche della diffusione della pellicola, delle professionalità coinvolte, delle dotazioni tecniche, della qualificata e ampia troupe Middle Crossing ha deciso per la prima volta di presentare un progetto di crowdfunding tramite Eppela, il sito internet italiano leader nella gestione delle campagne di finanziamento dal basso.

Se la rete è stata fin dalla nascita di Middle Crossing il principale veicolo attraverso cui abbiamo lanciato al pubblico i nostri lavori, raccogliendo via via consensi e soddisfazioni oggi alla Rete ci rivolgiamo per coinvolgere i nostri stessi spettatori, coloro che ci seguono e tutti quelli che possono essere interessati alla causa del cinema indipendente per trovare le risorse necessarie a fare un ulteriore passo avanti. Il crowdfunding è un modello di finanziamento dal basso, partecipativo e sociale che permette a chiunque di donare una cifra a propria scelta in cambio di una “ricompensa” stabilita a priori, si va dal nome nei titoli di coda alle copie del film all’accreditamento come Produttore. Tutte le offerte saranno significative proprio perché simboliche di un’attenzione e di una partecipazione che speriamo sia il più possibile larga e condivisa perché significherà avere tanti creatori in più intorno al nostro progetto.

Intanto, in questa fase di preproduzione, siamo già orgogliosi di poter annunciare che tra le professionalità coinvolte in Ancora cinque minuti ci sarà, come Guest Star e Art Director, Sergio Pappalettera, fondatore dello Studio Prodesign, realtà attraverso la quale ha stretto collaborazioni con alcuni tra i più grandi artisti italiani realizzando le cover per le loro produzioni discografiche. Negli anni ha stretto un lungo e prolifico sodalizio professionale con Lorenzo Jovanotti Cherubini e collaborando, tra gli altri, con Franco Battiato, Francesco De Gregori, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Fabrizio De André oltre che con Sony, Universal, Emi Music e Rizzoli. Cosa fareste voi avendo solo cinque minuti? Noi vogliamo farci un film, a voi chiediamo quel tempo, sono solo cinque minuti, e, se vi convincerà, il costo di un drink per poterlo realizzare

venerdì 27 settembre 2013

UBIQUA - Sei città, tre paesi, un solo giorno.

FULL Magazine e 4rum.it sono media partner dell'evento artistico 'UBIQUA' che vede protagoniste le opere del nostro direttore editoriale.

COMUNICATO STAMPA

Il 16 ottobre 2013 Francesco Zavattari esporrà contemporaneamente in sei città fra Italia, Malta e Spagna attraverso l'evento 'UBIQUA'.

A undici anni dalla sua prima personale e a dieci mesi dall'ultima, il giovane artista lucchese Francesco Zavattari torna a proporre il proprio lavoro attraverso un format innovativo: sei opere esposte in sei contesti differenti di altrettante città dislocate in tre diversi paesi. Il tutto per un unico giorno. L'appuntamento è infatti per il 16 ottobre prossimo, quando sei tele inedite dell'artista toscano caratterizzeranno la serie e l'evento unico nel suo genere UBIQUA.

Da un suggerimento del Project Advisor Luca Manno, le opere, della dimensione di 50x100 cm, formeranno un'unica 'striscia' in grado di collegare virtualmente le splendide location coinvolte: Firenze, Lecce, Lucca e Roma per l'Italia, Madrid per la Spagna, l'isola di Gozo per Malta.

A esporre le opere sei luoghi illustri, completamente diversi fra loro, ma uniti dalla comune passione per l'arte e lo sviluppo della cultura: nel pieno centro di Firenze una delle opere sarà esposta attraverso le vetrine dell'importante boutique A.N.G.E.L.O. Vintage Clothing, un modo efficace per unire l'abbigliamento alla variopinta poetica visiva del pittore.
Lecce ospiterà l'evento grazie alla rinomata Libreria del Sole, Studio bibliografico restauro carta, dove i frenetici disegni di Zavattari si mescoleranno a un mondo di pacatezza fatto di antichissimi libri e stampe d'epoca, per cui la libreria salentina è nota a livello internazionale.
Lucca, che ha spesso ospitato l'opera del suo artista, lo fa stavolta attraverso uno dei propri locali più carismatici, il ristorante Lelemento Bistrot. Qui, da poche settimane, un intervento permanente di Zavattari su parete caratterizza l'intero atrio, la stessa parete che farà da cornice all'opera inedita proposta il 16 ottobre.
UBIQUA toccherà poi il salotto di Roma entrando a Palazzo Margutta, nell'omonima via famosa nel mondo per le sue 'botteghe d'arte', a pochi metri dalla fontana degli artisti. Qui si trova la galleria Il mondo dell'arte di Elvino Echeoni e Remo Panacchia, da sempre impegnata nella promozione di numerosi e meritevoli artisti, attraverso mostre personali e collettive allestite nei suoi oltre cento metri quadri di spazi espositivi.
Lasciando l'Italia troviamo Malta e la sua splendida isola di Gozo, dove l'opera di Zavattari sarà esposta presso uno dei più prestigiosi alberghi del paese, sensibile, come l'intera isola, a eventi artistici di livello internazionale: l'Hotel Ta’ Cenc & Spa.
Conclude la lista dei luoghi coinvolti Madrid, una delle città cui l'artista è maggiormente legato e in cui il proprio lavoro sta trovando maggiore sviluppo. Qui, lo storico Corral de la Moreria, che da anni le principali guide indicano come el tablao Flamenco más Famoso del Mundo, sarà l'unica location a ospitare non solo una delle sei tele, ma anche l'artista stesso durante l'evento.

Particolarità assoluta di UBIQUA è, come detto, la sua cifra effimera, considerando che l'esposizione avverrà per scelta durante la sola giornata di mercoledì 16 ottobre. Coordinato da Silvia Cosentino, si tratta di un progetto articolato, che ha richiesto uno sforzo organizzativo senza precedenti relativamente al lavoro di Zavattari. Nella propria complessità UBIQUA sposa le caratteristiche del dinamismo insito in ogni tela del giovane designer. 

Come si legge in una recente critica di Valerio Evangelisti, fra i massimi scrittori italiani: 'In Francesco Zavattari nulla è stabile. È il poeta della frenesia, della ricerca inquieta, delle sensazioni laceranti, dell’incertezza. I suoi orologi dovrebbero fissare un attimo “fuggente ma bello”, come quello ricercato da Faust. Solo che sono instabili a loro volta, non riescono a congelare un istante preciso, travolti e deformati dal tempo stesso che segnano. Zavattari dipinge lo smarrimento di fronte a ritmi troppo veloci per cristallizzare le percezioni. È la descrizione di un’esperienza, peraltro non solo sua.'

Il mese di ottobre sarà caratterizzato da un vero e proprio 'giro del mondo' delle opere di Zavattari. Oltre al progetto UBIQUA e alle sue sei tele, infatti, un'opera di videoarte inedita dal titolo 'Let's clean it up' verrà proiettata dall'8 al 31 ottobre presso Ambasciate e Istituti Italiani di Cultura di capitali quali San Paolo, Chicago, Toronto, Tokyo, Pechino, New Delhi, Istanbul e San Pietroburgo. In questo caso il 'contenitore' sarà quello della kermesse 'The world in rolls', prodotta dal museo Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art e curata da Maurizio Vanni, in occasione di IT's Tissue World Tour.

Concluderà questa ampia e importante tranche espositiva la presenza della serie 'Indagine sull'ombra' presso uno stand dedicato nell'ambito di Artist Fair, fiera d'arte che si terrà a La Spezia dal 25 al 27 ottobre.

INFO:

Mostra – evento 'UBIQUA' di Francesco Zavattari
“30 anni . 6 opere . 6 città . 3 paesi . 1 solo giorno . 16 ottobre”
Madrid, Malta, Roma, Lucca, Lecce, Firenze

16 ottobre 2013 8:30 / 24:00

Location:
Madrid: Corral de la Moreria, Calle Morería 17
Malta: Hotel Ta’ Cenc & Spa, Cenc Street, Sannat SNT9049, Gozo
Roma: Il mondo dell'arte, Palazzo Margutta, via Margutta 55
Lucca: Lelemento Bistrot, via Francesco Carrara 18
Lecce: Libreria del Sole - Studio bibliografico restauro carta, via Francesco Rubichi 14
Firenze: A.N.G.E.L.O. Vintage Clothing, via dei Cimatori 25/R

Curatrice: Silvia Cosentino

Project Advisor: Luca Manno

Local Advisor: Madrid:  Marisa González / Malta: James Zammit / Roma: Anna Belperio /  Lucca: Lele e Kika Santini / Lecce: Diego Símini - Nico Maggi / Firenze: Costanza Spinetti - Angelo Barbato  

Fotografo: Paolo Cerri
MEDIA-Partner: FULL Magazine - www.4rum.it

giovedì 26 settembre 2013

I 'monumenti del pensiero' senza tempo di Nina Surel


NINA SUREL
Monumenti del pensiero senza tempo
a cura di Christian Caliandro

Inaugurazione Sabato 28 Settembre 2013 ore 18:30 
28 Settembre – 30 Novembre 2013

Via Santa Giustina 21 - Piazza San Matteo 3, Lucca

La galleria Claudio Poleschi Arte Contemporanea è lieta di annunciare la mostra personale in Italia dell'artista di origini argentine Nina Surel.
L'ampia selezione di opere - allestite nella suggestiva chiesa di San Matteo e negli spazi della galleria - ne comprende alcune appartenenti alle nuove, inedite serie Madonnas and Child e Byzantine, oltre ad altri lavori tutti di grandi dimensioni e caratterizzati sempre dalla fusione accuratissima di materiali, la stessa che contraddistingue il poema Navigando verso Bisanzio (1928) di William Butler Yeats da cui è tratto il titolo della mostra: "Quello non è un paese per vecchi. I giovani / abbracciati l'uno all'altro, gli uccelli sugli alberi / - ah queste generazioni morenti intenti a cantare / cascate di salmoni e mari affollati di sgombri / carne, pesce, o uccelli, lodano per tutta l'estate / ciò che è generato, che nasce, e che muore. / Rapiti in quella musica dei sensi, tutti trascurano / i monumenti del pensiero senza tempo."

Nei dipinti la tecnica mista spinta fino alle sue conseguenze estreme configura una strategia volta a rendere sfumati i confini tra realtà e finzione, attraverso la stratificazione di tecniche - fotografia, pittura, alterazione digitale, assemblaggio - e di oggetti: porcellane, bottoni, stoffe, gioielli. L'accumulazione conferisce a queste opere un peculiare tratto decadente, ossessivo, esorbitante; l'artista stessa diventa l'oggetto e il soggetto di questa trasformazione - un materiale tra i materiali, recitando i ruoli dei singoli personaggi all'interno della narrazione e mutando continuamente sembianze.

Il sovraccarico fa sì che queste opere sporgano sempre, con audacia e temerarietà, la propria identità verso il dominio del kitsch, ottenendo in cambio la creazione di mondi perturbanti che sfidano lo spettatore: la duplicazione, la replica, il rispecchiamento e il riconoscimento sono le funzioni principali di questo processo.

La resina congela tutti gli elementi e le relazioni, colando su figure paesaggi oggetti come una pellicola: l'equilibrio artificiale dei piani si è cristallizzato definitivamente nel tempo e nello spazio.

Nina Surel, nata e cresciuta a Buenos Aires (Argentina), vive e lavora a Miami dal 2001. Ha studiato presso la Facoltà di Architettura e Pianificazione Urbana dell'Università di Buenos Aires e presso l'Art Institute di El Teatro (Buenos Aires). Le sue opere sono state esposte presso istituzioni, gallerie e fiere d'arte negli Stati Uniti e in Sud America - tra cui il Naples Museum of Art, l'Art & Culture Center di Hollywood e le fiere artistiche di Buenos Aires, Chicago, New York, Miami e Londra. Ha ricevuto recensioni su pubblicazioni nazionali e internazionali, ed è Artist-in-Residence presso l'ArtCenter South Florida.

giovedì 19 settembre 2013

'IT’s Tissue' in tour!


IT’s Tissue – The Italian Technolgy Experience
AL VIA IL TOUR INTERNAZIONALE
Dall’8 al 31 ottobre 2013

Un ciclo di 8 show conference dal titolo 
“Tecnologia, Cultura e Turismo: marketing non convenzionale 
per un nuovo modo di comunicare il Made in Italy. 
Il caso di IT’s Tissue – The Italian Technology Experience”

Conferenza stampa di presentazione del World Tour: mercoledì 18 settembre 2013

Lucca, 18 settembre 2013 – Dopo il grande successo di IT’s Tissue – The Italian Technology Experience, a Lucca dal 22 al 30 giugno 2013, l’8 ottobre partirà IT’s Tissue World Tour, un ciclo internazionale di 8 show conference dal titolo “Tecnologia, Cultura e Turismo: marketing non convenzionale per un nuovo modo di comunicare il Made in Italy. Il caso di IT’s Tissue – The Italian Technology Experience”. 

Il tour, che si concluderà il 31 ottobre, farà tappa in otto prestigiose sedi istituzionali nel mondo per raccontare come l’eccellenza dell’impresa italiana unita alla cultura, al territorio e a progetti di marketing non convenzionale possa trasformarsi in un mezzo originale per far riscoprire il Made in Italy.
Sono state selezionate otto importanti città legate ai paesi di interesse delle aziende del tissue, e in grado di creare forme di incoming turistico ed economico verso la regione Toscana: San Paolo, Chicago, Toronto, Tokyo, Pechino, New Delhi, Istanbul, San Pietroburgo.
Alle 8 show conference interverranno:
Maurizio Vanni, IT’s Tissue Project Manager
Michela Cicchinè, IT’s Tissue Executive Coordination
Carol Lucchesi, International Trade and Promotion Manager - Luccapromos
un rappresentante della Rete Tissue ITaly

Questo è il calendario ufficiale degli appuntamenti dall’8 al 31 ottobre:

8 ottobre, 9:30 - Edificio Itália
Av. São Luis, 50 - Edificio Italia, 2º  piano del Circolo Italiano, San Paolo – Brasile

10 ottobre, 18:00  -  Istituto Italiano di Cultura
500 North Michigan Avenue, Suite 1450, Chicago, Illinois 60611, USA

15 ottobre, 18:30 - Istituto Italiano di Cultura
496 Huron St., Toronto, Ontario M5R 2R3 - Canada

18 ottobre, 15:30 – Ambasciata Italiana
2-5-4 Mita, Minato-ku, Tokyo 108-8302 - Giappone
  
21 ottobre, 15:00  - Istituto Italiano di Cultura
San Li Tun, Dong Er Jie 2, 100600 Pechino – Cina

25 ottobre, 18:00 – Centro Culturale dell’Ambasciata Italiana 
50-E Chandragupta Marg (entrata da Nyaya Marg), Chanakyapuri, New Delhi 110021 - India

30 ottobre, 11:00 - Istituto Italiano di Cultura
Meşrutiyet Caddesi no:75 Tepebaşı, Beyoğlu, 34430 Istanbul - Turchia

31 ottobre, 17:00 -  Istituto Italiano di Cultura
Teatralnaja ploschad, 10 - San Pietroburgo, 190068 - Russia 

Ad ogni incontro saranno utilizzati  strumenti diversi di comunicazione con l’obiettivo di coinvolgere ed emozionare i partecipanti. Sarà allestita la Mostra fotografica “La storia della carta”, con testo di Renzo Sabbatini e foto di Roberto Giomi, e saranno proiettati il Video-documento “IT’s Tissue. The Italian Technology Experience”, corto di 5 minuti che riassume l’intero evento lucchese e le 12 Open house, e il Video virale “Se lo puoi sognare… lo puoi avere”, a cura di Francesco Zavattari, che allude all’investimento in tecnologia delle industrie della rete Tissue Italy. 
Non mancherà una kermesse di video-arte “The World in rolls”, prodotta dal Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art: 6 video-artisti (Francesco Attolini, Christian Balzano, Luca Gaddini, Massimiliano Galliani, Maria Antonietta Scarpari, Francesco Zavattari) che interpretano il proprio rapporto con il mondo o con il loro personale mondo attraverso la carta tissue. 
A chiudere i Video promozionali sulla Toscana legati all’incoming turistico e all’incentivazione degli investimenti stranieri sul territorio.

IT’s Tissue World Tour, ideato dal Project Manager di IT’s Tissue, Maurizio Vanni, è realizzato in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri, ICE, Enit, Regione Toscana, con il sostegno economico di Toscana Promozione e Camera di Commercio di Lucca, e il coordinamento esecutivo di Luccapromos e MVIVA.

IT’s Tissue – The Italian Technology Experience, dal respiro internazionale e dall’approccio interdisciplinare, è stato creato dalla Rete Tissue Italy che riunisce 12 aziende metalmeccaniche per la carta tissue con l’obiettivo di valorizzare e accrescere collettivamente la reputazione di eccellenza di questo distretto industriale all’avanguardia nelle tecnologie, mostrandone a livello mondiale l’importante know-how e le potenzialità di sviluppo e innovazione.

La prima edizione ha riportato ottimi risultati : ha visto la partecipazione di oltre 700 partecipanti di 317 aziende provenienti da 70 paesi del mondo con tutti e cinque i continenti rappresentati.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito all’evento “IT’s Tissue – The Italian Technology Experience”, quale suo premio di rappresentanza, la Medaglia del Presidente della Repubblica, riconoscendone il valore.


Per informazioni:
Sito evento:www.itstissue.com  e-mail: segreteria@itstissue.com
Adele Bandera AE Comunicazione d’Impresa | Gruppo Aegis Media
Via Bracco, 6 | Milano | Italy 20159 Ph +39 02 87334.951 | Fax +39 02 87334.016 Email: adele.bandera@aemedia.it
Francesca Pelagotti Fcomm V Pinamonte da Vimercate 6 Milano 20121 
T +39 02 36586889 Email: francescapelagotti@fcomm.it

domenica 15 settembre 2013

10.09.2013 - Il tempo è un’emozione…


Lelemento bistrot, fra i locali più carismatici di Lucca, presenta in via permanente un’opera del direttore editoriale di FULL Magazine, Francesco Zavattari. 

Autore: Lorenzo Ricciarelli - Responsabile architettura di FULL Magazine

Oltre alle tre dimensioni, ne esiste una quarta… il tempo. Il tempo che ti puoi concedere nel sorseggiare un drink, masticare qualcosa, scambiare due parole con chi ti è vicino, ascoltare della musica e puntare gli occhi sulle pareti di un locale… il colore è accattivante. Trasparenze, luci ed ombre incuriosiscono.. Si entra nella spazio-tempo di un microcosmo interattivo. Senza neppure che tu te ne accorga allora al centro della tua stessa riflessione c’è lo spazio, ma non si tratta di uno spazio geometrico e calcolabile, definito dai muri… bensí di uno spazio esperenziale,  vissuto e acclamato da una folla di rimembranze… Le pareti di una stanza diventano drappi appesi, tele al vento sulle quali si riverbera la poetica di uno straordinario interprete delle emozioni dell’animo umano. L’eclettico Francesco Zavattari stavolta regala ad uno dei locali più prestigiosi della città di Lucca un quadro interattivo nel quale il pastello su cartongesso è il tramite per mezzo del quale vive l’interazione artistica tra il locale, chi vi lavora ed il pubblico. E’ un quadro vibrante che fa vivere ed amare lo spazio.

«Bisogna amare lo spazio per descriverlo tanto minuziosamente come se vi fossero molecole di mondo» diceva il filosofo Gaston Bachelard.

Vivere uno spazio significa esserne avvolti, sentirsi parte di esso, sentirlo vivo e parlante; attraverso i disegni e le citazioni, selezionate da Silvia Cosentino (caporedattrice di FULL Magazine) assieme allo staff del bistrot, lo spazio diviene luogo, le pareti parlano e vivono con noi e in noi. Fino all’ultimo tratto di pastello Francesco Zavattari riporta instancabilmente guizzi di penne ispirate che definiscono spazi interiori dove l’intimità si rannicchia e l’anima si trastulla con sottile ironia. Zavattari passa al vaglio le immagini poetiche che ritraggono luoghi carichi di valore, donde la poesia sgorga facendo vibrare le corde dell’anima. Il pubblico diviene fruitore del poema, parte attiva di questa esperienza, sente risuonare dentro di sé gli echi di quelle immagini, le vive e le fa proprie; attraverso quelle parole il nostro passato si unisce al presente, risuona e investe piacevolmente l’anima. Il disegno della parete ha una sua dignità ontologica. Lo assorbiamo attraverso la lettura ed il tempo dell’osservazione, lo plasmiamo, lo facciamo nostro: si adagia nei penetrali del nostro essere ed ogni immagine si fa rivelatrice di uno stato d’animo.

Il tempo è un’emozione…

lunedì 9 settembre 2013

“Mode Mignon”, il nuovo che avanza


Il più chic dei negozi di Lucca ha riaperto con uno spazio del tutto rinnovato sullo stampo delle boutique Prada. FULL Magazine e FULLISH.it erano presenti per raccontarvelo.



Autore: Costanza Spinetti - Responsabile Moda FULL Magazine & FULLISH.it

Settembre è il mese delle novità. Settembre è il mese di Lucca, quindi, non stupisce che “Mode Mignon”, punto di riferimento della città toscana quando si parla di moda, abbia scelto proprio questo periodo per inaugurare il restyling delle sue boutique di piazza Bernardini. Il progetto di ristrutturazione dei due negozi uomo e donna (rispettivamente al primo e secondo-terzo piano) è stato firmato dall’architetto aretino Roberto Baciocchi, famoso per essere da più di trent’anni il progettista degli spazi espositivi del marchio Prada (di cui fanno parte anche Miu Miu, Church's, Car Shoe) nonché l’ideatore del Concept Prada stesso. E lo stile minimal-chic del brand milanese è indubbiamente lo stesso che si respira all’interno dei locali del nuovo “Mode Mignon” dove, colori più scuri (come il nero dei pensili e il bruno del pavimento) e forme più moderne rispetto al passato, si fondono alla perfezione con l’anima classica dei vecchi negozi della famiglia Cecchini
Specialmente per lo spazio donna, al quale si accede da una scalinata curva inframmezzata da vetrine-nicchia. Il colpo d’occhio è di grande impatto, un po’ per l’appeal metropolitano acquisito, un po’ per i capi d’abbigliamento e gli accessori che non possono lasciare indifferenti. La selezione degli abiti, in linea con i gusti sobri della clientela lucchese, vanta infatti alcune delle migliori griffes del panorama moda italiano e francese come Dolce&Gabbana, Gucci, Prada e Lanvin, quest’ultimo nuovo acquisto della stagione. E’ però l’ultimo piano a rappresentare la vera ciliegina sulla torta. Due sale quasi interamente riservate all’esposizione degli accessori, che, diciamolo, sono i capisaldi di ogni donna, dove la parte da leone la fanno, nemmeno a dirlo, le it-bag del presente e del passato: dalle “Trapeze” e “Phantom” di Celine, passando per le postine di Proenza Schouler, fino alle nuovissime proposte di Prada e MiuMiu, alle quali è dedicato lo spazio maggiore.

Ultima menzione, ma non meno importante, va alla nuova spettacolare vetrina principale (sempre del negozio donna), che per la sua sapienza espositiva potrebbe essere accomunata senza alcuna esagerazione ad un’installazione d’arte contemporanea. Non troverete sicuramente esposti i pezzi di Maurizio Cattelan o di Jeff Koons ma quelli di un’altra tra le migliori “artiste” italiane in circolazione: Miuccia Prada.

Guarda le altre foto:

venerdì 6 settembre 2013

Costantino 313 D.C. - La mostra


Dal'11 aprile al 15 settembre 2013, la soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ospita al Colosseo, la mostra “Costantino 313 dc” per celebrare l'anniversario dell'editto di tolleranza noto anche come “Editto di Milano”.

Dopo lo straordinario successo di pubblico a palazzo reale di Milano, la mostra ideata dal Museo diocesano di Milano e «curata da gemma sena Chiesa e Paolo Biscottini» , giunge a Roma arricchita da una sezione speciale dedicata all'Urbe, «curata da Mariarosaria barbera, protagonista di numerose scoperte legate a Costantino».

Sede della mostra è l'Anfiteatro Flavio, più comunemente noto come Colosseo. La sua costruzione
 – iniziata dall'imperatore Vespasiano,di cui porta il nome- terminò durante il regno di domiziano ed è tutt'ora il più grande anfiteatro romano del mondo.
L'esposizione comprende varie sezioni che attraverso «centosessanta reperti provenienti da tutta Europa» si propone  non solo di celebrare l'anniversario di un «documento di straordinaria modernità» che , dopo secoli di violente persecuzioni, dichiarava il Cristianesimo «religio licita», ma anche   di approfondire gli aspetti storici,artistici e religiosi della cosiddetta età costantiniana. La prima sezione è quella dedicata a Roma e si apre con la battaglia di Ponte Milvio dove è possibile ammirare  ritratti dei protagonisti dell'epico scontro: Massenzio e  Costantino. Si prosegue con gli «straordinari gioielli d'oro, scoperti di recente in una tomba della basilica della via ardeatina»« e con i ritratti dei vari personaggi della famiglia reale.
In questo settore, inoltre, è previsto un interessante approfondimento suol Sessorium,«complesso residenziale iniziato da Settimio severo e terminato dall'imperatore Eliogabalo. Nel IV secolo, il Sessorium divenne la residenza di Elena, madre di Costantino: ella, rinnovò le terme del palazzo che da allora presero il suo nome e trasformò in cappella una grande sala rettangolare per ospitarvi le reliquie trovate a Gerusalemme. Nel XVIII secolo, la cappella prese il nome di santa croce in Gerusalemme incorporando «tutti gli edifici del Sessorium». La parte centrale della mostra si sofferma sulla rivoluzione politica e religiosa determinata «dalla fine delle persecuzioni contro i cristiani»attraverso «ritratti,monete e  opere d'arte».In questa sezione sono presenti anche manufatti di lusso appartenuti alla classe dirigente dell'impero oppure «destinati alle chiese».La mostra si chiude con i «monumenti costantiniani di Roma»:  residenze,terme,basiliche,mausolei,etc. In questa sezione , inoltre, sarà proposta   oltre ad alcune ricostruzioni in computer grafica, una recente scoperta archeologica di straordinario valore: un tesoretto di quarantanove monete «coniate dalle zecche di Roma,Ostia e Aquileia, contenuto in una cassa lignea chiusa proprio nel 313 d. C.». 
I biglietti sono acquistabili anche online tramite il sito www.mostracostantino.it e con gli stessi sarà possibile visitare il Colosseo.

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