mercoledì 3 ottobre 2012

Speciale: FULL al Vittoriale degli Italiani


È un caldissimo lunedì di luglio e, come sempre in questo giorno della settimana, la Prioria del Vittoriale resta chiusa. Entriamo così ‘in punta di piedi’ in questo luogo incredibile, aperto appositamente per il nostro servizio. Cerchiamo di farlo rispettando il silenzio e la storia che trasuda da ogni parete e da ogni oggetto presente. 
Scatti rigorosamente senza flash per cercare di catturare al meglio la luce che, attraverso queste pagine, vogliamo mostrare a ogni nostro lettore.

Autore: Silvia Cosentino, Caporedattore di FULL Magazine e 4rum.it
Servizio fotografico originale: Francesco Zavattari, Direttore Editoriale di FULL Magazine e 4rum.it

Ci sono luoghi impossibili da dimenticare, luoghi fisici che riescono ad essere ancora più straordinari ed evocativi di quelli della mente, in cui la realtà sa superare la fantasia più ardita. Luoghi le cui già notevoli caratteristiche naturali vengono miracolosamente esaltate dall'ingegno e della sensibilità di personaggi altrettanto unici. Il Vittoriale degli Italiani non ha eguali. Il grande Gabriele d'Annunzio scelse la spendida Gardone Riviera, un angolo di poesia sulla riva occidentale del Lago di Garda, come location ideale per l'allestimento della sua cittadella, destinata a divenire casa, rifugio, mausoleo, museo pulsante di un uomo e di un pezzo di storia che tanto aveva segnato l'Italia e non solo. Dal 1921 al 1938 darà vita al suo progetto, curerà ogni angolo privato e pubblico, affidandosi alla competenza dell'architetto Gian Carlo Maroni, che ultimerà la Fabbrica dopo la morte del Vate rispettando le sue volontà.
E se un tempo il Vittoriale si apriva a pochi, selezionati visitatori, eccolo adesso offrirsi a chiunque voglia immergersi in un luogo paradisiaco, in cui gustare bellezze di vario genere: la Prioria, abitazione dannunziana; il Museo della Guerra per la celebrazione della sua impresa bellica, il Museo di d'Annunzio Segreto per la condivisione (totalmente in linea con il personaggio) dei momenti  privati del poeta; la Nave Puglia, gloria marittima incastonata tra le fronde; il Mas, quel Motoscafo Anti Sommergibile per ricordarsi di osare sempre; il Teatro in pieno stile classico a dominare il lago... Il tutto, lasciandosi circondare da motti (a volte severi, altre ironici), cimeli che si fondono a piante di vario genere, ampi spazi assolati da cui trovare ristoro in romantici angoli d'ombra. 
Il vero, silenzioso e assordante tripudio si ha però in Prioria che, grazie alla graditissima disponibilità del Presidente della Fondazione del Vittoriale, il Prof. Giordano Bruno Guerri, e del suo energico e motivato staff, si schiude a noi in modo sorprendente, al di là di qualsiasi rosea aspettativa. Giriamo a lungo per le stanze cariche di oggetti, sussultando ad ogni soglia varcata, frugando con lo sguardo in ogni angolo, domandandoci il perché di ogni oggetto. Beviamo avidamente i titoli di quella che sembra essere un'infinita collezione di libri che si snoda attraverso tutte le sale: il prezioso patrimonio letterario dello studioso d'arte Henry Thode (che precedentemente aveva abitato in quella casa, poi sequestrata dal Governo italiano), i volumi di d'Annunzio e su d'Annunzio, ricchezza di cui ubriacarsi senza nemmeno sfogliare una pagina. Complice certamente l'afa soffocante della giornata, si procede come storditi, in uno stato di deferenza e soggezione molto simile a quello che si prova entrando in un luogo sacro. Suppellettili più o meno preziose provenienti da ogni dove, copie celebrative di Michelangelo, innumerevoli riferimenti a Dante, arredi curati dal alte maestranze, strumenti musicali, ritratti a ricordare perennemente le donne tanto amate, iscrizioni, reliquie e tanto altro ancora impossibile da descrivere adeguatamente o che nemmeno riusciamo a vedere.
Nella celebrazione di se stesso e di quel bello che solo la cultura sa darci, sicuramente il Vate aveva fatto centro, adesso come allora.