mercoledì 28 settembre 2011

Corral de la Moreria - Madrid - Spagna


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di Silvia Cosentino foto Francesco Zavattari

Nella splendida Madrid, esperienza straordinaria è quella al Corral de la Moreria, il più famoso tablao flamenco del mondo.
Seguendo le tradizioni più fedeli e antiche, questo suggestivo locale propone ai clienti un connubio a cui è difficile resistere: gustare un'ottima cena e assistere a numeri di flamenco destinati a restare per sempre nella memoria.

Lasciamo descrivere Corral de la Moreria a Juan Manuel del Rey, dinamico e affascinante proprietario di questo magico luogo.
INTERVISTA A JUAN MANUEL DEL REY

Questo edificio ha centocinquant'anni: come in molte altre case a Madrid e in Spagna, al suo interno si trova un cortile dove, secoli fa, si organizzavano spettacoli il cui pubblico era composto dalle persone affacciate ai balconi. Da qui il termine "corral". Moreria è invece il nome del quartiere, fondato appunto dagli Arabi (i girardini del Palazzo Reale hanno il nome di "Campo del Moro" per la stessa ragione).
Fondato nel 1956, Corral de la Moreria è il più vecchio tablao flamenco del mondo: nel tempo, ci sono stati ovviamente altri caffè concerto o tablao flamenco, ma nessuno di questi è ancora attivo oggi. E, soprattutto, nessuno di questi aveva un vero e proprio ristorante, si trattava piuttosto di taverne. Dato che quella dei ristoranti è una tradizione di famiglia, mio padre, appassionato di flamenco, ebbe l'idea di aprire un tablao caratterizzato da un ristorante di alto livello. Arrivò poi al suo orecchio la notizia che si era trasferita a Madrid colei che, già dall'età di sedici anni, era la migliore ballerina di flamenco di Cordoba: aveva iniziato quasi per caso, per poi diventare una vera e propri artista premiata a livello nazionale, una delle migliori in Spagna. Mio padre la scritturò per esibirsi qui e, dopo tre anni, si sposarono. Quella ballerina era mia madre.
Fin dall'inizio, la filosofia di questo posto è stata quella di offrire sempre il meglio: un'esperienza a tutto tondo con i migliori artisti, le migliori coreografie, la miglior qualità di cibo, il miglior servizio.
Al Corral la musica esce naturalmente senza amplificazione, dato che l'acustica è molto buona. Le voci e le chitarre non sono manipolate e il palco diviene vero e proprio strumento di percussione grazie ai passi dei ballerini. È sempre stato e sempre sarà così perché vogliamo mantenere l'autenticità. Se la musica non è dal vivo non si può parlare di flamenco, in particolare perché questa è l'unica danza in cui i ballerini non seguono la musica, ma sono i musicisti a seguire i ballerini. Il ballerino è come il direttore d'orchestra: tutti gli altri si devono adattare al suo ritmo. Il flamenco non è un genere folcloristico perché non consiste nella ripetizione, da generazioni e generazioni, della stessa coreografia e della stessa musica: è creazione e improvvisazione. È più facile trovare una coreografia prestabilita quando ci sono molti ballerini coinvolti, ma quando le esibizioni sono singole non si può sapere cosa accadrà. Il flamenco è fatto da ritmi differenti che cambiano a seconda degli artisti che si esibiscono; ci sono comunque ritmi diversi anche all'interno di uno stesso numero. A ogni ritmo corrisponde un'emozione, un sentimento, proprio come per i padri di questa danza che, nel sud della Spagna, legavano le vicende personali a ritmi ogni volta differenti. Qui accade qualcosa di sempre nuovo e diverso ogni sera, per questo i musicisti devono stare molto concentrati per creare quell'energia giusta in grado di arrivare al pubblico, spesso ignaro dell'improvvisazione, visto che, sul palco, tutto si svolge perfettamente. Quando gli artisti iniziano a esibirsi cambiano totalmente personalità, come se avvenisse qualcosa di magico.
Facciamo anche tournée in giro per il mondo con i nostri ballerini, ma in teatro è tutto molto diverso: si tratta di un'evoluzione moderna concepita per i grandi palchi, dove il supporto della scenografia, delle luci, degli effetti sonori può valorizzare anche gli artisti di livello medio. Qui al Corral non ci sono effetti, sei solo tu, sta a te riuscire a entrare in contatto con il pubblico. Per questo i nostri artisti devono essere i migliori. Qui il ristretto pubblico è vicino al palco e si crea un rapporto esclusivo che in teatro, con la divisione palco-platea, non è possibile ottenere.
Come ristorante, Corral de la Moreria è l'unico in Spagna a essere segnalato sulla guida Michelin: i nostri clienti chiedono e ottengono da noi il meglio sotto tutti gli aspetti. Consigliamo sempre di venire alle 20 per cenare in tutta calma e poi godersi lo show delle 22: in questo modo, cerchiamo di separare il cibo dallo spettacolo, affinché non ci siano distrazioni ed entrambi i momenti possano essere gustati al meglio. Durante lo show il silenzio non è imposto, ma è la ovvia conseguenza dell'attenzione che il pubblico riserva alle performance.
Dal profilo medio-alto o alto, i nostri clienti arrivano da tutto il mondo, un po' come accade al Museo del Prado. Abbiamo molti spagnoli, in particolare dall'Andalusia, la patria del flamenco. Dato che i migliori artisti vengono comunque qui, essendo Madrid la vetrina più importante, tutti sanno che al Corral si può godere delle migliori esibizioni.
Avere molti clienti abituali ci impone di variare spesso sia gli artisti che il menu, un menu che sia comunque sempre interessante per chiunque, che presenti in chiave moderna le nostre pietanze tradizionali. Non abbiamo una specialità, dato che i clienti si aspettano il meglio di tutto: il meglio della carne, del pesce, del vino, dei cocktail. Proveniente da varie zone della Spagna, il personale della cucina è guidato da un grande chef che lavora in esclusiva per noi: ogni mercoledì organizziamo un pranzo tra noi per provare nuovi piatti, assaggiare nuovi vini. Ho davvero un grande staff che mi consente di non dover essere sempre qui ogni sera: so che, quando il locale apre, tutto è a posto al cento per cento; il grande lavoro avviene prima, "dietro le quinte".

LA NOSTRA CONCLUSIONE

Quella del Corral de la Moreria è un’esperienza in cui tutti i sensi sono coinvolti: quando le persone escono dal locale, devono avere la certezza di aver appena vissuto una delle migliori esperienze della loro esistenza!
Tutto ciò che Juan Manuel racconta avviene realmente. L'elegante ristorante propone un menu variegato grazie al quale, qualunque sia la scelta, si possono gustare squisite pietanze presentate in modi che accarezzano la vista, oltre al palato. Poi, a un certo punto, calano le luci e accade qualcosa: il piccolo palco si popola di musicisti e cantanti in nero che, con chitarre e voci, esprimono con tutta l'energia di cui sono capaci, le emozioni (ora positive ora negative) a cui i ballerini danno il via con i loro passi. Passi lenti e cadenzati, passi talmente rapidi da non essere più visivamente percepibili. Flamenco: un estenuante esercizio fisico, danza delle passioni travolgenti o appena accennate. I costumi tradizionali e il trucco esaltano la bellezza degli interpreti: bellezza fisica e interiore, a cui si aggiunge una travolgente sensualità direttamente legata alla potenza del ritmo e dei sentimenti espressi. In un mondo che ormai usa la nudità come veicolo principale per la seduzione e la provocazione, ci stupiamo piacevolmente di quanto corpi così "tanto vestiti" (gli splendidi abiti lasciano davvero poco spazio alla pelle) possano risultare così eccitanti e intriganti. Il pubblico quasi abbandona ciò che ha nel piatto e sembra respirare a tempo con gli artisti, seguendo un ritmo di cuore, polmoni e passi; si resta con il fiato sospeso durante lo svolgimento dei numeri, per poi incanalare tutta l'emozione in fragorosi e lunghi applausi, davvero meritatissimi. Si esce davvero convinti che questa intensa esperienza ci abbia cambiato in qualche modo, in attesa di poterne fruire ancora, ancora e ancora...


Il voto di FULL Magazine
Cura dei locali: 9
Qualità del cibo: 9,5
Competenza e cortesia del personale: 9,5
Livello della cantina: 9

Voto medio: 9,2 / 10


DEJARSE LLEVAR POR EL CORRAL DE LA MORERIA

traducción Diego Símini
En el magnífico Madrid, una experiencia extraordinaria es conocer el Corral de la Moreria, el tablao flamenco más célebre del mundo. Siguiendo fielmente las tradiciones, este local fascinante propone a sus clientes una combinación a la que no es fácil resistir: una cena exquisita y espectáculos de flamenco destinados a grabarse en la memoria de cada cual.

El dueño del Corral es el dinámico Juan Manuel del Rey. En el Corral pasan cosas maravillosas. El restaurante, muy elegante, propone un menú variado. El visitante puede saborear platos riquísimos, presentados de manera que, además del paladar, disfrute la vista. Luego, llega un momento en que las luces reducen su intendidad y ocurre algo: en el pequeño escenario aparecen músicos y cantaores vestidos de negro. Con sus guitarras y sus voces expresan con toda su energía las emociones (positivas o negativas) que los bailaores describen con sus pasos.
Pasos lentos y ritmados, pasos tan veloces que no hay forma de distinguirlos. El Flamenco: un ejercicio físico agotador, una danza de pasiones devoradoras o tenuemente aludidas.
Los trajes tradicionales y el maquillaje subrayan la belleza de los intérpretes: belleza física e interior, a la que se añade una sensualidad arrolladora directamente relacionada con la potencia del ritmo y de los sentimientos expresados. En un mundo que usa el desnudo como vehículo principal de seducción y provocación, es sorprendente ver lo excitantes e intrigantes que pueden resultar esos cuerpos tan “vestidos” (los magníficos trajes dejan poca piel descubierta).
El público casi se olvida de lo que tiene en el plato y parece respirar al compás con los artistas, siguiendo un ritmo hecho de corazón, pulmón y pasos. El espectáculo deja casi sin aliento, y toda la emoción se vuelca al final en aplausos entusiastas, muy merecidos desde luego. Es una experiencia que cambia algo en cada cual, de alguna manera, a la espera de poder volver una y otra vez…