mercoledì 24 ottobre 2012

Alla scienza il conto più caro del terremoto dell'Aquila


Articolo tratto da FULLofScience.org, lo spin-off di FULL Magazine interamente dedicato alla scienza

Autore: Francesco Zavattari, direttore editoriale di FULL Magazine
© Foto di Francesco Zavattari realizzata a Onna - Reportage per 4rum.it, aprile 2009
© 2010 - Acquisizione delle immagini da parte di FULL Magazine


Stai a vedere che, alla fine, in un paese in cui ladri, assassini, corrotti e mentecatti di ogni genere finiscono quotidianamente per essere 'sopportati' se non celebrati, il conto più caro per ripulire un po' l'immagine della giustizia è posto nelle già tremanti mani della scienza. Esperimento fallito. Il mondo ride ancor più di noi.
Stai a vedere che tutto questo giustizialismo sfrenato una qualche influenza, persino fino alle più alte sfere della legge, l'ha davvero creata.
In attesa delle motivazioni ufficiali che hanno portato il Tribunale dell'Aquila a condannare a sei anni di carcere sette vertici della Commissione Grandi Rischi, viene da pensare che questa sentenza sia stata frutto della volontà, sempre più crescente, di dare in pasto al popolo un capro espiatorio. In un momento in cui l'intera credibilità sociale e politica del paese si fa giorno dopo giorno più incerta, qualcuno deve aver pensato bene di infliggere una condanna esemplare che risollevasse le sorti della nostra credibilità. Che desse all'Italia l'immagine di un paese che, come si dice sempre più con ipocrisia, 'sa stringersi nei momenti più tragici, sa ripartire' e, in questo modo, 'sa punire'. 
Stavolta però sembra essere successo qualcosa. Al di là della, quasi scontata, reazione da parte dell'intero establishment scientifico internazionale, che ha più che duramente criticato l'operato di chi è stato chiamato a giudicare gli imputati, una vox populi crescente in queste ore sembra andare in controtendenza rispetto al trend accusatorio che, 'a prescindere', si leva solitamente in simili momenti. L'occasione di solito è troppo ghiotta: eventi di questo tipo ci regalano la possibilità di puntare il dito e niente più di questo ci fa sentire immacolati. Forse solo il poter dire 'fossi stato io in quella posizione avrei agito diversamente'. Ma qui non stiamo parlando dell'ultima partita della nazionale. Parliamo di vite, di vite spezzate, di lacrime e tragedie. Guardare a tutto questo con superficialità è male, specularci è peggio. Specie in un contesto mediatico e sociale in cui si passa con facilità dall'accusa più feroce al garantismo più schierato e convinto (vedi il processo per l'omicidio di Meredith Kercher).
Per quanto riguarda questo caso, la serie di illustri dimissioni, i molti commenti arrivati da ogni testata giornalistica del pianeta e, soprattutto, l'indignazione di quegli stessi scienziati a cui affidiamo spesso la responsabilità delle nostre vite, dovrebbe e forse sta già facendo riflettere.

Forse, ma è compito della legge stabilirlo, i sette imputati, a oggi condannati, non sono dei criminali. Sono persone che hanno famiglie, che avevano un lavoro rispettabile e che alla fine hanno, molto probabilmente, non agito nella maniera più lineare e tempestiva. Anche per chiarire questo aspetto saranno importanti le motivazioni della sentenza. Quello che c'è da capire è se davvero, al di là dei tanti termini di legge, in soldoni, sulle spalle di queste persone possa davvero essere caricata parte della responsabilità di oltre trecento vittime. Il carcere è sicuramente un tormento, ma forse questa condanna, moralmente, lo è persino di più.

Per coscienza e intelligenza, ma soprattutto per non prender per buono tutto quello che cade dall'alto trasformandolo in chiacchiera da bar, sarebbe meglio cercare di rimanere informati, di farsi un'idea il più possibile basata sulla scienza. Almeno quanto a livello popolare sia possibile comprendere. 
I limiti di base imprescindibili e intrinseci  della disciplina in questione devono o dovrebbero necessariamente pesare nel momento in cui si giudicano i fatti. L'impossibilità di una precisa previsione sismica è un fattore rilevante nella considerazione di tutto questo. Paradossalmente presumere superficialmente che la scienza sia sempre e in assoluto nella possibilità di chiarire e spiegare ogni aspetto della nostra vita, è un ritorno al passato. La scienza odierna, la più precisa e avanzata di cui l'umanità abbia mai potuto godere, è giunta al livello in cui è e si svilupperà in maniera vertiginosa nei prossimi decenni, anche e soprattutto grazie alla presa di coscienza riguardo a quelli che, allo stato attuale, sono ancora i suoi molti limiti. Mai confondere l'ambizione con la possibilità perché, a quel punto, il piede sarà già scivolato nel limitrofo ma opposto terreno della fantascienza.

In questo complesso caso, forse, a esser fallibile non è stata tanto la scienza quanto coloro che dei suoi limiti vogliono fare un marchio di vergogna da cucire sulla giacca di qualche capro espiatorio.