mercoledì 3 ottobre 2012

Andrea Commodi. Dall’attrazione per Michelangelo all’ansia del nuovo


Autore: Gisella Fabiano

La mostra che la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze ha presentato questa estate ha voluto puntare i riflettori su un pittore, artista colto e complesso, straordinario sia come disegnatore che come pittore, allievo di Alessandro Allori, Santi di Tito e Ludovico Cigoli, per una rivalutazione critica della sua opera. Andrea Commodi dimostra fin da giovane un grande talento di disegnatore, ma anche un’indole indagatrice, sperimentale e anticonformista. 
La mostra dal titolo “Andrea Commodi dall’attrazione per Michelangelo all’ansia del nuovo”, a cura di Annamaria Petrioli Tofani e Gianni Papi, ricostruisce il rapporto a distanza tra Andrea Commodi (1560 – 1638) e Michelangelo (1475 – 1564).
Dopo un periodo trascorso tra Roma e Cortona, Andrea Commodi fa ritorno definitivo alla città natale Firenze e inizia a frequentare Casa Buonarroti, dove realizza molti bozzetti e copie da disegni di Michelangelo. Il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi si è reso disponibile al prestito di queste opere per realizzare un'esposizione unica nel suo genere sia a livello visivo che a livello collezionistico: l'accostamento delle opere originali di Michelangelo alle copie realizzate da Commodi rappresentano, infatti, un evento a dir poco eccezionale.
Nelle opere realizzate intorno agli Anni Ottanta del Cinquecento, Commodi si confronta con Michelangelo copiando molto dal grande maestro. Realizza disegni da modelli in posa di incredibile novità e modernità, che si allontanano dalla tradizione accademica nella ricerca di una resa del vero spesso cruda e violenta a livello di segno, ma anche a livello luministico. Si tratta di un fenomeno che, sul piano grafico, non trova paragoni nel suo tempo e che corrisponde a un vero e proprio azzeramento linguistico a fronte di una nuova espressività. 
Nello sviluppare le indicazioni del maestro Santi di Tito per una svolta naturalistica della pittura toscana (sensibile nello stesso tempo alle motivazioni della Controriforma), Andrea Commodi dimostra un atteggiamento artistico autonomo che, per l’epoca, è di una modernità assoluta, soprattutto nei ritratti dove cerca di penetrare la psicologia dei personaggi.
Fra le opere in mostra spiccano la Consacrazione del SS. Salvatore del Duomo di Cortona e i dipinti con Storie di Sant’Ignazio. Durante il periodo romano Commodi mise a punto anche una delle iconografie più fortunate riguardanti San Carlo Borromeo, quella del santo in preghiera per la fine della peste in ginocchio davanti all’altare, esemplificata in mostra da un prezioso rame, oggi conservato  al Museo Civico di Fano. Sempre a Roma gli venne commissionata la decorazione dell’abside della Cappella Paolina nel Palazzo di Montecavallo (Palazzo del Quirinale) con un grande affresco raffigurante la Caduta degli angeli ribelli, che avrebbe dovuto avere l’estensione del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina. Ma forse proprio la suprema portata dell’opera michelangiolesca indusse il Commodi, spaventato dall’impossibile confronto, ad abbandonare l’impresa. Del progetto resta un nutrito gruppo di disegni e un celebre bozzetto – oggi a Palazzo Pitti e presente in mostra – che  documenta una parte della probabile composizione.