martedì 2 ottobre 2012

Lunatica Festival 2012


IL TEATRO ALLA SCOPERTA DI LUOGHI MAGICI

Autore: Silvia Cosentino, Caporedattore di FULL Magazine e 4rum.it

Anche quest'anno il Festival itinerante di Massa-Carrara “Lunatica” ha fatto sognare il suo pubblico: giunto alla 18esima edizione, non solo ha continuato a far scoprire angoli poetici (e spesso nascosti) di questa provincia, ma ha anzi incrementato la sua offerta con ben ventisei spettacoli in tredici serate, dal 23 luglio al 3 agosto, pronti ad accontentare veramente tutti i gusti.

Seguire Lunatica richiede sempre un certo impegno (almeno per chi arriva da fuori provincia), vista la particolarità dei luoghi in cui si svolge: a fronte, infatti, di location come piazze o teatri situate in centri facili da raggiungere, ce ne sono altre desuete, silenziose, abbarbicate sulle colline, che necessitano di "essere trovate". Non c'è che dire, la nostra ostinata ricerca ha dato ottimi frutti e ampia soddisfazione anche quest'anno: volendo restare fedeli a un regista da noi molto apprezzato (le “Baccanti” dello scorso anno ci avevano stregato...), ecco che andiamo a scovare Andrea Battistini e il suo Teatro di Castalia ai piedi della torre di Castigliore del Terziere (Bagnone), splendido borgo impreziosito dalle severe sculture della mostra temporanea di Andrea Poggipollini. Un piccolo piazzale incastonato tra le splendide costruzioni medievali ha costituito infatti la naturale scenografia per l'adattamento di “L'uomo, la bestia, la virtù”, commedia – quasi farsa – pirandelliana dai toni tanto irresistibilmente comici, quanto velati di tragico. 
Intento di Battistini è innanzitutto quello di calare la vicenda esattamente nel luogo e nel tempo in cui ci troviamo: la piccola veranda sotto la quale si svolge la scena - una tavola apparecchiata, pronta per la cena – è infatti realmente a Castiglione (in vari modi Paolino lo suggerisce, parlando al telefono con il dottor Nino), così come molti elementi scenici sono inseriti nel contesto naturale del luogo. Con uscite tra il pubblico e quinte improvvisate, più che spettatori si è quasi in scena insieme ai personaggi e insieme a loro assistiamo ai tentativi di Paolino di mettere una pezza alla situazione compromettente creatasi con l'amante, sposata con un dispotico marito, latitante di casa e di letto. Acuta l'idea di far diventare russi i coniugi, andando a incrementare la comicità derivante dallo scarto tra la lingua italiana e le varie espressioni (ora preghiere, ora imprecazioni) in lingua straniera. Battistini spinge sugli elementi grotteschi della vicenda, creando quadri struggenti al di là della risata: splendido il momento in cui la protagonista femminile (una dolcissima Angela Ciobanu), imbrattata di trucco per tentare di compiacere lo sprezzante marito, svolge il toccante monologo sulla difficile condizione femminile. Irresistibile il Paolino di Alessandro Buggiani, timoroso, remissivo, contraltare dell'opulenta prepotenza del marito, interpretato dall'energico Ion Mocanu. Un commento a parte merita decisamente il piccolo Andrea Buggiani nel ruolo del figlio della coppia: estremamente disinvolto in scena, il giovanissimo attore affronta senza imbarazzo la parte, conferendo quella dolce spensieratezza (senza mai, in questo caso, essere eccessiva) che solo i bambini sanno trasmettere. 
Grazie quindi a Battistini per aver colto in modo come sempre personale, ma altrettanto pertinente, le miserie umane di cui tanto Pirandello ci parla, invitandoci a puntare l'attenzione su quel complesso Umorismo, onnipresente e necessario alla sopravvivenza umana.