'Le Stanze Verticali' di Bruno Biondi

All'esordio la personale 'Aniconico' di Chiara Bevilacqua

giovedì 27 dicembre 2012

Arriva in Italia Newscron: i tuoi giornali preferiti in un’unica App

La start-up svizzera Newscron lancia in Italia l’innovativo servizio che aggrega le notizie da diverse riviste, quotidiani e agenzie di stampa in un’unica App secondo le preferenze dei lettori.

Milano/Lugano, 27.12.2012 Con la continua diffusione delle versioni on-line di magazine, quotidiani e riviste diventa dispendioso per i lettori in termini di tempo visitare ciascun sito web per ricercare le notizie di proprio interesse. E’ da questa premessa che nasce il primo aggregatore semantico multilingua di notizie on-line sviluppato dalla start-up svizzera Newscron SA. Fondata dal giovane dottore Elia Palme, Newscron nasce come progetto di ricerca al Politecnico Federale di Zurigo per analizzare l'influenza della quantità delle informazioni sul comportamento dell'utente. Visto il successo del progetto (oltre 60'000 download) si è deciso di fondare la società per dare continuità al servizio. Newscron ha la sua sede presso l’incubatore d’azienda dell’Università della Svizzera Italiana a Lugano. Newscron è gratuita ed è disponibile da subito in versione web-desktop e App per iPhone e Android su http://www.newscron.com/vai.

Finanziata da un pool di Business Angel e dallo stesso fondatore, la società ha sviluppato un algoritmo semantico proprietario che estrapola l’argomento trattato dagli articoli, questo permette di raggruppare gli articoli in storie, senza proporre dei doppioni e facilitando la lettura.  Attualmente sono oltre 50 le testate nazionali aggregate. L’obiettivo del giovane team è quello di diventare l’i-tunes delle notizie.

“Puntiamo molto alla vicinanza con l’utente – ha sottolineato Roberto Prato, CTO di Newscron -  aggregando le notizie anche in base alle diverse aree linguistiche e culturali. E poi c’è la personalizzazione: chi predilige il gossip può ricevere quel tipo di notizie in particolare, oppure lo sport e via dicendo. Chi inizia a usare Newscron, in genere, continua a usarlo - ha aggiunto -  perché filtrando le notizie si riduce il cosiddetto information overloading, ovvero quel sovraccarico di informazioni che fa perdere molto  tempo ai lettori sul web”. 

Newscron è gratuita ed è disponibile da subito in versione web-desktop e App per iPhone e Android. 
Download: http://www.newscron.com/vai

Intervista esclusiva a Simone Sibillano

FULL Magazine intervista Simone Sibillano: alle prese con il nuovo ruolo del Cacciatore nello spettacolo "Biancaneve il Musical", il giovane artista ci racconta il suo percorso e i suoi progetti futuri!

Innanzitutto, una domanda banale, ma necessaria a introdurre la tua figura ai nostri lettori: come nasce la tua carriera nel mondo del musical? Da dove sei partito?
Diciamo che il mio avvicinamento al mondo del musical è stato fortemente voluto e perseguito con tenacia e coraggio. Nel 1999 ebbi l'oppurtunità di fare un provino per il musical "Il grande campione" con Massimo Ranieri, per la regia di Giuseppe Patroni Griffi. E in un sol colpo ho lavorato con uno dei piu grandi attori italiani e con uno dei maggiori registi del Novecento. A loro dedico tutto quello che ho fatto, perché i loro insegnamenti sono la cosa migliore che mi sarebbe potuta succedere. Il conseguente incontro con il regista Tato Russo è stato un appuntamento importantissimo per la mia formazione. 

Tra i tuoi tanti personaggi che hai già affrontato, gran parte è costituita dai "cattivi": cosa ti rende un "interprete cattivo"?
In realtá la sfida è vinta dai buoni! Karol Wojtyla, Gesú, Boccadoro, Roul, San Matteo contro Jafar, lo sceriffo di Notthingam e ora il Cacciatore, che tanto cattivo non è. Credo che le mie performance da "cattivo" abbiano la meglio sul pubblico non per un mio merito particolare, ma per una tendenza degli spettatori ad amare i personaggi negativi.

A quale personaggio tra quelli che hai interpretato finora sei più affezionato e perché?
"Jesus Christ Superstar" è stato lo show che in assoluto mi ha donato di più a livello mediatico, e quindi ringrazio Jesus per aver permesso alla mia persona di farsi conoscere dal pubblico. Ma in realtà, e non è retorica, mi affezziono tantissimo a ogni personaggio che interpreto.

Che cacciatore è questo di "Biancaneve il Musical"? In che modo hai lavorato e lavorereai durante le tante repliche in giro per l'Italia per raggiungere il risultato che desideri ottenere?
Il mio Cacciatore è un uomo duro, ma dal cuore grande, che in tempi non sospetti salva una neonata da morte certa. Questo è e sarà il mio cacciatore, un uomo soggiogato dal potere della regina, ma fortemente mosso da intenti di amore e compassione nei confronti della sua Biancaneve, che lui considera una figlia.

Molti capolavori (fiabe, film, romanzi...) sono divenuti, nel tempo, musical: quale, secondo te, non è ancora stato realizzato e a quale, ovviamente, vorresti prendere parte?
"Il corsaro nero", progetto gia in via di defenizione e al quale ho gia dato in prestito la mia voce. Spero di poterne parlare presto con piu certezze.

In che modo vorresti evolvere la tua figura di artista?
Ti confesso che, in realtà, non potrei chiedere di più alla mia carriera e che sono grato per tutte le opportunità che ho ricevuto e che continuo a ricevere. Lavorare con la macchina da presa sarebbe un grande sogno e sono certo che prima o poi qualcosa accadrà. Per ora ho in serbo uno spettacolo diretto da me e scritto da Guido Cataldo, la storia di emigranti italiani di inizio secolo. In "America" saró affiancato dalla mia partner di "Robin Hood" Valeria Monetti e da tanti altri artisti. Mi dedicheró fino ad aprile a questa esperienza come ho sempre fatto: con dedizione ed entusiasmo.

2012: un anno davvero FULL!



Sta finendo un anno straordinario per quanto riguarda il lavoro di FULL Magazine. Il 2012 ha segnato molti passi avanti importanti per la rivista e per tutti coloro che si spendono per essa. L'evento 'FULL of Pictures' svoltosi in giugno, non ha solo ufficializzato l'inizio della collaborazione con LABottega, ma ha dato modo di capire quanto, anche in termini di presenza fisica, molti amici siano vicini a FULL. Il servizio in esclusiva su Il Vittoriale degli Italiani ha dato vita alla partnership ufficiale passata anche attraverso l'intervista al suo Presidente, Giordano Bruno Guerri. E poi la moda, l'arte e l'architettura, quest'ultima sviluppatasi incredibilmente in brevissimo tempo grazie all'incessante lavoro del Responsabile Lorenzo Ricciarelli seguito dal suo staff del LAD Studio. Si è stretto poi il rapporto, in Italia, con il Maggio Musicale Fiorentino, fin dagli inizi del progetto amico della rivista, e a Madrid con la nostra "seconda casa", il Corral de la Moreria, diretto dagli splendidi fratelli Del Rey. L'edizione 2012 di ArtVerona ha dato poi modo di far conoscere FULL a moltissimi visitatori e ha creato l'occasione per inaugurare la nuova rubrica FULL of Restaurants, grazie all'emozionante visita all'Antica Bottega del Vino. Che dire? Tutto questo è molto, ma è ancora un inizio. Il nostro augurio è che il vostro 2013 possa essere come quello che si prospetta per FULL Magazine: un anno di crescita, di spinta, di consolidamento ma anche, perché no, di un po' di rischio!

Grazie a tutti e un grande augurio da tutta la redazione di FULL Magazine

La mostra 'Carlo Carrà 1881-1966'


Carlo Carrà 1881-1966 
Mostra antologica a cura di Maria Cristina Bandera 
Fondazione Ferrero, Alba (CN) 
27 ottobre 2012 - 27 gennaio 2013 


Carlo Carrà è stato uno dei pochi artisti italiani ad attraversare e interpretare con indipendenza creativa i movimenti più significativi della cultura figurativa italiana del Novecento. Erede della tradizione ottocentesca prende parte a tutte le vicende del rinnovamento artistico dell'epoca nuova, dal Futurismo alla metafisica. Nel 1906 entrò all'Accademia di Brera, come allievo di Cesare Tallone: qui incontrò alcuni giovani artisti destinati a essere protagonisti sulla scena artistica italiana tra cui  Bonzagni, Romani, Valeri e Umberto Boccioni. Con  Filippo Tommaso Marinetti  redasse un manifesto (1909) destinato ai giovani artisti dell'epoca, con l'obiettivo di esortarli ad adottare un nuovo linguaggio espressivo: nacque così il Futurismo. Non esiste classificazione che definisca fino in fondo la sua opera alla costante  ricerca di un equilibrio classico. La mostra, a cura di Maria Cristina Bandera,sarà gratuita sino al 27 gennaio 2013 e il pubblico potrà comprendere in che modo Carrà sia riuscito a attraversare, in modo molto personale, le novità culturali che si sono succedute in Italia e nel mondo durante gli 85 anni della sua vita. Il percorso artistico di Carlo Carrà è testimoniato in ogni sua fase: le prime prove divisioniste, i capolavori del Futurismo, la parentesi dell’“Antigrazioso”, la Metafisica e il “Realismo mitico”, i paesaggi (dagli anni Venti in poi), le composizioni monumentali di figura degli anni Trenta e una selezione di nature morte, così da arrivare agli ultimi anni della sua attività. La Fondazione Ferrero - che ha realizzato l’antologica- ha prodotto un interessante  documentario intitolato Solo me stesso, propedeutico alla visita alla mostra, che introduce alla visita e alla conoscenza di questo artista. Potrete  ammirare  76 dipinti conservati nelle più prestigiose istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, oltre che in importanti collezioni private. Vi sono una serie di prestiti eccezionali, che consentono di testimoniare i momenti più importanti del percorso creativo di Carrà. Della fase metafisica vi sono il Gentiluomo ubriaco, Le figlie di Loth del 1919 del Mart di Rovereto e Pino sul mare del 1921. Lo studio di Giotto e di Paolo Uccello indica l’orientamento  per un'arte monumentale. Attraverso l'esperienza metafisica,invece, Carrà cerca di capire quello che i grandi maestri toscani del Trecento erano riusciti ad esprimere con tanta solennità. A partire dagli anni '20 nascono le maggiori creazioni del pittore: la mostra, infatti, ha come asse centrale le sequenze dei paesaggi. Particolarmente significative sono le opere in cui l’artista evidenzia le sue  simpatie per la  rappresentazione dei temi classici, raffiguranti la virilità sportiva. Tra i capolavori presenti vi sono, Nuotatori, ripetuto nel 1929-30 e nel 1932, Sintesi di una partita di calcio del 1934 e Atleti in riposo del 1933-35. Infine, vi sono le nature morte degli anni '30 e '40, nelle quali  Carrà riesce ad associare  semplicità formale e ricchezza cromatica. Infine  consiglio vivamente di acquistare il volume “Carrà”, edito da 24 Ore Cultura nel quale troverete le immagini delle opere  accompagnate da una ampia descrizione critica utile per scoprire cosa significano e come sono nate. Quando avrete terminato di visitare questo bellissimo percorso non dimenticate di fare un giro fra le vie di Alba che è una  città  ricca di storia. Non dimenticate che la grande fortuna di Alba è il commercio del tartufo,che troverete  al mercato settimanale, oppure nell'antica piazza delle Erbe  percorrendo la  via Maestra fino alla piazza del Duomo. 

giovedì 13 dicembre 2012

Rinviate le date lucchesi di Massimo Ranieri

Si informa il gentile pubblico che l'evento di Massimo Ranieri in programma il 18 e 19 Dicembre 2012 presso il Teatro del Giglio di Lucca è stato rinviato al 17 Marzo 2013 causa sopravvenuti impegni televisivi di alto valore umanitario da parte dell'artista. 

Il Teatro del Giglio, scelto dall'organizzazione e dall'artista quale sede dei concerti, è riuscito con grande disponibilità - nonostante il fitto calendario di spettacoli già programmati per l'anno 2013 - a trovare una nuova data; le due manifestazioni saranno pertanto convogliate in un unico giorno.

I biglietti in vostro possesso potranno essere convertiti per il concerto di domenica 17 marzo 2013 h 21 recandosi presso il punto vendita dove è stato effettuato l'acquisto. 


Si ricorda inoltre che la conversione del biglietto per il nuovo giorno o in alternativa il rimborso, dovranno avvenire entro e non oltre il 30 Dicembre 2012

Con le più vive scuse dell'organizzazione e dell'artista.


Biglietteria 
Teatro del Giglio - Orario di apertura
sede: 
Piazza del Giglio, 13 - 15 Lucca 
orario: 
dal martedì al sabato 10.30 - 13 e 16 - 19
per informazioni: 
tel. 0583 / 46.53.20 - biglietteria@teatrodelgiglio.it

martedì 11 dicembre 2012

Pecha Kucha Night a Pontedera. Ecco le foto!

Grazie all'invito del LAD Studio, colonna portante di FULL of Converse (la nostra nuovissima sezione dedicata all'architettura), giovedì 22 novembre 2012 la redazione di FULL Magazine ha preso parte alla Pecha Kucha Night®, inserita nell'ambito di Creactivity 2012, l'iniziativa internazionale dedicata all'architettura, al design, più in generale alla creatività.
Location: l'affascinante Museo Piaggio di Pontedera, in cui uno spazio funzionale ed evocativo sa ospitare l'ingegno, l'eleganza e la storia di una delle più grandi aziende italiane. 
In linea con l'originale formula giapponese, la Pecha Kucha Night® ha visto avvicendarsi dodici realtà (perlopiù giovani) che, con 6 minuti e 40 secondi e 20 slides a disposizione, hanno illustrato al pubblico le proprie attività e ambizioni.
Ovviamente, il momento più emozionante per noi è stato veder salire sul palco il nostro Lorenzo Ricciarelli e sentirlo raccontare della fantastica Utopia costantemente ricercata dal LAD Studio, nonché sentir pronunciare il nome di FULL!
Grazie, ragazzi, e complimenti a tutti gli altri partecipanti, per  l'impegno, la determinazione e la voglia di costruire!

L'ordine delle foto rispetta quello degli interventi.
Clicca sulle immagini per visualizzarle ingrandite.




Maurizio Galluzzo, docente IUAV


Maurizio Panicucci, fotografo


Paolo Pieri Nierli, architetto conservatore 


Francesco Cerra, studente Scuola Internazionale di Comics - Firenze


Arzelà e Scarpinetti, architetti 


Antonio Scribano, studente ISIA


Daniele Orlandi, creativo del gruppo ElektroDomestikForce


Serena Galloroni, fotografa 


Lorenzo Ricciarelli, architetto, direttore del Lad Studio, responsabile architettura per FULL Magazine


Mario Santucci, ingegnere, area sviluppo scooter Piaggio 


Paolo Marradi, tecnico luci cui va sicuramente il nostro 'premio simpatia' per l'intervento più brillante


Antonio Scribano, responsabile dell'interessante progetto 'Fattelo!'


Per ogni eventuale revisione delle cariche attribuite ai personaggi che sono intervenuti scrivere a redazione@fullmagazine.it

domenica 9 dicembre 2012

Lo splendore di "Turandot" al Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze

Autore: Silvia Cosentino - Caporedattore di 4rum.it e FULL Magazine

Per chi ormai è abituato a scrivere, recensire un qualsiasi argomento, non è mai facile accostarsi a esso con la giusta predisposizione: l’esperienza e il disincanto mettono il recensore in una condizione di costante, minuziosa analisi tecnica, scevra da sentimentalismi e da inganni, scenici nel nostro caso. Con il rischio di perdere quella bella carica emozionale che uno spettacolo teatrale porta con sé, chi si trova a dover studiare, descrivere, scandagliare tutti gli aspetti di un allestimento, si soffermerà su ogni elemento fin dei minimi dettagli, per poi trarre un resoconto da offrire al lettore. Resoconto che, inevitabilmente quando il suo lavoro di critico è ben condotto, sarà depurato dai facili entusiasmi e dalla “pancia”.

Ci sono eventi, tuttavia, talmente unici e perfetti (in questo caso la parola altisonante non sembri andare controtendenza alla premessa appena fatta) nei confronti dei quali davvero la “pancia” va di pari passo con l’analisi più spietata. Performance che costituiscono piccoli, grandi miracoli teatrali, in cui veramente non possiamo che immaginare l’ipotetico plauso dell’autore. Stiamo parlando, in questo caso, di Turandot, capolavoro immenso, incompiuto di Giacomo Puccini, scelto come prima rappresentazione lirica (dopo oltre trenta concerti sinfonici) al Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze. Incredibile come la grandiosità dell’allestimento nasca, in quale modo, da una situazione di disagio: da un lato, il Teatro Comunale ancora alle prese con una manutenzione straordinaria; dall’altro, il nuovo complesso non ancora adeguatamente terminato per fornire tutti gli elementi di cui una grande produzione ha bisogno. Si sceglie, quindi, una mise en espace che invade letteralmente la sala: procedendo dalle poltrone verso il fondale, si hanno entrate e uscite dei personaggi dai vari ingressi in sala; l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino rialzata sul palco; una lunga pedana arretrata, riservata ai ruoli principali; uno schermo per sottotitoli in italiano/inglese e proiezioni (in gran parte provenienti dal filmato girato in occasione dell’esibizione del Maggio a Pechino nel 1998); sul retro, ora nascosto, ora imponente grazie a un suggestivo controluce, il Coro del Maggio.

Il condottiero non può che essere lui, Zubin Mehta, che con questa Turandot chiude il festival a lui dedicato, in celebrazione dei suoi cinquant’anni sul podio del Maggio: senza bisogno di spartito, il grande Maestro dà corpo, colore, sfumature al capolavoro di pucciniano, calibrando ogni strumento, rendendo ben riconoscibile le varie melodie che caratterizzano i momenti della partitura e della storia. In questo arduo compito, trova di certo un prezioso alleato nell’incredibile acustica della nuova sala, in cui nessun suono si disperde, venendo bensì restituito all’orecchio con una purezza e un vigore impressionanti. Si resta letteralmente schiacciati sulla poltrona sotto il (dolce) peso delle suggestioni visive e sonore, dai passaggi delicati di Liù a quelli maestosi d’insieme, che in quest’opera prendono di certo il sopravvento sull’intima cifra stilistica pucciniana. Con i loro costumi sgargianti, i personaggi, così come il Coro, divengono tutt’uno con il pubblico e con la sala, rapendo così gli spettatori in un mondo magico fatto di poesia, di musica al suo più alto stadio, di un teatro che riesce ad andare al di là delle difficoltà che l’assenza delle torre scenica può comportare.


Ineccepibili gli interpreti, dalla stabile potenza di Rubens Pelizzari (Calaf), al timbro imponente di Elena Penkratova (Turandot), passando per la melodiosa esibizione di Serena Daolio (Liù). Il cast non tradisce imbarazzo fisico verso una situazione scenica desueta, restituendo caratteri ed emozioni assolutamente disinvolti e convincenti, come se la meraviglia tanto strenuamente cercata da Giacomo Puccini prendesse davvero corpo e trovasse compimento: lui che (pur senza poter davvero terminare) quella concreta bellezza da espletarsi sul palco l’aveva strenuamente ricercata fino alla fine, fino a quell’ultimo, straziante momento, in cui la morte ha strappò la sua natura fisica a questo mondo. Solo il corpo, intendiamoci, perché il suo spirito e la sua musica assoluta continueranno a vivere in eterno finché realtà come quella del Maggio continueranno a esistere e operare. Avanti, quindi, con coraggio, nel nome della Musica. 


Recensione relativa alla replica di martedì 4 dicembre 2012
Immagini relative al primo cast, per gentile concessione del Maggio Musicale Fiorentino.


TURANDOT

La Principessa Turandot: Jennifer Wilson | Elena Pankratova (28.11, 4.12)
L’Imperatore Altoum: Enrico Cossutta
Timur: Giacomo Prestia | Alessandro Guerzoni (28.11, 4.12)
Calaf (Principe Ignoto): Jorge de León | Rubens Pelizzari (28.11, 4.12)
Liù: Ekaterina Scherbachenko | Serena Daolio (28.11, 4.12)
Ping: Fabio Previati
Pang: Carlo Bosi
Pong: Iorio Zennaro
Un mandarino: Konstantin Gorny
Il Principe di Persia: Leonardo Melani
Prima ancella: Laura Lensi
Seconda ancella: Giulia Tamarri

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Ragazzi Cantori di Firenze diretti da Marisol Carballo

Direttore Zubin Mehta
Mise en espace Marina Bianchi
Costumi Wang Yin
Luci Luciano Roticiani
Video proiezioni Silvio Brambilla
Direttore dell'allestimento Italo Grassi

Sopratitoli, sia in lingua italiana che in lingua inglese, a cura di Prescott Studio, Firenze

Nuovo Teatro dell'Opera
Martedì 27 novembre, ore 20:30
Mercoledì 28 novembre, ore 20:30
Giovedì 29 novembre, ore 20:30
Domenica 2 dicembre, ore 15:30
Martedì 4 dicembre, ore 20:30
Mercoledì 5 dicembre, ore 20:30

sabato 1 dicembre 2012

Al Giglio di Lucca il nuovissimo spettacolo di Massimo Ranieri

Per la prima volta nella sua carriera, il grande Massimo Ranieri arriva a Lucca: il 18 e 19 dicembre (ore 21) il Teatro del Giglio accoglierà finalmente la sua musica e il suo talento istrionico.

Dopo il travolgente successo dello spettacolo Canto perché non so nuotare...da 40 anni, trasformato proprio per il trionfo in Canto perché non so nuotare...da 500 repliche, Massimo Ranieri regala al suo pubblico un nuovo e travolgente spettacolo dal titolo Sogno e son desto - Chi nun tene coraggio nun se cocca ch'e femmene belle.

A differenza del precedente spettacolo, che aveva forti richiami biografici ed era incentrato sull'importanza e la bellezza della figura femminile (corpo di ballo e orchestra erano composti da sole donne), in questo show Massimo Ranieri si concede al pubblico in una veste più intima e raccolta; non c'è lo sfarzo delle luci, del ballo, della coreografia, ma c'è lui e la sua musica. Lo spettacolo non parla di eroi né di vincitori, ma è dedicato agli ultimi e ai sognatori. A coloro che nella vita non hanno avuto vita facile e che hanno lottato, spesso senza riuscire, per un posto al sole, per la loro felicità e affermazione. Uomini e donne di grande dignità che non hanno usato scorciatoie né espedienti più o meno scorretti, ma solo il talento e la voglia di realizzarsi nella vita. E Massimo Ranieri dedica loro due ore dense di musica e di passione.

PREVENDITA BIGLIETTI:

Biglietteria del Teatro
Info 0583/46.53.20
dal Martedi al Sabato 10.30-13.00 e 16.00-19.00 

Circuito regionale BOXOL 
www.boxol.it  Info 055/21.08.04 

Circuito BOOKINGSHOW
www.bookingshow.it
Info 0584/61.94.79

martedì 20 novembre 2012

Crea©tivity 2012

Crea©tivity 2012
22 - 23 Novembre 2012
Museo Piaggio, Pontedera



Il 22 e il 23 novembre il Museo Piaggio ospiterà per il settimo anno consecutivo Crea©tivity 2012 due intensi giorni di iniziative, incontri, convegni, workshop, ma anche evento di ampio respiro, momento di confronto sulle ricerche più innovative sviluppate in ambito nazionale e internazionale, nonché finestra privilegiata sul mondo del design e della creatività. Partecipano prestigiose istituzioni italiane ed europee, con l’obiettivo di favorire forme di scambio, laboratori e dibattiti su tematiche sociali legate al trasferimento di conoscenza, alla ricerca, alla sperimentazione, all’innovazione e alla sostenibilità.
L’evento è prodotto da Comune di Pontedera, Fondazione Piaggio, Pont-Tech, ISIA Firenze e MBVision, con il supporto di ISIA Roma, Palazzo Spinelli, LABA Firenze, Istituto Modartech, il patrocinio di AFAM - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Toscana, ADI delegazione Toscana (Associazione per il Disegno Industriale) ed ELIA - European League of Institutes of the Arts.
Un ricca rete di partner aziendali ed accademici - tra i quali si annoverano Piaggio & C., Artex (Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana), Pecha Kucha Night®, Associazione Toscana-Cina Insieme, Consorzio Cristallo Colle Val d’Elsa, UX Conference, ISIS Marco Polo/Cattaneo, Scuola Internazionale di Comics di Firenze – completano il panel.
Il programma di Crea©tivity ’12 propone, come nelle precedenti edizioni, una serie di appuntamenti quali convegni, incontri e tavole rotonde con designer di fama internazionale e personaggi della cultura e della formazione, nonché esperti e aziende del settore, due workshop – il primo, WorkArt, propedeutico al Crea©tivity sul tema del “mettere in mostra” svoltosi l’8 novembre al Salone dell’Arte e del Restauro a Firenze e il secondo, WorkOut, che si terrà al Museo Piaggio, Pontedera, durante la manifestazione  coordinati da designer e aziende per studenti universitari e delle scuole superiori, declinati su differenti aree espressive; delle esposizioni tematiche di prodotti e progetti degli istituti e designer ospiti, ed infine una serata, con la formula del Pecha Kucha Night®.
I lavori si apriranno la mattina del 22 novembre con alcuni interventi (keynote) tenuti da professionisti ed esperti del settore tra i quali Roberto Semprini, architetto e progettista, Rodolfo Frascoli, designer di alcune fra le più famose moto italiane e straniere, MaurizioGalluzzo, esperto in social media e docente presso lo IUAV di Venezia, e Carmen Alampi, fashion designer e docente, che tracceranno le linee guida per WorkOut . Quattro le aree tematiche a disposizione dei partecipanti: Mobility, Product, Fashion e Communication, ciascuna coordinata da tutor docenti e professionisti. Una full immersion di due giorni dal brainstorming al progetto, che ad oggi ha visto la partecipazione di oltre 1.300 studenti. Le attività WorkOut inizieranno giovedì 22 novembre e si protrarranno per tutto il giorno seguente fino alla premiazione dei progetti vincitori, selezionati da un'apposita giuria di esperti.
La giornata di giovedì continuerà, sempre all’interno della cornice del Museo Piaggio, alle 21.00 con il Pecha Kucha Night in un’edizione speciale: PKN Firenze e PKN Pisa per la prima volta insieme. Un momento di confronto in cui giovani ed esperti di diversa estrazione, formazione e cultura avranno a disposizione 6 minuti e 40” per farsi conoscere e 20 immagini per presentare il proprio progetto, raccontare la propria visione ed il proprio lavoro. Un happening serrato e tutto da vedere, una grande opportunità di confronto e di
discussione.
Nel corso della serata, si terrà la premiazione del CREA©TIVITY DESIGN AWARD 2012, concorso sui temi dell’innovazione, del trasferimento di tecnologie e di saperi nell’ambito della progettazione e aperto a studenti, regolarmente iscritti o laureati/diplomati nel corso dell’anno accademico 2011 – 2012, di Università, Istituti o Accademie pubbliche e private, nazionali e internazionali, aventi come indirizzo il Design inteso nella sua accezione più ampia. Tra i premi, lo speciale Vespa Prize, conferito dalla Fondazione Piaggio intitolato alla memoria del Prof. Tommaso Fanfani, Past President. Saliranno sul palco anche i vincitori del WorkArt, il one-day workshop propedeutico ospitato l’8 novembre al Salone dell’Arte e del Restauro a Firenze.
Parallelamente al workshop si terranno degli incontri tematici, aperti a professionisti, aziende, docenti e studenti. Confronti e indagini sul design e le sue declinazioni, sui network formazione-industria fino a progetti dedicati a settori trasversali quali la progettazione aeronautica e le industrie creative. Tra gli interventi quelli a cura di Palazzo Spinelli per l’Arte e il Restauro, IDINTOS, Artex, Istituto Modartech e CGS Group.
Crea©tivity è, infine, anche esposizioni. All’insegna della creatività, della ricerca e dell’innovazione, e con rinnovata attenzione verso tematiche attuali e a volte inattese. L’evento ospita una serie di mostre monografiche che occuperanno le storiche mura del Museo Piaggio: da proposte di Istituti di Design, scuole, Università e aziende ospiti, alle presentazioni di progetti collaterali orientati al trasferimento di competenze, materiali e tecnologie, fino a microesposizioni curate dagli studenti.
Il team che dal 2003 segue questa serie di incontri dedicati al design è formato da docenti, giovani ed esperti professionisti, studenti.
Curatore dell’evento, Massimiliano Pinucci, designer e docente. Coordinatore dei workshop, Angelo Minisci. Coordinatori del Pecha Kucha Night Firenze Martina Fersini e Mario Lovergine per ISIA Firenze. Tra i membri del Comitato Scientifico, i professori Liviana Canovai, Giuseppe Furlanis, Riccardo Lanzara, Massimiliano Pinucci. 
Media partner, il portale di Fondazione Sistema Toscana www.intoscana.it
Il programma aggiornato con le ultime novità, personaggi ed attività sulla pagina Facebook

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UN EVENTO PROMOSSO DA
Comune di Pontedera
Fondazione Piaggio
Pont-Tech
MBVision

CON IL PATROCINIO DI
AFAM/MIUR
(Direzione Generale dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca)
Regione Toscana
Provincia di Pisa
ADI Associazione per il Disegno Industriale
ELIA European League of Institutes of the Arts

PARTNER PER LA DIDATTICA
ISIA Firenze
ISIA Roma
Palazzo Spinelli per l’Arte e il Restauro
Istituto Modartech
LABA – Libera Accademia di Belle Arti
Scuola Internazionale di Comics

PARTNER 2012
Piaggio & C.
Pecha Kucha Night
Associazione Toscana-Cina Insieme
Artex – Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana
Consorzio Cristallo Colle Val d’Elsa
ISIS Marco Polo/Cattaneo

IN COLLABORAZIONE CON
Museimpresa
Fondazione Sistema Toscana
UX Conference
IDINTOS
DE.MA.S.S.
NeuNow

MEDIA PARTNER
InToscana.it

domenica 18 novembre 2012

Degas a Torino


DEGAS. CAPOLAVORI DEL MUSEE D’ORSAY


È stata  inaugurata a Torino la più importante mostra in Italia dedicata a Edgar Degas a cura di Elisa Poli. Dal 18 ottobre 2012 fino al 27 gennaio 2013 la Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti incornicia  splendidamente le opere del maestro  dell'Impressionismo e  la Parigi di fine Ottocento. La mostra è organizzata da Skira editore, in collaborazione con il Comune di Torino e con la curatela di Xavier Rey, conservatore presso il Musée d’Orsay. La mostra è  la più grande antologica dedicata a Edgar Degas degli ultimi decenni in Italia: 80 capolavori, raramente esposti al pubblico per motivi di conservazione, che offrono uno spaccato della vita della Parigi di fine Ottocento - l’ambiente familiare, il mondo degli artisti, della musica e dei caffè, il paesaggio, i cavalli, le ballerine e il nudo femminile - e un particolare rilievo all’esperienza italiana dell’artista. Il percorso espositivo ha un’impostazione classica, cronologica e tematica. Si inizia con un Autoritratto di perfetta limpidezza pittorica del 1855: un giovane consapevole del suo alto status sociale e  del suo talento artistico. Accanto  all’autoritratto troviamo una serie di ritratti di familiari, come quello di suo nonno Hilaire De Gas, delle sorelle Marguerite e Thérèse, e soprattutto un capolavoro assoluto come La Famiglia Bellelli (1858-69),raffigurante un interno borghese, che ritrae gli zii con le due figlie, il cui stampo realistico è sublimata  nella raffinata e misterioso  gioco compositivo. Si tratta di un’ opera  che per le sue considerevoli dimensioni (2 x 2,5 metri) raramente ha lasciato il museo parigino. Nella sala successiva seguono uno spettacolare Studio di mani del 1859-1860 ,alcuni Studi di teste, olii o pastelli, copiati da grandi artisti del passato come Della Robbia e Mantegna, i ritratti di familiari di ritratti di amici letterati, musicisti e artisti seduti nei locali parigini tra cui per esempio il violoncellista Pillet che vediamo anche in L’orchestra dell’Opéra (1870), un dipinto di taglio quasi fotografico con i musicisti in primo piano, e sullo sfondo illuminato delle ballerine di cui si vedono solo le gambe. Dopo una serie di paesaggi, entrano in scena i temi più tipici, in tre sezioni distinte: le corse dei cavalli, le ballerine, e i nudi femminili nella sala da bagno. Le opere prestate documentano al meglio tutte le fasi della ricerca artistica e dei soggetti più famosi di Degas. Il quadro più famoso della prima sezione è  il luminosissimo Défilé del 1866-68. Di grande effetto è soprattutto la serie delle sculture di cavalli al passo, al trotto e al galoppo, che è accompagnata da un video che ci mostra la sequenza fotografica di Muybridge sui movimenti dell’animale.Un’altra sequenza di Muybridge è proiettata nella sala dove si trova un gruppo di studi plastici di ballerine nude in varie pose. La grande protagonista di questa sezione è la Ballerina di quattordici anni (1879-81), vestita con un vero tutù in tulle. È l’unica scultura che Degas abbia mai esposto, anche se l’artista dalla fine del secolo fino alla sua morte nel 1917, a causa della progressiva perdita della vista, si era impegnato più nella modellazione scultorea che nella pittura, limitata alla tecnica del pastello. Sul tema delle ballerine si possono vedere in mostra anche tre magnifici capolavori : Prove di balletto in scena (1974), Fin d’arabesque (1977) e Ballerina con bouquet che ringrazia in scena (1978). Oltre alla elegantissima qualità delle inquadrature e del disegno quello che colpisce di più è la resa incantata e al tempo stesso  lugubre  della luce di scena. L’ultima sezione è dedicata alle scene di nudi femminili che si lavano, entrano o escono dalla vasca da bagno, si asciugano il corpo o i capelli. Non si tratta di ninfe o odalische, ma di donne comuni  riprese in azioni quotidiane, che sembrano non sapere di essere guardate, anche se ovviamente erano modelle che Degas metteva in posa. Anche qui troviamo un gruppo di sculture notevoli,sebbene siano i bellissimi pastelli su cartone,realizzati  senza alcuna preoccupazione di precisione descrittiva, che ci affascinano lo spettatore per la loro libertà d’invenzione. Per concludere vi consiglio di visitare il sito www.turismotorino.org  e di passere un affascinante soggiorno a Torino! Infatti a partire da soli € 37,00 a persona in camera doppia, non perdere questa opportunità per ammirare da vicino i capolavori di un grande maestro dell'Impressionismo. L'offerta, valida dal 21 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013, include: il pernottamento della domenica notte, la prima colazione e il voucher per accedere alla mostra.


Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti in Torino
Viale B. Crivelli,11,Torino, dal 18 ottobre al 27 gennaio 2013. Biglietti: € 12-€ 9
Infoline tel. 011.5790095
www.mostradegas.it

Immagine tratta dal sito web ufficiale della mostra

martedì 13 novembre 2012

“Biancaneve il Musical”… Una seconda edizione ancora più emozionante!


Sono tante le novità della nuova edizione del family show, reduce dal successo dei 40.000 spettatori della scorsa stagione, pronto per l’ormai imminente tour 2012-2013 con tante nuove sorprese!

Prima fra tutte un cast d’eccellenza, fiore all’occhiello della Happy Live Creations, fiera di presentare la strepitosa Martha Rossi in Biancaneve il Musical nel ruolo della protagonista Biancaneve nella nuova edizione dello spettacolo, con Simone Sibillano nel ruolo del Cacciatore, Susanna Pellegrini (Regina) e  Gianluca Roncari (Principe). Novità anche tra i Sette Nani e le Dee: hanno infatti preso parte al cast, dopo un’accuratissima selezione, Veronica Appeddu (Selvatica), Giorgia Arena (Castagna), Annalisa D’Ambrosio (Aria), Serena Olmi (Acqua), Giulia Fabbri (Terra), Valeria Camici (Fuoco) e Marco Schiaroli (Ensemble). Riconfermati, reduci dalla prima edizione, Edoardo Scalzini (Pignolo), Beatrice Mondin (Ortica), Alessandra Devilla (Polline), Stella Pecollo (Porcino) e Mikela Rebua (Mieloso).

Ma tante altre saranno le novità di questa magica stagione 2012-2013. Nonostante il successo riscosso dalla prima edizione, che ha valso al Musical ben cinque candidature alla prima edizione italiana dei BroadwayWorld Regional Awards, concorso che omaggia le eccellenze nel campo del teatro italiano, la produzione non si è risparmiata e ha dato ampio spazio alla fantasia. Lo spettacolo, che in questo momento è in lizza per i titoli di “Miglior musical”, “Miglior ensemble in un musical”, “Migliori Luci”, “Migliori costumi” e “Migliori scenografie”, sarà per la sua seconda stagione ancora più entusiasmante, arricchito da nuovi testi, musiche, scene e costumi, tutti interamente inediti e firmati dalla Happy Live Creations in collaborazione con grandi eccellenze creative. New entry, che ha aumentato ancor più il valore del cast creativo, è quella di Chiara Scipione, con all’attivo ruoli in produzioni di successo come “Cabaret”, “Robin Hood”, “Aladin il Musical” e “Il Vizietto”. La perfomer di musical si è reinventata e ha dato vita a coreografie che andranno a esaltare ancora di più le molteplici arie musicali dello spettacolo e valorizzeranno le grandi doti tecniche e artistiche dell'ensemble. 

Importantissima novità sarà l’illuminazione delle scene, opera di Alessio De Simone. La “Trussdesign.it”, in collaborazione con Happy Live Creations, dopo mesi di studio, ha approntato un progetto illumino-tecnico ad hoc che renderà ancora più magica l'atmosfera di “Biancaneve il Musical”. Molte le novità scenografiche e costumistiche, nate dalla creatività di Annalisa Benedetti, scenografa, costumista e grafica, nonché “mamma” di “Biancaneve il Musical”. Il trucco e il parrucco saranno ancor più magistrali grazie ad un nuovo e approfondito studio dei make up e delle acconciature messo a punto da Alessandra Donadio, make up artist e hair stylist del musical "La Bella e la Bestia".

E ancora tante altre saranno le novità di “Biancaneve il Musical” 2012-2013, tra cui spiccheranno le innovazioni, le trovate registiche e i colpi di scena ideati dal geniale regista Enrico Botta, il tutto accompagnato dai nuovi ed emozionanti brani firmati da Daniele Biagini e Lorenzo Biagini e diretti da Massimiliano Grazzini, che grandi e piccini potranno vivere a partire dal 24 Novembre, data in cui il family show debutterà al Teatro Verdi di Montecatini Terme, prima di approdare il 29 a Cattolica (Teatro Regina), il 14 Dicembre a Sanremo (Teatro Ariston), il 16 a Mantova (Teatro Palabam), il 21, 22 e il 23 a Torino (Teatro Alfieri) e il 28 e il 29 a Civitavecchia (Teatro Traiano).

Per altre curiosità e per prendere visione del calendario completo del tour, che vedrà i perfomers sui palchi dei migliori teatri italiano fino ad Aprile 2013, vi invitiamo a visitare il sito www.biancaneveilmusical.it .

FULL Magazine racconta l'ultima edizione del 'Lucca Comics & Games 2012'



Autore: Cesare Zavattari (testo e foto)

Lo sferragliare delle spade è assordante, guerrieri senza macchia e senza paura si fronteggiano nel campo di battaglia ormai ridotto a una poltiglia fangosa da una pioggia incessante ma leggera, quasi a non voler disturbare la drammaticità del momento. Intanto, poco più in là, l’Uomo Ragno segue distrattamente appollaiato su un muro...
No, non è un pastiche letterario buono per un romanzo d’appendice. Siamo semplicemente a Lucca, a Lucca Comics & Games, per la precisione. Poco importa se le spade invece d’essere d’acciaio sono in gommapiuma e, quando si scontrano, invece di fare “clank clank” fanno “plop plop”, Lucca per qualche giorno diventa realmente un universo parallelo dove folle oceaniche (oltre 180.000 visitatori in 4 giorni!) sàturano la “murata” cittadina toscana.
Ospiti di primo piano, provenienti da tutto il mondo, danno lustro a un evento di portata internazionale che negli anni è riuscito a progredire incessantemente, con una organizzazione che non si è lasciata sorprendere dal sempre maggior numero di visitatori ed è sempre attenta alle nuove tendenze, dai fumetti ai giochi “intelligenti”, passando dal Cosplay, fino ad arrivare alle nuove tecnologie, con case di produzione videoludiche presenti nell’area games, dove Nintendo ha presentato la nuova console WiiU in uscita in Italia il 30 novembre.
Fra gli ospiti citiamo il grande Enrique Breccia e il “nostro” Maestro Giorgio Cavazzano, per il cui autografo si sono formate file tanto civili quanto interminabili allo stand Disney.

Trent’anni di Mysteri

Quest’anno compie 30 anni di vita editoriale Martin Mystère, il Detective dell'Impossibile di casa Bonelli. Lucca Comics ha celebrato questo importante traguardo con un incontro a Palazzo Ducale dove erano presenti Alfredo Castelli, ideatore del personaggio, e Giancarlo Alessandrini, disegnatore principe della serie, nonché autore di tutte le copertine. Molti i presenti che hanno approfittato dell’occasione per testimoniare il fatto che Martin Mystère è sì uno splendido fumetto, ma anche una fonte inesauribile di spunti per approfondimenti molto interessanti e formativi, anche in virtù del fatto che gli albi nascono da un gran lavoro di documentazione da parte degli autori che, per bocca di Martin o mediante rubriche aggiuntive (come il mitico Almanacco del Mistero), riportano le fonti originarie, lasciando al lettore il piacere di approfondire eventuali argomenti di suo interesse.

E a proposito di fonti (non) affidabili e (non) verificate, Castelli ha raccontato un gustoso aneddoto riguardante la celebre trasmissione Voyager. Nell’albo di Martin Mystère “Il segreto di San Nicola” si ipotizza che il Sacro Graal sia custodito nella basilica di San Nicola, a Bari.
Guarda caso, in una puntata di Voyager, un giornalista chiede ai frati della basilica informazioni sul Sacro Graal che alcuni pensano lì custodito.
Il presentatore Giacobbo, interpellato da Castelli, ha confermato che quel “alcuni” era riferito ad Alfredo Castelli / Martin Mystère...

Alla fine dell’incontro è stato consegnato ad Alfredo “Castelli di Carta”, libro celebrativo dell’autore di Martin Mystère realizzato su iniziativa dell’Associazione Culturale Nipoti di Martin Mystère (AMys).

Per tutte le età

Oltre a Lucca Comics e a Lucca Games vale la pena citare Lucca Junior, area dedicata ai più piccoli che, negli ultimi anni, è riuscita a conquistarsi uno spazio adeguato, arrivando a vivere di vita propria, dopo qualche edizione dove lo spazio sacrificato dava l’impressione di “vorrei ma non posso”. Molte le iniziative per i più piccoli, dai laboratori al teatro, con ogni espositore che al proprio stand offriva attività e animazioni in aggiunta a quelle “ufficiali”.
Apprezzabile la novità di quest’anno di portare l’area teatro fuori dal padiglione Junior, dedicandogli uno spazio tutto suo.
Avanti così!

lunedì 5 novembre 2012

Il coraggio di andare oltre

Palazzo Strozzi ospita: Anni Trenta arti in Italia oltre il fascismo.

Autori: Lorenzo Ricciarelli, Responsabile Architettura FULL Magazine e Marta Conforti, Coordinamento Architettura FULL Magazine
Foto: Lorenzo Ricciarelli
Cliccare sulle immagini per visualizzarle ingrandite
Palazzo Strozzi di Firenze ospita fino al prossimo 27 gennaio 2013 la mostra “Anni Trenta arti in Italia oltre il fascismo”.
L’allestimento si articola in sette diverse sezioni e cerca di restituire allo spettatore il clima di fervore artistico degli anni Trenta. Sotto il fascismo l’Italia ha vissuto uno dei più vigorosi momenti di avanguardia artistica al punto che si combatte una vera e propria battaglia di ideali che vede contrapposte tendenze più disparate sotto l’egida dello stesso spirito di rinnovamento. Sono gli anni in cui si afferma il problema dello “stile” svincolato dal concetto puramente formale per investire gli ambiti della società e dell’economia.

La mostra mette in scena quel decennio con una selezione di opere che costituiscono una narrazione storicamente fondata nell’intento di rendere la temperatura estetica, culturale e ideologica di quegli anni. I materiali esposti sono opere d’arte (pittura, scultura, grafica), fotografie, bozzetti che cercano di raccontare una situazione artistica di estrema vivacità e creatività sullo sfondo di un periodo cruciale per lo sviluppo della comunicazione di massa, della radio e del cinema, culminato con l'affermazione di un'idea non tramontata di uomo moderno, dinamico, al passo con i tempi.
L'allestimento si apre gettando lo sguardo su “Centri e scuole” che caratterizzano tendenze e gusti della scena artistica dell'epoca.Il racconto si dipana attraverso le altre sezioni che mettono in scena lo spirito inquieto di “Giovani e irrealisti” per cogliere in modo diretto l'avanguardia futurista, il linguaggio denso di contaminazioni degli “Artisti in viaggio” dall'Italia e in Italia e la funzione educatrice dell' ”arte pubblica”, quale strumento di comunicazione di massa all'interno delle architetture di stato.

Emergono poi i “contrasti” tra modernità e tradizione: dibattiti e conflittualità che vedono intrecciarsi ragioni estetiche ed ideologiche fino a sconfinare nel campo del “design e arti applicate” con una sezione che ripropone solo in parte il fervore creativo del tempo legato al dibattito intorno all'architettura, del tutto assente nella mostra. Infine “Firenze” con proposte di sguardi incrociati fra poesia, pittura, scultura e musica.

Gli anni Trenta costituiscono un laboratorio complicato e vitale in cui, sotto il Fascismo, si sono affermati nel panorama internazionale importantissimi artisti italiani: con coraggio, volontà e dedizione, giovani talentuosi combattono per affermare idee innovative, rompere con la tradizione accademica (e non con il passato) sicuri che l'affermazione di uno spirito nuovo sia l'unica premessa indispensabile per continuare a tracciare la linea evolutiva in continuità con il passato.
Giovani artisti intransigenti che credono al nuovo, obbediscono ai dettami dello spirito e combattono per rinnovare la cultura artistica. Nel coraggio di andare oltre la mera apparenza, trovano le ragioni profonde per cui credere al rinnovamento politico promosso dallo stato e lottare per l'affermazione dello “stile” quale espressione dei bisogni spirituali della società. Senza compromessi, audaci, forti, polemici, talvolta troppo intransigenti, sono gli autentici iniziatori di un nuovo modo di guardare alla vita in generale, all'arte in particolare. Sono artisti pieni di vita perchè lottano per ciò in cui credono veramente e mirano alle ali della libertà... senza tollerare imposizioni accademiche, retoriche stilistiche retrò, desueti e poco costruttivi richiami al passato. Vivono per costruire qualcosa di nuovo. Vivono perchè hanno il coraggio di andare oltre...vivono!

Almeno cinque ore per visitare la mostra;
Oltre il fascismo: gli anni Trenta sono stati momento di grande impulso creativo e la produzione artistica dell'epoca non può essere inserita semplicisticamente nella cornice ideologica del fascismo.
Oltre le attese: sono presenti capolavori di oltre quaranta dei più importanti artisti dell'epoca.
Oltre la storia: diversamente dalla conoscenza accademica  e libraria, buona parte della memoria storica esiste esclusivamente nei ricordi delle persone. Le didascalie per famiglie e bambini sono basate su interviste. In mostra c'è anche un vero e proprio studio radiofonico con possibilità di registrare interviste da parte dei visitatori.
Oltre l'arte: Firenze e l'Italia all'epoca erano realtà vivaci e creative. Questo fervore rivive anche oltre alla mostra di Palazzo Strozzi in sé: Firenze opsiterà cinque mostre tematiche a ingresso libero.
Oltre Palazzo Strozzi: accompagna la mostra uno speciale “passaporto per gli anni Trenta in Toscana” che permette al visitatore di accedere gratuitamente alla mostra di Palazzo Strozzi visitando cinque luoghi suggeriti, e un'"iPhone app” gratuita con un itinerario che conduce attraverso luoghi legati al tema della mostra.

Mostra posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

Titolo: Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo
Sede: Palazzo Strozzi
Periodo: 22 settembre 2012-27 gennaio 2013
Mostra curata da: Antonello Negri con Silvia Bignami, Paolo Rusconi, Giorgio Zanchetti e Susanna
Ragionieri per la sezione Firenze
Con il Patrocinio del: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Promossa e organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze
con Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana
Main Sponsor: Banca CR Firenze, Ferrovie dello Stato Italiane, Aeroporto di Firenze, Società Aeroporto Toscano, ATAF, Unicoop Firenze, Firenze Parcheggi
Ufficio stampa: Antonella Fiori - T. + 39 347 2526982 a.fiori@antonellafiori.it
Fondazione Palazzo Strozzi:  Lavinia Rinaldi - T. +39 055 2776461 F. +39 055 2646560 l.rinaldi@palazzostrozzi.org
Sue Bond Public Relations: T. +44 (0) 1359 271085 F. +44 (0) 1359 271934 info@suebond.co.uk
Comunicazione e Promozione: Susanna Holm – Sigma CSC T. +39 055 2340742 susannaholm@cscsigma.it
Catalogo: Giunti Editore
Prenotazioni: Sigma CSC T. +39 055 2469600 F. +39 055 244145 prenotazioni@cscsigma.it
Orari: Tutti i giorni 9.00-20.00 - Giovedì 9.00-23.00 - Accesso in mostra consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
Informazioni in mostra: T. +39 055 2645155 www.palazzostrozzi.org
Biglietti: intero € 10,00; ridotto € 8,50; € 8,00; €7,50 scuole € 4,00

venerdì 2 novembre 2012

Leopard

Autore: Costanza Spinetti, Responsabile moda di FULL Magazine
Articolo pubblicato anche su FULLISH.it


Una fantasia tanto decisa come quella leopardata non ammette mezze misure, o si ama o si odia. Per questo, se siete tra le fan dell’animalier, esulterete alla notizia: leopard is back! In realtà, la moda non si è mai stancata di questo motivo, tutt'al più si può dire che ha avuto indici di gradimento diversi a seconda degli anni, e se la stagione passata era stato un po’ accantonato, il 2012 vede, al contrario, un suo forte ritorno in auge.

Complice, forse, il successo dei due reality americani Jersey Shore e Al passo con i Kardashian, in cui le protagoniste fanno sfoggio di completini maculati quasi in ogni puntata, c’è stata una vera e propria invasione del motivo a macchie, senza distinzione di colori o materiali. La stampa naturale è ovviamente la più diffusa ma anche la variante con fondo blu o indaco, proposta per esempio da Stella McCarteny e Christopher Kane, è molto in voga. Per quanto riguarda i tessuti, il cavallino resta uno dei preferiti per gli accessori (vedi qui sotto le pump di Charlotte Olympia e la shopper di Zara), in quanto lascia trasparire l’anima più “wild” di questa stampa.

Il maculato comunque non ha colpito soltanto capi e accessori classici, come decoltèe o sciarpe, ma quasi qualsiasi altra cosa che vi possa venire in mente, come le cover per I-Phone, gli occhiali da sole, gli orologi, le sneakers. Quindi, se volete cavalcare questa moda ma non ve la sentite di osare con un abito stampato che fa troppo Francesca Cacace ne “La Tata”, non disperate, ci sono tanti altri oggetti che fanno al caso vostro. E poi il leopardato è anche l’ultima trovata made in USA in fatto di unghie, approvato dalla guru del tutorial make up, Michelle Phan. Quando si dice un look completo dalla testa ai piedi…



Dall’alto in senso orario: pump in cavallino, Charlotte Olympia; cover per I-Phone, Stella McCartney; t-shirt stampata, Christopher Kane; shopper in cavallino con borchie, Zara; occhiali rotondi in acetato, Illesteva; cintura, Yves Saint Laurent; tubino con gonna a ruota, Topshop; orologio con pietre Swarovski, Guess; sneakers, Vans; cappelli da baseball con visiera leopardata, A bathing ape; camicia trasparente, Equipment.

mercoledì 31 ottobre 2012

FULL Magazine e LAD Studio insieme in missione!


Dopo la fantastica esperienza condivisa dello stand ad ArtVerona, si stringe il rapporto fra le nostre reciproche e attivissime realtà.
A partire dalla prossima settimana parte del LAD Studio e della redazione di FULL Magazine partirà alla volta di Dubai e Madrid per importanti servizi relativi alla rubrica di architettura 'FULL of Converse'! Un ringraziamento a chi, come Siro e Roberto, rimarrà 'alla base' per coordinare 'le operazioni da terra'!

'Un piccolo passo per noi della redazione, un balzo da gigante per FULL Magazine!'

Nella foto (da sinistra): 
- Nicola Pacini, Responsabile Food e redattore architettura di FULL Magazine
- Marta Conforti, Coordinamento architettura di FULL Magazine
- Lorenzo Ricciarelli, Responsabile architettura di FULL Magazine
...nonché membri del LAD Studio

martedì 30 ottobre 2012

'Architettura è...'. Il Museo di Castelvecchio a Verona

Autore: Lorenzo Ricciarelli, Responsabile Architettura FULL MagazineAdvisor: Marta Conforti, Coordinamento Architettura FULL MagazineFoto: Ricciarelli - Conforti

Abbiamo visitato il Museo di Castelvecchio, uno dei più importanti musei di Verona nonché uno dei più interessanti nel panorama dell’arte italiana e straniera. L’interesse era incentrato sull’intervento dell’architetto Carlo Scarpa (Venezia 1906-Sendai 1978): il museo difatti è stato oggetto dell’intervento di restauro dal 1957 al 1975 ed ha portato alla realizzazione dell’allestimento che prende forma all’interno della fortezza di Castelvecchio e si articola in circa trenta sale e relativi settori: scultura,  pittura italiana e straniera, armi antiche, ceramiche, oreficerie, miniature e antiche campane cittadine.
L’occasione ci è gradita, oltre che per presentare l’intervento dell’architetto veneziano quale celebre esempio di architettura museale ed intervento di restauro, per portare all’attenzione dei  lettori  il progetto Carlo Scarpa: in considerazione del ruolo centrale della figura dell'architetto nel panorama dell’architettura contemporanea, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione del Veneto hanno costituito nel 2002 un Comitato paritetico Carlo Scarpa, finalizzato alla conoscenza, conservazione e valorizzazione dell’opera dell’architetto veneto nonché dell’archivio dei suoi disegni autografi acquisito dallo Stato italiano.
In particolare la Regione del Veneto ha destinato risorse importanti a un insieme integrato di iniziative promosse e sostenute dal Comitato paritetico. Primi fra tutti le indagini conoscitive, il rilievo e il restauro di un gruppo di edifici di Scarpa, tra i quali il Museo di Castelvecchio di Verona, la Fondazione Querini Stampalia a Venezia, la Gipsoteca Canoviana di Possagno e casa Gallo a Vicenza. Parallelamente la Regione del Veneto ha intrapreso una sistematica campagna di acquisizione di disegni di Carlo Scarpa presenti in collezioni private e li ha depositati presso il Museo di Castelvecchio. Con la digitalizzazione dei disegni del Museo di Castelvecchio consultabile su web, ha avuto inizio la costruzione del primo nucleo del sistema informativo Archivio Carlo Scarpa. Presso il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, è stata inoltre realizzata la Fototeca delle opere dell’architetto, con la raccolta di foto storiche, una nuova campagna fotografica e il progetto di una videoteca di interviste a committenti, collaboratori, interlocutori ed esecutori.

Sospesi nel tempo...

Giunti a destinazione presso la fortezza di Castelvecchio, con il nostro nuovo numero di FULL fresco di stampa sotto braccio, ci addentriamo curiosi all'interno del cortile che fa da cornice allo scenario delle quinte murarie della fortezza, che silenziose definiscono lo spazio museale. Il cielo è terso, i colori intensi e scintillanti di luce propria, mentre i volumi dei corpi di fabbrica proiettano le loro ombre a terra dove un rigoglioso prato verde restituisce agli occhi una piacevolissima immagine di quiete e dona allo spirito la sensazione di arresto del tempo. Percorriamo l'unico sentiero tracciato, mentre allineamenti, superfici pavimentate e selciate, sono parte di un apparato di segni forti che danno valore plastico alle preesistenze e sottolineano la raffinata maestria con la quale Carlo Scarpa ha operato in un contesto storico denso di cultura e tradizione senza intaccarne l'essenza. Una lama di cemento scolpisce lo spazio d'ingresso ed invita ad entrare dentro. 
Con lo stesso rispetto che l'architetto veneziano ha riservato alle fabbriche della fortezza, silenziosamente, accolti da una luce soffusa intrisa di armonica lucentezza, ci addentriamo nelle sale del museo e ci scopriamo d'un tratto parte di un tutto che ci catapulta in una dimensione parallela e misteriosa: sospesi nel tempo percorriamo gli spazi guidati dalle opere, autentiche custodi del luogo, che ti suggeriscono il passo successivo da compiere... procediamo attraverso un percorso impercettibile, ma attentamente ponderato e definito dai segni tracciati in pianta mentre sculture, incisioni e lastre marmoree assistono da spettatori al costante incedere del fruitore. Storditi ci rendiamo conto di percorrere le vie che portano all'essenza della poetica del mostrare: siamo spettatori di un allestimento che rispetta e valorizza nel profondo i contenuti dello spazio delle sale, ne esalta le volumetrie, le proporzioni, le aperture verso l'esterno ma costruisce al contempo un intreccio carico di significati. Le opere esposte godono di carattere e lucentezza propri pur nella condivisione dello stesso spazio, definiscono i percorsi da seguire, e sospese da terra, donano all'osservatore quei loro valori plastici che proiettano la mente oltre la semplice apparenza e fanno cogliere il valore profondo del loro essere. Al centro dell'esperienza che il museo offre è l'evidenza dell'azione compiuta dal tempo...



Può l’architettura essere poesia?


Sono i particolari a fare la differenza, a esaltare il valore compositivo dell'opera dell'architetto che restituisce alla città, alla storia e alla cultura uno spazio espositivo che è espressione di se stesso, della sua potenzialità evocativa e della storia che rappresenta. Con rispetto profondo nei confronti della preesistenza, gli oggetti (sculture, lastre, dipinti e armi) sono sapientemente dislocati all'interno dei vari ambienti, come ad eliminare la distanza tra contenuto e contenitore, mentre ciò che fa parte del nuovo intervento è sempre ponderatamente giustapposto e mai sovrapposto alla preesistenza, con fine sensibilità. La scelta materica cade sempre a favore della nuda verità del materiale (cemento ed acciaio su tutti) a scapito di inutili formalismi decorativi o finzioni del tutto ingiustificate. Ciò che è nuovo e fa parte dell'allestimento è riconoscibile, sincero, sobrio, elegante e sempre staccato dalla struttura muraria antica: percorsi, passerelle, gradoni, rivestimenti interni ed esterni sono autenticamente riconoscibili, semplici nella forma, autentici nel materiale.
Nessuna finzione, nessuna caduta verso la faciloneria stilistica o la retorica ornamentale, soltanto nuda verità dei materiali nuovi che, con sincera eleganza, dialogano con le pietre e i mattoni antichi della fortezza. Così Scarpa declina la sua poetica del mostrare e dimostra abile maestria nell'integrare le strutture del passato con l'innovazione del presente, a fronte di una profonda conoscenza della storia  e in continuità con la linea solcata dal Movimento Moderno. La disciplina della misura caratterizza tutto ciò che a Castelvecchio si può vedere ed evidenzia come ciascun episodio sia concepito in funzione dell'altro, parte di un procedimento compositivo capace di relazionare tra loro e fondere, fino quasi a nasconderne le origini, le figure evocate. La misura è il fondamento della tecnica che l'architetto possiede e il controllo del tempo l'arte che adopera per evocare immagini spirituali. 
I sei anni inizialmente dedicati da Scarpa al progetto di Castelvecchio non sono molti se a reclamarli è questo forte controllo del tempo, questa magnifica capacità evocativa tirata in ballo dalla sua poetica del mostrare. Tutto questo giustifica quanto si sentiva al momento della realizzazione ripetere circa i tempi ingiustificatamente lunghi; giustifica persino la pigrizia con cui Scarpa assolveva agli incarichi ricevuti. Sarebbe inopportuno non identificare la sua inclinazione a procrastinare con l'esercizio del dubbio e della pazienza, con l'affetto per la sorpresa, con il timore che dovrebbe sempre accompagnare il compiersi di ogni atto conclusivo di una vicenda costruttiva.
Il museo di Castelvecchio rimane opera emblematica dell'architetto: il suo fare era la sua cultura, e come i suoi disegni raccontano, Scarpa pensava facendo. Sapeva e , opportunamente lo spiegava ai suoi studenti, che la poesia nasce dalla cosa in sé e non può essere il fine dell'architetto. “L'architettura che noi vorremmo essere poesia dovrebbe chiamarsi armonia”, sosteneva, essendo questo lo scopo dell'esercizio costruttivo, l'unico di cui il progettista deve sentirsi responsabile.



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