domenica 30 settembre 2012

Picasso a Milano

Autore: Roberta Fameli

E’ partita  la mostra più spettacolare dell’autunno, dal 20 settembre 2012 al 6 gennaio 2013, infatti, a Milano (Palazzo Reale), si potranno ammirare ben 250 capolavori di Pablo Picasso. L’assessore alla Cultura Stefano Boeri ha di recente dichiarato che si tratta della” terza mostra di Picasso realizzata a Milano, dopo quella, storica del 1953 e dopo quella del 2001 : la prima, quando ancora Picasso era in vita, è stata realizzata nell’immediato dopoguerra, la seconda ha visto nelle sale di Palazzo Reale la prima retrospettiva di un Picasso già storicizzato”.
 La mostra è curata da Anne Baldassari, una delle  più importanti studiose di Pablo Picasso e direttrice del Musée National Picasso di Parigi, dove è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo. Con oltre duecento opere – molte delle quali mai uscite dal museo parigino – tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, libri illustrati, stampe e  una sezione che documenta la mostra presentata nel 1953 proprio nel museo affacciato su Piazza Duomo. La mostra,insomma,  rappresenta un vero e proprio viaggio  a ritroso nella produzione di Picasso, confrontando le tecniche e i mezzi espressivi con i quali l’autore si è messo alla prova nella sua lunga carriera. L’antologica di Milano presenta, tra i tanti capolavori, le opere che permettono di ripercorrere la storia dell’arte attraverso l’evoluzione del linguaggio artistico di questo maestro inimitabile del XX secolo: capolavori come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e “La supplicante” (1937). 
Questo insieme di opere offre la possibilità unica e straordinaria di confrontarsi con le maggiori fasi artistiche della Modernità, testimoniate da un unico – forse il più grande di tutti – genio: il periodo blu e quello rosa, il periodo della ricerca “africana” o proto-cubista, il Cubismo Sintetico e il Cubismo Classico, le pitture surrealiste, il periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop e le variazioni sul tema ispirate ai grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna, fino alle sue ultimissime produzioni prima delle morte, avvenuta nel 1972.
Innumerevoli i capolavori che popolano la mostra come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e “La supplicante” (1937).
Una combinazione di genialità e linguaggi artistici in continua evoluzione che arricchirà la città di ineguagliabile bellezza. L’opera picassiana spesso suscita la sorpresa perché la sua  costante va rintracciata nell’anacronismo inteso come coscienza postmoderna la cui portata ebbe l’effetto di indurre Kandinskij e Mirò a retrodatare certe loro opere per non apparire suoi epigoni,mentre, in un certo senso,  era proprio lui  l’ epigono capace di  rielaborare  tutto ciò che ha caratterizzato la cultura  del Novecento. L’officina fondamentale di tutto questo sarà il Cubismo (1907-1912). A chi vada conferito il primato del Movimento, se a Braque introverso e studioso oppure a Picasso estroverso e pragmatico, resta un enigma perché si tratta di artisti e di uomini  apparentemente  inconciliabili, che  invece si sono rivelati  complementari. Ho visitato  la mostra  il giorno dell’inaugurazione  e devo dire che mi ha emozionato molto: non solo  per l’indiscutibile straordinarietà dei capolavori esposti, ma anche perché attraversando le sale del Palazzo Reale mi è parso,talvolta, di respirare l’aria di Malaga,sua città natale. Ammirando i suoi quadri ho immaginato di percorrere la città dagli intensi colori mediterranei e l’eco del flamenco  riecheggiare nei vicoli. Ho trovato molto divertente ,inoltre, l’idea di fare indossare allo staff  una maglietta in stile marinaro, firmata da Petit Bateau ,partner dell’evento. Anch’io mi sono presentata nella boutique del brand presentando il biglietto della mostra, in tal modo ho potuto acquistare la stessa maglietta con uno sconto!