mercoledì 28 settembre 2011

IL CAPPELLO DI PAGLIA DI FIRENZE



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QUANTE NOVITA PER UN CAPPELLO DI PAGLIA!

di Silvia Cosentino

Cento anni or sono, precisamente il 3 dicembre 1911, nasceva un personaggio destinato a diventare un grande del cinema internazionale, a firmare con la propria, inconfondibile, cifra stilistica capolavori assoluti e impossibili da replicare. Affiancandosi per anni a straordinari registi come Monicelli, Fellini, Visconti, Zeffirelli e Coppola (sodalizio grazie al quale, nel 1975, riceve il Premio Oscar come miglior colonna sonora per Il Padrino – Parte II) Nino Rota ha saputo creare pagine musicali tanto indimenticabili da renderle, in alcuni casi, ancora più famose delle pellicole stesse. E fin qui niente di, pur piacevolmente, nuovo. Pochissimi forse sanno che nella lunga carriera del nostro sono presenti anche altri tipi di componimenti e, in particolare, alcune interessanti opere liriche come Il cappello di paglia di Firenze, particolarissima proposta del Maggio Musicale Fiorentino e di Estate Fiorentina 2011.
Incredibilmente mai rappresentata nel capoluogo toscano fino ad ora, malgrado l'ispirato titolo, questa farsa musicale in quattro atti viene composta nel 1945, ma portata in scena solo nel 1955 al Teatro Massimo di Palermo: con già circa dodici anni di colonne sonore alle spalle, il Maestro trae spunto da Un Chapeau de paille d'Italie, il più fortunato vaudeville del drammaturgo francese Eugène Labiche (1815-1888), probabilmente conosciuto da Rota grazie alla trasposizione cinematografica firmata da René Clair. Ben poco è noto riguardo alla stesura dell'opera se non ciò che, ben evidente, si evince dal risultato stesso: sulla scia, appunto, del vaudeville, ovvero di quel genere di commedia leggera fatta di intrecci tanto improbabili quanto esilaranti, il compositore scrive un libretto (a quattro mani con la madre Ernesta) agile e spassoso, dall'esile trama arricchita d'inciampi, fraintendimenti e colpi di scena. Fadinard trascorre l'intera giornata del proprio matrimonio nel tentativo di recuperare un altro cappello di paglia di Firenze, dopo che il suo cavallo ha accidentalmente mangiato quello di una donna appartatasi con l'amante; districandosi tra la sospettosa impazienza del suocero e la pressione dei due fedifraghi, il giovane riuscirà a rimettere le cose a posto e a fare felice la sua Elena, anche grazie a un colpo di fortuna. Su questo Rota inserisce un impianto musicale che spazia, più o meno seriamente, da un'ironia tipicamente rossiniana a un lirismo che molto ricorda Puccini, offrendo al pubblico un ritmo frenetico e un divertimento spensierato.
Totalmente azzeccata, quindi, la decisione di affidare la messinscena a giovani, ma già importanti nomi e a far partecipare cantanti, allievi scenografi, costumisti e tecnici dell'illuminazione dei Corsi di Maggio Fiorentino Formazione e della Scuola dell'Opera Italiana del Teatro Comunale di Bologna. Il risultato è quello di uno spettacolo fresco che, proprio grazie alla sua stessa natura, esalta le potenzialità dei protagonisti, rendendo il pubblico in qualche modo indulgente verso i difetti e gli aspetti ancora da rafforzare. Guidata dalla regia frenetica e quasi surreale di Andrea Cigni, la vicenda viene trasposta dalla fine dell'Ottocento agli anni '50 del secolo scorso attraverso la coloratissima scenografia di Lorenzo Cutùli: una gigantesca cartolina d'epoca di Parigi fa da sipario e da cornice-pavimento della pedana inclinata su cui si svolge l'azione e a cui gli attori accedono attraverso simpatiche botole; al lati e sullo sfondo, impalcature di variopinti messaggi pubblicitari del tempo divengono, via via, manifesto via, manifesto degli atteggiamenti e degli umori che i personaggi attraversano. La scena si arricchisce di vari elementi a seconda dell'ambientazione: particolarmente divertente l'episodio in casa della baronessa di Champigny, in cui la pedana diviene tavolo con varie vivande ricreate in enormi proporzioni. I colorati costumi sono arricchiti dai copricapo del Consorzio Il Cappello di Firenze (fornitore e sponsor della produzione) che ha vivacizzato anche il foyer del Teatro Comunale con una piccola esposizione di alcuni pezzi. Tra gli interpreti si sono distinti per un apprezzabile connubito tra vocalità e interpretazione Romina Tomasoni (la baronessa di Champigny), Mauro Bonfanti (Beaupertuis), Lavinia Bini (Elena) e Anna Maria Sarra (Anaide). A sostenerli, la sempre certezza dell'Orchestra del Maggio e la direzione di Sergio Alapont, giovane Maestro che già vanta un curriculum internazionale. La messinscena si conclude con l'intramontabile motivo del capolavoro 8 ½, a rendere un ultimo, ulteriore omaggio al Maestro Nino Rota.
Il cappello è un prodotto fiorentino DOC di cui non possiamo dimenticare di citare il forse più importante primato. Dopo la prima comparsa europea dei sopratitoli nell'ormai lontano 1986 in occasione dei Maestri cantori di Norimberga diretto da Zubin Mehta, quest'opera vede l'esordio, grazie a Opera Voice e Prescott Studio, di una versione multilingua dei testi consultabile in wireless con iPad, smartphone e tablet: una novità sicuramente interessante, in particolare per il pubblico straniero, per coloro che occupano posti visivamente svantaggiati o per i portatori di imparità sensoriali. Questi i validissimi motivi che possono far superare la perplessità suscitata dal fastidio della luce del dispositivo e dall'ampio movimento che lo sguardo deve compiere per spostarsi da esso al palco; in ogni caso, un'innovazione a cui sarà ben piacevole abituarsi, dato che gli stessi (ormai classici, ma al tempo rivoluzionari) sopratitoli sono considerati elemento imprescindibile, determinante per una buona fruizione dell'opera. Con questo interessante e divertente titolo, che ci ha consentito di conoscere una figura famosa come quella di Nino Rota attraverso una prospettiva meno scontata per alcuni, inaspettata per altri, il Maggio Musicale Fiorentino ci saluta e si prende una meritata pausa: l'appuntamento con l'opera è a ottobre, con ancora tanti nomi di oggi e di sempre.

IL CAPPELLO DI PAGLIA DI FIRENZE
Teatro Comunale di Firenze, 15/16/19/20 luglio 2011 Farsa musicale in quattro atti Musica Nino Rota / Libretto Nino Rota - Ernesta Rinaldi / Direttore Sergio Alapont / Regia Andrea Cigni / Scene e costumi Lorenzo Cutùli / Luci Luciano Roticiani Fadinard: Filippo Adami / Nonancourt: Salvatore Salvaggio / Beaupertuis: Mauro Bonfanti / Vézinet: Roberto Jachini Virgili / Emilio: Francesco Verna Felice: Achille di Rosalba - Saverio Bambi / Una guardia: Leonardo Melani / Un caporale delle guardie: Massimo Egidio Naccarato / Minardi: Ladislao Horváth Il pianista della Baronessa: Andrea Severi / Elena: Lavinia Bini / Anaide: Anna Maria Sarra / La baronessa di Champigny: Romina Tomasoni / La modista: Irene Favro Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino - Nuovo allestimento in collaborazione con Maggio Fiorentino Formazione Partecipano allo spettacolo cantanti, allievi scenografi, allievi costumisti, allievi di Tecnica dell'Illuminazione che hanno partecipato ai Corsi di Maggio Fiorentino Formazione In collaborazione con: Il Cappello di Firenze - Estate Fiorentina 2011

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