venerdì 20 aprile 2012

Malta: S.E. Luigi Marras


Una Sua valutazione di Malta nella percezione comune:
Sono molteplici gli aspetti che Malta offre ai suoi visitatori: la sua posizione geografica pressoché unica al mondo, al centro di tutte le rotte mediterranee, punto di incontro di varie civiltà, la bellezza del suo mare e dei suoi paesaggi, la sua storia, il suo patrimonio culturale.
Non sorprende quindi come il turismo da solo assicuri un quarto del reddito nazionale.
Intensissimo e da secoli è lo scambio fra italiani e maltesi. Lo fu in epoche antichissime, poi nel periodo romano, come attestano alcuni scavi, in quello bizantino, in quello arabo e dei normanni fino all’epoca dei Cavalieri quando tanti artisti giunsero a Malta da ogni parte. A Valletta, Caravaggio dipinse forse la sua più bella tela che ancora oggi è custodita nello stesso luogo in cui fu realizzata presso la Cocattedrale di San Giovanni. A lungo operò a Malta, sempre all’epoca dei Cavalieri, Mattia Preti di cui ricorrerà l’anno prossimo il quattrocentenario.
Fra Malta e l’Italia non è mai stato un dialogo a senso unico. Tanti sono i maltesi che hanno lavorato o che si sono trasferiti nei secoli in Italia, specie in Sicilia. Proprio pochi giorni or sono è stata inaugurata a Roma, presso la prestigiosa Accademia di San Luca, una mostra con alcuni pregevoli bozzetti del grande scultore maltese del Seicento Melchiorre Cafà: a volte, erroneamente, l’artista è ritenuto romano poiché lavorò molto nella capitale italiana, lasciando splendide sculture in diverse chiese.
E così,  fino ai giorni nostri, il flusso dei contatti non si è mai interrotto, fatta salva la triste e tragica parentesi della seconda guerra mondiale.

Cosa significa Malta in termini economici per noi?
Malta è una straordinaria piattaforma di scambi commerciali: basta osservarla dall’aereo e vedere quante navi fanno rotta verso Malta o sono alla fonda davanti alle sue coste.
I maltesi sanno che possiedono poche risorse e sono quindi bravissimi nel non sprecarle e nel valorizzarle al meglio: di qui la loro abilità per gli affari.
Un aneddoto per tutti: la birra maltese viene venduta, oltre che da noi, in Cina perché sulla via del rientro verso l’Asia le stive delle navi sono vuote e i costi di trasporto sono minimi.
Vi sono diverse imprese italiane che da anni sono impiantate a Malta dove producono per il mondo intero, come la Knylon Knitting o la Amino Chemicals. Nel settore marittimo la società Palumbo ha acquisito la concessione degli storici cantieri maltesi, il servizio dei rimorchiatori è svolto dalla Tug Malta dei Rimorchiatori Riuniti di Genova, molti collegamenti sono affidati a società italiane, come la Grimaldi, la Ignazio Messina, la Tharros. Le navi da crociera della MSC e della Costa sostano regolarmente a Valletta.

E in termini politici cos’è Malta per l’Italia e per l’Europa?
Con l’Italia esiste una forte collaborazione politica. Malta è un interlocutore importante a livello regionale perché possiede una conoscenza e una sensibilità verso il nord Africa di cui noi europei possiamo tutti beneficiare. Anche nei fora multilaterali la collaborazione con Malta è continua: sulla riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che vogliamo sia all’insegna di una maggiore coesione e partecipazione di tutti, sui diritti umani, l’abolizione della pena di morte, la tutela delle minoranze religiose etc.

Qual è, mediamente, l’approccio della popolazione nei confronti di un visitatore straniero, sia esso italiano o meno?
Quello maltese è per definizione un popolo ospitale e accogliente, come vedrete visitando l’isola, anzi le isole perché non dovete mancare di recarvi a Gozo che è un po’ come Capri, rispetto a Ischia. Noi italiani ci sentiamo quasi come a casa qui, come del resto i maltesi si sentono a loro pieno agio quando vengono in Italia. Sono tante le affinità fra noi: di cultura, di costumi, di pensiero, di gusti. Molti sono i maltesi di origine italiana e diverse famiglie, specie in Sicilia sud orientale, sono di origine maltese.

Entriamo più in profondità chiedendo all’Ambasciatore un commento relativo a uno degli ambiti che più rendono Malta celebre nel mondo, ovvero quello economico-finanziario. Malta è molto nota anche e soprattutto per le molte agevolazioni di cui vi si può beneficiare.
I servizi finanziari sono effettivamente un settore di punta per Malta da quando, avendo deciso di entrare nella Unione Europea, Valletta non è più una piazza “off shore”. La Malta Financial Services Authority vigila alla scrupolosa osservanza della normativa comunitaria e accordi sulla doppia imposizione sono stati firmati con molti paesi, recentemente anche con gli Stati Uniti. A Malta i costi sono relativamente più bassi, si parla inglese e i collegamenti aerei sono buoni: di qui il vantaggio di Malta come centro finanziario dove operano banche di diversi Paesi e vengono gestiti fondi e patrimoni finanziari. Vi sono, è vero, rimborsi fiscali che attraggono alcuni investitori. Credo tuttavia che vadano privilegiati investimenti di lungo periodo che non siano soggetti esclusivamente a variabili di questo genere.

E da un punto di vista imprenditoriale, nella congiuntura odierna? Questo posto è davvero così valido per chi desideri lavorare in proprio?
Questo è sicuramente ancora oggi un ottimo terreno per le nostre piccole e medie imprese che intendono lavorare e investire. Anzi, il Governo e anche l’Opposizione stanno ponendo un’attenzione crescente alle pmi perchè esse darebbero maggiore equilibrio all’economia reale, sviluppando uno spirito di impresa diverso da quello, innato, del settore commerciale o da quello consolidatosi negli ultimi anni della finanza. Le procedure amministrative per aprire una attività sono relativamente agevoli e richiedono minori passaggi rispetto all’Italia. Il rapporto interpersonale è importante e spesso genera quella fiducia di cui un piccolo imprenditore, che magari teme un contesto troppo ampio e anonimo, ha bisogno.
Al tempo stesso stanno crescendo anche gli investimenti maltesi in Italia.
Oltretutto, quando la situazione nordafricana sarà stabilizzata si concretizzerà, mi auguro, un’interessante proiezione regionale.

Può dirci qualcosa invece per quanto riguarda l’ambito accademico?
L’Università di Malta venne creata alla fine del ‘700 grazie a una significativa presenza di docenti  provenienti  dall’Università di Bologna. Si sta in questo ultimo periodo  intensificando la collaborazione a livello accademico. Sette sono i docenti italiani che insegnano all’Università di Malta e diverse sono le Università italiane che hanno  progetti sempre più articolati in corso, dall’Università di Palermo a quella di Udine. Un ventaglio quindi molto ampio di contatti. Compito dell’Ambasciata e dell’Istituto Italiano di Cultura è di favorire e, direi anche, di aggiornare questi contatti, studiando e proponendo nuove opportunità con ricadute che vanno oltre l’ambito universitario e che investono la ricerca, le imprese, la formazione non universitaria come quella assicurata dalla Scuola di Arti e Mestieri maltese (MCAST)


Per concludere, entrando a La Valletta ci siamo trovati di fronte a molti cantieri. Cosa sta succedendo esattamente?
Succede a La Valletta quello che sta succedendo in tutta Malta. Il Paese è entrato nell’Unione Europea nel 2004, circostanza che gli ha permesso di attingere a risorse finanziarie con le quali ha potuto sviluppare diverse opere infrastrutturali. Stanno lavorando molto sulle strade e in generale per dare un volto più moderno ed efficiente al Paese. All’ingresso ‘di Valletta’ sono in corso i lavori per la costruzione della nuova sede del Parlamento affidati a Renzo Piano. E’ una scelta significativa perché il Parlamento non ha avuto finora una sede propria ed è “ospitato” nel palazzo presidenziale.
Valletta, in particolare, è candidata a essere ‘Capitale Europea della Cultura 2018' e quindi stanno iniziando diversi lavori di restauro. Sono lieto che l’Italia abbia già fatto la sua parte concludendo i lavori di restauro e riaprendo dopo dodici lunghi anni la splendida Chiesa di Santa Caterina degli Italiani all’ingresso della città. Adesso è il turno del restauro della Chiesa di fronte, la prima costruzione a Valletta, Nostra Signora della Vittoria sotto la responsabilità della meritevole ong maltese Din l-Art Ħelwa.