venerdì 20 aprile 2012

Gozo: Kevin Sciberras










Intervista di Silvia Cosentino e Francesco Zavattari
Foto di Francesco Zavattari


CON GRANDISSIMO PIACERE VENIAMO ACCOLTI DA KEVIN SCIBERRAS,
COORDINATORE CULTURALE PER L’ISOLA DI GOZO. GLI FACCIAMO ALCUNE 
DOMANDE E FIN DA SUBITO, OLTRE ALLA SIMPATIA PERSONALE, E’ CHIARO CHE 
LE NOSTRE REALTA’ CONDIVIDONO MOLTE COSE. UNA IN PARTICOLARE: L’AMORE INCONDIZIONATO PER LA CULTURA

Può parlarci nel dettaglio dell’attività culturale di Gozo, che abbiamo capito essere molto fervente?
Gozo è ancora più attiva di Malta dal punto di vista culturale e una grande forza è quella del volontariato: qui c’è ancora un senso di orgoglio, di intensa partecipazione sia alle attività delle nostre piccole comunità sia a quelle regionali. Noi come “assessorato” siamo i coordinatori culturali di tutto quello che succede sull’isola e abbiamo anche le nostre iniziative direttamente organizzate: anche se in realtà si tratta “solo” di un ufficio di cultura, le funzioni sono quelle di un assessorato vero e proprio, un microcosmo come un’amministrazione regionale. Questo ufficio di coordinazione culturale ha venticinque anni, ma è divenuto coordinatore delle nostre piccole realtà specialmente negli ultimi quindici anni, dopo l’istituzione dei Comuni. Se prima erano solamente le parrocchie le promotrici culturali in ogni località, adesso noi abbiamo assunto questo ruolo, affiancando comunque la Chiesa, ancora forte promotrice.

Su cosa vi concentrate, in particolare, a livello di strategie lavorative?
Ultimamente abbiamo lavorato molto su due aspetti. Il primo è l’acquisizione di una strategia regionale da raggiungere in cinque-dieci anni, recuperando dalla politica culturale nazionale ciò che è a noi adatto e aggiungendo le caratteristiche principali della nostra identità, comunque diversa da quella  maltese. L’altro aspetto consiste nella formulazione di un calendario culturale di eventi che vada a coprire l’intero anno,: tale calendario può essere usato anche come sussidio turistico alle fiere al fine di mostrare la nostra forte attività culturale.

Come è suddiviso l’anno culturale a Gozo?
Possiamo individuare quattro stagioni principali. Da ottobre a dicembre abbiamo la stagione dell’Opera, che coinvolge molti turisti melomani: i nostri due teatri realizzano produzioni di alta qualità, con un direttore artistico quasi sempre straniero, l’Orchestra Filarmonica Nazionale, cantanti stranieri di rilievo internazionale, mentre coro e maestranze varie sono tutti locali. I nostri spettacoli riscuotono un grande successo tra i turisti perché qui, a fronte di produzioni estere fin troppo contemporanee, gli allestimenti sono ancora molto tradizionali. Si passa poi al Natale, un momento grande e lungo, con usanze ancora forti. Da fine gennaio inizia invece il Carnevale, anch’esso molto sentito: quasi quindici giorni con sfilate di carri allegorici, grandi compagnie di danza. Segue la Pasqua, piena non solo di tradizioni religiose, ma anche di attività culturali e sociali: in questo periodo, in cui la campagna mostra il suo aspetto più bello, arrivano molti turisti; a maggio c’è la nostra notte bianca, la Notte Gozitana, una settimana piena di eventi nelle piazze. A giugno iniziano poi le Feste Patronali, che creano l’occasione per organizzare un vero e proprio festival culturale. Visto che ogni località ha una settimana di festa che culmina di domenica, l’estate è praticamente coperta per intero da queste ricorrenze, che non si sovrappongono mai.

E per quanto riguarda le arti in senso più stretto?
C’è la volontà di coinvolgere e rivalutare i nostri spazi storici, ad esempio, l’assessorato organizza, in estate, un grande festival di arte negli spazi della Cittadella. Abbiamo in particolare tre luoghi dedicati alla pittura: due grandi sale alla Cittadella, un piccolo spazio qua all’Ufficio Cultura e uno al Ministero di Gozo. All’inizio gli artisti erano solo locali, ma ora abbiamo anche tanti stranieri, grazie anche alla collaborazioni con le ambasciate. Importanti sono i gemellaggi, infatti le nostre quattordici comunità sono gemellate con altre località, di cui nove italiane: possiamo così condividere le nostre reciproche esperienze culturali per arricchirci a vicenda.

Abbiamo sentito parlare di una mostra itinerante tra Malta e Gozo…
Sì, con l’Istituto Italiano di Cultura di Malta stiamo provando a organizzare una grande mostra di opere sia italiane che locali, che si sposterà tra Malta e Gozo, proprio per promuovere la collaborazione tra le due isole. Un altro progetto bellissimo, in termini di scambio e condivisione, è quello della “Residenza per gli artisti”, ovvero offrire un periodo di stage di diverse settimane ad artisti stranieri che, in cambio, saranno chiamati a lasciare un’opera o un masterclass alla nostra comunità.

La relativa indipendenza che Gozo ha in ambito culturale vale anche per gli altri settori dell’amministrazione?
Solo per alcuni. Ad esempio, per quanto riguarda l’Istruzione, Gozo ha un collegio autonomo che riunisce tutte le scuole. Politicamente, c’è comunque la volontà di scambio reciproco tra Malta e Gozo, al fine di rendere tutto più efficiente e rispettoso delle reciproche diversità.

In che modo vorrebbe invitare gli italiani a venire a visitare Gozo?
Qui gli italiani possono trovare un’isola piccola ma piena di cose da vedere: rimarranno incantati dai luoghi storici, dalla cultura, dalle nostre usanze (qui siamo ancora “un passo indietro”, nel senso positivo del termine, ancora legati alle tradizioni); troveranno fratelli e cugini.