giovedì 27 dicembre 2012

La mostra 'Carlo Carrà 1881-1966'


Carlo Carrà 1881-1966 
Mostra antologica a cura di Maria Cristina Bandera 
Fondazione Ferrero, Alba (CN) 
27 ottobre 2012 - 27 gennaio 2013 


Carlo Carrà è stato uno dei pochi artisti italiani ad attraversare e interpretare con indipendenza creativa i movimenti più significativi della cultura figurativa italiana del Novecento. Erede della tradizione ottocentesca prende parte a tutte le vicende del rinnovamento artistico dell'epoca nuova, dal Futurismo alla metafisica. Nel 1906 entrò all'Accademia di Brera, come allievo di Cesare Tallone: qui incontrò alcuni giovani artisti destinati a essere protagonisti sulla scena artistica italiana tra cui  Bonzagni, Romani, Valeri e Umberto Boccioni. Con  Filippo Tommaso Marinetti  redasse un manifesto (1909) destinato ai giovani artisti dell'epoca, con l'obiettivo di esortarli ad adottare un nuovo linguaggio espressivo: nacque così il Futurismo. Non esiste classificazione che definisca fino in fondo la sua opera alla costante  ricerca di un equilibrio classico. La mostra, a cura di Maria Cristina Bandera,sarà gratuita sino al 27 gennaio 2013 e il pubblico potrà comprendere in che modo Carrà sia riuscito a attraversare, in modo molto personale, le novità culturali che si sono succedute in Italia e nel mondo durante gli 85 anni della sua vita. Il percorso artistico di Carlo Carrà è testimoniato in ogni sua fase: le prime prove divisioniste, i capolavori del Futurismo, la parentesi dell’“Antigrazioso”, la Metafisica e il “Realismo mitico”, i paesaggi (dagli anni Venti in poi), le composizioni monumentali di figura degli anni Trenta e una selezione di nature morte, così da arrivare agli ultimi anni della sua attività. La Fondazione Ferrero - che ha realizzato l’antologica- ha prodotto un interessante  documentario intitolato Solo me stesso, propedeutico alla visita alla mostra, che introduce alla visita e alla conoscenza di questo artista. Potrete  ammirare  76 dipinti conservati nelle più prestigiose istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, oltre che in importanti collezioni private. Vi sono una serie di prestiti eccezionali, che consentono di testimoniare i momenti più importanti del percorso creativo di Carrà. Della fase metafisica vi sono il Gentiluomo ubriaco, Le figlie di Loth del 1919 del Mart di Rovereto e Pino sul mare del 1921. Lo studio di Giotto e di Paolo Uccello indica l’orientamento  per un'arte monumentale. Attraverso l'esperienza metafisica,invece, Carrà cerca di capire quello che i grandi maestri toscani del Trecento erano riusciti ad esprimere con tanta solennità. A partire dagli anni '20 nascono le maggiori creazioni del pittore: la mostra, infatti, ha come asse centrale le sequenze dei paesaggi. Particolarmente significative sono le opere in cui l’artista evidenzia le sue  simpatie per la  rappresentazione dei temi classici, raffiguranti la virilità sportiva. Tra i capolavori presenti vi sono, Nuotatori, ripetuto nel 1929-30 e nel 1932, Sintesi di una partita di calcio del 1934 e Atleti in riposo del 1933-35. Infine, vi sono le nature morte degli anni '30 e '40, nelle quali  Carrà riesce ad associare  semplicità formale e ricchezza cromatica. Infine  consiglio vivamente di acquistare il volume “Carrà”, edito da 24 Ore Cultura nel quale troverete le immagini delle opere  accompagnate da una ampia descrizione critica utile per scoprire cosa significano e come sono nate. Quando avrete terminato di visitare questo bellissimo percorso non dimenticate di fare un giro fra le vie di Alba che è una  città  ricca di storia. Non dimenticate che la grande fortuna di Alba è il commercio del tartufo,che troverete  al mercato settimanale, oppure nell'antica piazza delle Erbe  percorrendo la  via Maestra fino alla piazza del Duomo. 

1 commenti:

complimenti all'autrice dell'articolo: davvero esaustivo e sicuramente cercherò di vedere la mostra!

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