venerdì 20 aprile 2012

Gioni David Parra. Da Milano a Mosca


AFFIDIAMO ALLE PAROLE DEL NOTO CRITICO GIERUT IL ‘RACCONTO’ DI QUESTO VISIONARIO ARTISTA DI CUI AVREMO SENZ’ALTRO MODO DI PARLARE ANCORA

Di Lodovico Gierut

Sì, il titolo che ho scelto è altisonante, ma forse – notando ciò che da tempo fa l’artista toscano, che da emergente è oggi un’assoluta certezza ad alto livello – non rende che in parte un percorso fatto di serie presentazioni e recensioni. L’accostamento, che poi diventa confronto – non solo vicinanza – con artisti di vertice in più occasioni come per la collettiva “ Presenze” a Pietrasanta (2011), assieme a Botero, Chia, Guadagnucci, Ciulla, Theimer, ecc.
Una personale al Lu.C.C.A. Museum e un workshop in Bangkok hanno anticipato il suo arrivo a Mosca, nel prestigioso spazio della OIOIOI Gallery, di valenza internazionale, sito presso il Valentin Yudaskin Palace.
Vi ha portato opere di collezione, alcune delle quali protagoniste sino a pochi giorni fa del successo di pubblico e di critica a Milano, presso Spazio Tadini, e recenti opere inedite dove è soprattutto il nero a creare forme tessute di una magia tagliente e morbida al contempo, quasi fossero le “varate” (quando il marmo è staccato dalla montagna) delle sue Alpi Apuane, o stelle di un oltre e di un altrove.
Nel tutto si coglie il respiro di un linguaggio autonomo e l’impronta della sua maturata professionalità.
Se taluni parlano di crisi della fantasia e dell’arte, la risposta di Gioni David Parra è inequivocabilmente sia a Mosca, sia davanti a noi.