venerdì 20 aprile 2012

Viva l'arte contemporanea


VIAREGGIO
VIVA L’ARTE CONTEMPORANEA

Di Gaia Querci
Responsabile Arte di FULL Magazine

Parlare di arte contemporanea è da sempre terreno spinoso, l’arduo compito di rendere in letteratura accadimenti, intrecci, tendenze mutevoli di volta in volta, è toccato a critici e intellettuali che, per ogni epoca, provano e hanno provato a spiegarne le dinamiche, definirne i movimenti, le qualità caratterizzanti il fare artistico. Oggi specialmente, dal momento che i sentieri percorsi dall’arte si intrecciano continuamente, non è semplice individuare un filo conduttore, un leit motiv che segua le scelte degli artisti, che li raggruppi in scuole di pensiero, in correnti, così come è successo in passato, e che renda quindi più facile la comprensione al grande pubblico.
Molto si è detto, tutto si è sperimentato. Altri tempi, altra mentalità, ma soprattutto a cambiare sono i valori, le priorità alla base delle scelte e il peso sempre maggiore assunto dal mercato, la sua invadenza, le regole dell’economia. Vale lo stesso per chi vuole tutelarla l’arte, sostenerla, alimentare la crescita delle nuove generazioni di artisti, credere in loro, anche in questo ambito il compito non è per niente facile, né perché in Italia si creda veramente nello sviluppo culturale, né perché si investa particolarmente in creatività. Nell’inserto ArtEconomy de Il Sole 24 ore di febbraio 2012, Marilena Pirrelli, concludendo l’articolo dal titolo Polke batte il superattico nella sfida del rendimento, scrive: “L’arte nell’ultimo periodo ha mostrato nei prezzi d’asta di resistere meglio di altri asset alla crisi. Insomma quando i valori sul piatto sono alti e la liquidità in portafoglio parecchia se l’arte entra in gioco, vince”. Cito questo contributo per sottolineare che vale la pena investire in arte ed è il momento che anche l’Italia se ne accorga, non solo Enel, Eni, Prada o i grandi colossi capaci di tali investimenti, bisognerebbe cominciare a crederci anche dal basso supportando coloro che potrebbero essere i Grandi di domani.
Se questo screditamento del valore dell’arte, se l’indifferenza da parte dei più persiste, appare lampante il motivo per cui i grandi centri italiani stentano a trovare una precisa identità culturale, aumenta una parcellizzazione delle occasioni e chi si affaccia alla filiera dell’arte contemporanea fatica a trovare una direzione univoca che lo indirizzi nelle scelte. Nella società dell’individualismo, gli artisti si trovano ormai in concorrenza tra loro per guadagnarsi l’interesse della critica e dei galleristi che saranno il loro veicolo di promozione, valorizzazione e lancio sul mercato.
Data la situazione, nei piccoli centri è ancora più difficile trovare un’identificazione territoriale, punti di incontro dove concentrare e sostenere il fervore artistico. Eccezione che conferma la regola, all’interno del contesto culturale in cui lavoro, sono due fortunate esperienze: l’Associazione Culturale BAU e Laboratorio 21. BAU, associazione autogestita e senza fine di lucro nata a Viareggio nel 2004, si propone, un’ottica relazionale e non competitiva, come centro di aggregazione che stimola dialoghi, confronti e scambi tra le più diverse discipline, dalla pittura alla fotografia, dalla grafica alla video installazione, dalla poesia alla musica, facendosi promotrice di mostre, letture, convegni, rassegne ed eventi performativi del tutto originali. Fiore all’occhiello dell’attività bauista è la produzione dell’omonimo Contenitore di Cultura Contemporanea, in prossima uscita con la nona edizione, un cofanetto che, raccolta l’eredità delle riviste d’artista e di assemblaggio sorte a partire dagli anni Sessanta, racchiude, in tiratura limitata, opere originali di autori nazionali e internazionali. L’energia creativa portata dal gruppo infonde una sferzata di intelligenza al sonnacchioso territorio versiliese proponendo gustose iniziative generalmente da non perdere. Progetto più giovane rispetto al precedente è Laboratorio 21. Con sede nella zona industriale di Viareggio, defilato dai luoghi di maggiore attrazione turistica, lo spazio nasce originariamente come laboratorio artistico di scultura e scenografia, per trasformarsi nel 2009 in ambiente espositivo aperto alle nuove proposte del mondo dell’arte. Con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico alle ultime tendenze dell’arte contemporanea, Laboratorio 21 si consolida come interessante piattaforma per artisti emergenti in un territorio decisamente ancorato al passato, il gruppo riesce in pochi anni a realizzare importanti iniziative culturali, festival, nonché interventi di riqualificazione urbana con particolare riguardo alla Street Art, un ambito oggi in continua crescita. Data la versatilità dello spazio, l’organizzazione propone anche corsi di formazione, workshop e differenti attività didattiche in collaborazione con le scuole. A partire dalla prossima primavera, Laboratorio 21 presenta un ciclo di tre mostre proposte a distanza di sei mesi, tutte concentrate sulla valorizzazione di artisti under 35, e lavora alla realizzazione di un progetto di Residenza per ospitare artisti nazionali e internazionali ai quali dare la possibilità di relazionarsi con l’ambiente circostante, una proposta decisamente avanguardistica per la Toscana e perfettamente in linea con il concept europeo di incentivare la mobilità e la creatività artistica. Due felici situazioni culturali queste che vi propongo, da tenere in assoluta considerazione per chiunque si affacci sulla costa tirrenica.