sabato 6 ottobre 2012

Vermeer, il secolo d’oro dell’arte olandese



Per la prima volta in Italia, dal 27 settembre 201220 gennaio 2013, alle Scuderie del Quirinale, è stata inaugurata una mostra su Johannes Vermeer, grande esponente  della pittura olandese del XVII secolo, a cura di Sandrina Bandera Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Milano. La rassegna comprende otto rarissime opere di Johannes Vermeer distribuite nei musei di tutto il mondo. Mancano  capolavori come  «La merlettaia» o «L’astronomo» che si trovano al Louvre, però potremmo ammirare  un rarissimo esterno dell’artista: la «Stradina di Delft» del Rijksmuseum di Amsterdam; «L’Allegoria della fede» e «La suonatrice di liuto» del Metropolitan di New York , la «Donna seduta alla spinetta» e la «Donna in piedi» con lo stesso strumento,conosciuto anche come il «Virginale»,della National Gallery di Londra, «Fanciulla con bicchiere di vino» dal museo di Brunswick, la «Santa Prassede» della collezione di Barbara Piasecka Johnson. La star della rassegna giungerà da Washington, dall’unico museo statale di tutti gli Usa, la National Gallery, e sarà «La fanciulla con cappello rosso». Accanto   a  tali e tanti capolavori,possiamo ammirare  cinquanta quadri di artisti contemporanei, come lui, olandesi: da Carel Fabritius, uno degli artisti più famosi dell'epoca, morto nell'esplosione di una polveriera che nel 1654 distrusse grande parte della città di Delft, a  Pieter de Hooch e Emmanuel de Witte, insieme ad artisti celebri a quel tempo, ma oggi meno conosciuti  da noi ,tra cui Gerrit Dou, Nicolaes Maes, Gabriël Metsu, Frans van Mieris, Jacob Ochtervelt e Jan Steen e Nicolaes Maes che, studiarono  a lungo lo spazio e  la luce. 
Il visitatore potrà,  non solo familiarizzare con questo genio artistico dalla vita ancora oggi avvolta dal mistero( a cominciare dalla sua data di nascita tuttora sconosciuta), ma comprendere anche come l'opera del maestro di Delft si sia confrontata con gli altri artisti attivi nella sua città natale e nei vicini centri di fermento culturale : Amsterdam, Haarlem e Leida. Il segno specifico dei quadri di Vermeer e dei suoi contemporanei rispecchia  la cultura medio - borghese tipica  dell'Olanda del XVII secolo. I soggetti sono casalinghi: la famiglia, i gesti della vita quotidiana, la lettura e  la scrittura, il corteggiamento, la musica,lo studio della scienza e le vedute della città. Questi sono  i temi tipici dell’arte vermeeriana che tanto affascinava i collezionisti dell'epoca: mercanti, panettieri e  birrai, che esponevano i quadri nelle loro abitazioni chiedendo sempre nuovi soggetti. Al contrario, in Italia , nello stesso periodo, le  grandi committenze istituzionali, come la Chiesa e le corti principesche, richiedevano forme d'arte pubblica e di grande formato. A lungo dimenticato,poi riscoperto grazie a un elogio di Marcel Proust nel 1866,Vermeer nacque a Delft: un piccolo lembo di terra estremamente ricco  di pittori. Di lui, sappiamo poco: protestante, figlio di un tessitore di seta, che commerciava  opere d’arte. Forse apprese i primi rudimenti del mestiere da Carel Fabritius, tuttavia  dieci anni dopo essere entrato in una «gilda»( associazione di pittori) Vermeer, nel 1662, ne era già a capo. Morì lasciando alla moglie poco denaro e  molti debiti tanto è vero che la vedova  dovette cedere a un fornaio ben due tele per saldare un debito di appena 617 fiorini. Ma nell’arte del maestro non mancano le curiosità:egli,per esempio, ritrae solo due volte la propria città (uno di questi rari quadri lo vedremo appunto a Roma, «La stradina»). Alle Scuderie, ci saranno i quadri dipinti tra il 1655 e il 1675:un  ventennio davvero d’oro per la pittura olandese, per la prima volta esposte in Italia.Si tratta di tele di piccolo formato dai colori trasparenti e  un’enorme attenzione ai dettagli. In che modo Vermeer  preparasse tali capolavori, non si sa perché  non esistono nemmeno i suoi disegni. 
Visitando la mostra di Vermeer mi ha colpito osservare le sue tele così perfette ed  accurate da sembrare quasi delle fotografie. I colori,infatti, sono vivacissimi e contribuiscono a trasformare questo artista in un caso unico nella storia dell’arte moderna. Uscendo ho acquistato il bellissimo catalogo della mostra, edito da Skira e intitolato: “Vermeer,il secolo d’oro dell’arte olandese”. Si tratta di una monografia, completa e aggiornata che  presenta e illustra tutte le opere attribuite all’artista, ripercorre la vita e l’ambiente artistico dagli anni della formazione alla piena maturità e analizza i temi trattati dalla sua pittura e la sua raffinata tecnica. I curatori del volume sono i più grandi studiosi di Vermeer, tra cui Arthur K. Wheelock Jr., direttore della National Gallery of Art di Washington, e Ben Broos, direttore del Koninklijk Kabinet van Schlderijen Mauritshuis dell'Aia. Vi consiglio l’acquisto online del biglietto tramite il sito delle Scuderie del Quirinale, è comodo e veloce: potete ritirare il biglietto alla cassa tramite prevendita oppure stampare il biglietto a casa con tick@print Scuderie del Quirinale.

Immagine tratta dal sito: www.scuderiequirinale.it

Jan van der Heyden (1637 - 1712), Veduta del Municipio nuovo di Amsterdam, 1667
Firenze, Galleria degli Uffizi