venerdì 20 aprile 2012

CIUSA e TAVOLARA

Francesco Ciusa e Eugenio Tavolara
Artisti dell’identità sarda 

Di Giovanni Graziano Manca

A Nuoro la Regione Sarda e il Comune hanno reso possibili presso il Museo Ciusa, realtà espositiva di recente istituzione, due esposizioni irrinunciabili per tutti coloro che amano l’arte, la Sardegna e la città che le ospita. Si tratta della mostra (permanente) dedicata allo scultore nuorese Francesco Ciusa e di quella che celebra, a 110 anni alla nascita dell’artista, l’opera di Eugenio Tavolara (Eugenio Tavolara – Il mondo magico, questo l’eloquente titolo della mostra che può essere visitata fino al 30 Aprile p.v.).
Francesco Ciusa (1883-1949) è l’artista che per primo in Sardegna ha dato dignità alla scultura moderna e che contemporaneamente, e assai mirabilmente, ha espresso l’anima della cultura sarda nelle sue rappresentazioni scultoree e nelle sue ceramiche. Uomo proveniente dall’Accademia (studiò belle arti a Firenze), operò a Nuoro, a Sassari e, in seguito, principalmente, a Cagliari, città presso la quale si trasferì intorno agli anni 1908-1909. Dello scultore barbaricino si dice che egli fu, analogamente a molti altri artisti europei che come lui vissero negli anni turbolenti a cavallo dei se-coli XIX e XX, un artista moderno, che paradossalmente non amava la modernità. Lo scultore trova rifugio in quella lentezza e in quel tempo che scorre a misura d’uomo, che contraddistinguono e regolano gli eventi tradizionali e il vivere quotidiano della sua terra. Il Museo Ciusa di Nuoro raccoglie una sessantina di pezzi (comprendendo tra essi disegni e documenti d’archivio) realizzati in un arco di tempo che va dai primi anni del Novecento fino agli anni Quaranta. Essi costituiscono testimonianza dei periodi in cui la cui ricerca espressiva dell’artista si fa più intensa.
Non meno rappresentativa dell’estro artistico dei sardi è l’opera di Eugenio Tavolara, artista poliedrico che non fu solo scultore. Egli fu, soprattutto, l’iniziatore dell’artigianato sardo moderno (fu lui, negli anni Cinquanta del secolo scorso, a dirigere per la prima volta l’ISOLA – l’istituto sardo per l’organizzazione del lavoro artigiano), una sorta di progettista d’arte, di designer, di “creatore di arti applicate”. Le sue opere, realizzate in solitudine oppure con l’aiuto di altri artisti e artigiani, si muovono concettualmente nelle direzioni più varie e nei colori, nelle espressioni dei visi, nel significato più profondo veicolato dai manufatti presentati in mostra, con un unico denominatore: la Sardegna vista nelle sue innumerevoli sfaccettature. Non sono solo antico e moderno o sacro e profano a essere rappresentati da Tavolara in questi meravigliosi oggetti: vi è un orizzonte vastissimo di emozioni e di suggestioni indotte da riflessioni sul mito, sul rapporto dell’uomo con la natura, sulla commovente credenza religiosa dei sardi, dal fiabesco, dalla semplice quotidianità delle cose e dei gesti che appartengono da sempre alle genti di Sardegna.
Eugenio Tavolara – Il mondo magico è mostra ricca di fascino che presenta sculture, disegni, opere di design e oggetti di artigianato artistico come i preziosi tappetti, nella ideazione dei quali Tavolara è rimasto maestro insuperato.