lunedì 6 giugno 2011

Editoriale: Have no fear!


FULL 4 - Editoriale di Francesco Zavattari - Direttore editoriale di FULL Magazine

Tutti, più o meno, conoscono il film ‘L’esorcista’. Tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty e portato sul grande schermo nel 1973 da un brillante regista di nome William Friedkin, la pellicola ha inciso un marchio indelebile nella cultura pop dei nostri tempi, regalandoci immagini, suoni e personaggi presto divenuti vere e proprie icone moderne. Dalla sua uscita ‘L’esorcista’ si è fatto termine di paragone e banco di prova per generazioni di ragazzi e adulti che in base a quanto più o meno bene si sia ‘retta’ la sua visione, hanno calcolato e ostentato la misura del proprio e dell’altrui coraggio. Il film però non è solo questo: gli si deve su tutti un grandissimo merito, ben al di là del semplice ‘fear test’. Senza svelare niente a chi ancora non lo avesse visto, diciamo semplicemente che a farla da padrone è indubbiamente ‘il bene’.
Quando si va al cinema si dà libero sfogo a un nostro io più controverso, generalmente tenuto a freno, ma che per istinto tende, di solito, a configurare come più ‘fico’ il cattivo di turno. Il Male possiede notoriamente connotati più ‘cool’ del bene. Quantomeno in termini cinematografici.
Ecco, nella pellicola di cui stiamo parlando, non è esattamente così. Il male, in questo caso, è qualcosa per cui difficilmente voler fare il tifo, perché è un tipo di male che spaventa e terrorizza. Davvero. Qui non si parla semplicemente del simpatico enigmista sadico di turno: dalla parte dei cattivi c’è Satana in persona e con lui è tutta un’altra storia. Il film rende così i buoni veri supereroi capaci di lottare strenuamente contro un potere enorme, soltanto grazie a un principio semplice e straordinario: essere depositari di un potere ancora più terribile. Il potere del bene. Qui non ci troviamo di fronte a una pellicola perbenista che ci invita a essere tutti buoni e tutti fratelli cantando ‘Kumbaya Signor!’ mano nella mano. No. Qui c’è semplicemente un prete in grado di fronteggiare con la parola e con il proprio corpo (totalmente) qualcosa di spaventoso. Attraverso la maestà di Cristo, quella più cruda, quella dipinta da Guido Reni nel suo ‘San Michele Arcangelo’, quella senza tanti sorrisi ma pria di enormi attributi. Quella in grado di far capire a chiunque che il bene non è semplicemente una dolce e smielata pantomima, ma un potere devastante che, se stuzzicato nel modo sbagliato, può davvero farti ‘il mazzo’. ‘The power of Christ compels you!’ o, per dirlo a modo nostro, ‘Il potere di Cristo ti espelle!’. Attraverso questo semplice e potentissimo comando ripetuto e cadenzato nel rituale, Padre Merrin e Padre Karras si rivolgono sì al male che hanno di fronte ma, soprattutto, caricando sulle proprie spalle un enorme fardello, si rivolgono a noi spettatori sussurrandoci un invito molto rassicurante, persino in quel momento di terrore: ‘Non abbiate paura!’.

Ok, questo è solo un film, ma che succederebbe se nel mondo reale arrivasse un uomo in grado di far tutto questo? In grado, cioè, di prendere per mano un’umanità intera senza distinzione di sorta, per poi dire con forza a tutti i suoi membri ‘Non abbiate paura!’. E non solo. Cosa accadrebbe se quell’uomo riuscisse a unire i popoli, assoggettare i media alla propria aurea, urlare con violenza contro ogni mafia, prender pallottole rimanendo vivo per poi perdonare il proprio carnefice? Se esistesse un uomo così, quell’uomo verrebbe apprezzato da chiunque, prescindendo da credo, razza o ideologia politica. Semplicemente in quell’uomo si riconoscerebbe la stoffa del vero supereroe e come tale, salvo rari casi, si tenderebbe ad adorarlo e a chiederne l’immediato ingresso nel prestigioso club dei Santi. Finirebbe nell’immaginario comune insieme a personaggi mitologici o comunque di finzione, troppo ‘alti’ per essere veri, come un nuovo Gandalf che da grigio diventa ‘Gandalf il Bianco’ esprimendo così il suo massimo potere.
Ma un uomo del genere è davvero esistito e oggi, a pochi giorni dal primo passo per il suo definitivo e totale riconoscimento, vogliamo omaggiarlo semplicemente con questa copertina.
Al Papa Giovanni Paolo II e all’uomo Karol Wojtyla va il nostro attestato. L’attestato di ultimo vero SUPERHERO dei nostri tempi.

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