mercoledì 28 settembre 2011

FRONTENOTTE


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di Viviana Di Meglio


Da fondamenta solide di un’esperienza decennale, (ri)nasce nel 2003 Transeuropa Edizioni, una nuova e innovativa casa editrice che ha sede a Massa, in Toscana. La peculiarità che differenzia questa realtà dalle altre è la sua attenzione al diverso, al nuovo, all’inedito e non catalogato: ciò ha spinto all’elaborazione di un progetto editoriale che prevede undici collane indipendenti. Tra queste c’è Inaudita, una collana rivoluzionaria che propone l’abbinamento di un testo a un supporto multimediale, cd musicale o dvd. La parte testuale, invece, consiste in una plaquette elegante, economica ed ecologica
- stampata su carta riciclata al 100% - e racchiude di volta in volta poesie, racconti, drammaturgie, sceneggiature e tutte le scritture d’avanguardia nella sperimentazione, che difficilmente trovano spazio nel mondo dell’editoria italiana. Tra le fila di Inaudita spicca il nome di Stefano Lorefice, un giovane autore nato verso la fine degli anni settanta in provincia di Sondrio; da qui si trasferisce a Roma e poi, per diverso tempo, in Francia. Dal 2002 ha pubblicato due plaquettes (Prossima fermata Nostalgiaplatz per Clinamen nel 2002 e Budapest swing Lovers per Edizioni Clandestine nel 2004), una raccolta di poesie (L’esperienza della pioggia per Campanotto Editore nel 2006), una raccolta di racconti (Cosmo Blues Hotel, per Edizioni Clandestine nel 2004) e il suo primo romanzo, Il giorno della Iena per Eumeswill Edizioni nel 2010, a cui si aggiunge, nel 2011, Frontenotte, uno degli ultimi prodotti firmati Transeuropa Edizioni.
A quest’ultima plaquette è allegato un cd di undici tracce dei Le-Li, un progetto nato nel 2008 da un’idea di Leli e John: imbracciando benjo, ukulele e chitarra classica, regalano al pubblico una musica che si rifà al folk Anni Sessanta, ricca di suoni inconsueti e arrangiamenti variegati, dove gioco e malinconia sanno fondersi e confondersi per un risultato sorprendente.
Sperimentando la fusione delle parole di Lorefice e dei suoni dei Le-Li, si ottiene un risultato che lascia a bocca aperta. È umido l’odore che sembra pervadere la prima parte di questa raccolta, un umido che cala il lettore in una città sconosciuta, in una città qualsiasi dove Chiunque passeggia rassegnato al pensiero di un oggi grigio e di un domani ancora più cupo. Per le strade di questa non-città, Chiunque incontra prostitute, “contabili della miseria”, poliziotti, gente che chiede un pasto caldo alla mensa dei poveri, morti, vinti e ben pochi vittoriosi; incontra tanta miseria, tanta tristezza e tanto freddo. Un freddo che viene da dentro, dal vuoto che riempie la vita “qualunque” di Chiunque. La manutenzione richiesta agli amanti per mantenere vivo il loro amore nella seconda sessione del testo sembra essere il primo spiraglio di luce e calore, dove parole come sorriso, allegria, primavera e pace fanno tirare un sospiro di sollievo a Chiunque possa mettersi a fare lo slalom tra tutte le parole scelte in modo tanto minuzioso da sembrare casuale.
Malinconia e freddo tornano poi a pervadere queste probabili sequenze di una stessa unità, talvolta rese più reali dall’indicazione di luogo e data, in un ambiente che si fa sempre più silenzioso e solitario.
Mentre tutti questi “gambe, sguardi, indifferenze e passi” proseguono implacabili il loro viaggio, Lorefice, con la sua ritmica precisa, dettata dal respiro e dall’occhio, ci guida in un’indagine dei momenti di quotidiano che portano il lettore a vergognarsi del suo essere quel Chiunque che prosegue senza fermarsi a guardarsi intorno. E neppure dentro.

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