mercoledì 28 settembre 2011

CARTIERE DEL POLESINE e SADAS


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Quello della SADAS inizia a essere un marchio conosciuto per i nostri lettori. Impegnata nell’automazione industriale, l’azienda è stata spesso ospite di questa rubrica dedicata all’innovazione. Ha seguito la nostra crescita così come noi abbiamo documentato il suo sviluppo quale player sempre più rilevante nel settore. Lunedì 12 settembre 2011 la SADAS ha terminato l’ultimo importante intervento. Siamo stati invitati a dare un’occhiata e ci siamo trovati di fronte a qualcosa di davvero eccezionale. Ma andiamo per ordine, iniziando con orgoglio questo viaggio nelle CARTIERE DEL POLESINE.

INTRODUZIONE
di Viviana Di Meglio - Vice Caporedattore di FULL

Nella provincia di Rovigo, in una lingua di terra racchiusa tra il mar Adriatico, il Po e l’Adige, sorge Loreo, un tranquillo paese conosciuto in tempi antichi come capitale del Delta e in tempi più recenti per le frequenti inondazioni. Qui, negli anni ’50 del Novecento, nasce l’unica industria cartaria di una zona quasi esclusivamente dedita all’agricoltura: la Cartiere del Polesine S.p.A., le cui origini affondano in un’azienda che produceva carta paglia, usata da droghieri e fruttivendoli per confezionare la propria merce. Da oltre sessanta anni l’azienda dà nuova vita alla carta da macero. Operando nel rispetto dell’ambiente, il processo produttivo è caratterizzato dalla costante innovazione tecnologica e dalla continua ricerca di ottimizzazione energetica. Membro del Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a Base Cellulosica (Comieco), garante nazionale della raccolta differenziata e dell’avvio al riciclo della carta, attivo nella promozione della corretta gestione e separazione dei rifiuti, già dai primi anni ’80 la Cartiere del Polesine S.p.A. utilizza esclusivamente materie prime secondarie, vale a dire carta da macero proveniente dalla raccolta differenziata, dal recupero di imballaggi e da sfridi di lavorazione. Le carte così prodotte sono destinate alla realizzazione di packaging in cartone ondulato le quali, una volta esaurita questa funzione, se destinate al riciclo, possono essere nuovamente utilizzate come materia prima. Il prodotto finale della filiera, dunque, la scatola di cartone, diventa l’imballaggio più naturale, riciclabile e rinnovabile che esista, grazie ad un ciclo virtuoso e inesauribile.

Quando nel 1986 i fratelli Scantamburlo, provenienti da una tradizione decennale nel settore della carta da macero, rilevano lo stabilimento di Loreo, fanno di tradizione e innovazione le parole chiave principali della loro gestione. Anzitutto, danno nuovo vigore agli impianti esistenti rinnovando le due macchine continue e introducendo la lavorazione a ciclo continuo; ampliano, poi, le proprie strutture avviando nel 1999 una terza macchina continua nell’Area Industriale Attrezzata del vicino comune di Adria. Nel 2004 l’azienda avvia una quarta linea, che oggi le permette di essere presente sul mercato con una vasta gamma di prodotti di elevata qualità, grazie al notevole potenziamento delle proprie capacità produttive.
L’avvio dello stabilimento di Cavanella Po, alle porte di Adria, appunto, ha coinciso con un nuovo approccio imprenditoriale, attento non solo allo sviluppo dell’attività produttiva ma anche al rispetto dell’ambiente circostante, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Lo stabilimento, infatti, è stato costruito tenendo ben presente le esigenze dell’ambiente, con i più sicuri accorgimenti antinquinamento nonché di tutela della sicurezza e della salute degli addetti ai lavori. Coerentemente con questa politica ambientale, la Cartiere del Polesine S.p.A. pone la massima attenzione anche agli aspetti energetici: entrambe le strutture sono dotate di impianti di cogenerazione ad alta efficienza, che ne soddisfano totalmente il fabbisogno energetico, dato che l’energia necessaria al funzionamento delle linee di produzione è prodotta grazie a turbine alimentate a gas naturale.

Un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue istallato nel 2003 e caratterizzato da un processo biologico ad alta efficienza, garantisce il corretto scarico degli effluenti provenienti dai due stabilimenti, e nel 2006 è valso alla sede di Adria il certificato di conformità alla norma ISO 14001.

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