domenica 20 marzo 2011

Zubin Mehta


Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

Se alla base del successo di una realtà come quella del Maggio c'è sicuramente la competenza e l'impegno di coloro a qualsiasi livello coinvolti, di certo la responsabilità principale è da attribuire a chi, dall'alto, tiene le redini artistiche del tutto. Il grande condottiero, Direttore Principale dal 1985 e Direttore Onorario a vita dal 2006, è il grande Maestro indiano Zubin Mehta, una tra le figure più competenti e carismatiche del panorama internazionale: il teatro fiorentino ha la fortuna e il privilegio di beneficiare per tutto l'anno della sconfinata esperienza e del talento di questo grande, il cui instancabile impegno è garanzia di eccellenza, sia per quanto riguarda l'esaltazione dei classici sia nella divulgazione dei nuovi repertori. Alla guida dell'Orchestra del Maggio, da lui sempre seguita e valorizzata in molteplici contesti, Mehta è pronto ad affrontare il tour de force di questo 2011: Aida (inaugurazione del 74esimo Festival il 28 aprile), L'affare Makropulos in autunno, ventiquattro concerti, sette serate sinfoniche e la tournée estera. Nato nel 1936 a Bombay, Zubin Mehta deve la conoscenza dei primi rudimenti musicali al padre Mehli, fondatore della Bombay Symphony Orchestra; è palese che gli iniziati studi di medicina non sono per lui se nel 1954 si trasferisce a Vienna per seguire i corsi di direzione di Hans Swarowsky all’Akademie für Musik. Vincere il Concorso Internazionale di Liverpool e quello dell’Accademia di Tanglewood nel 1958 lancia il Maestro verso un'inarrestabile scia di successi e soddisfazioni personali già negli Anni Sessanta: inizia la collaborazione con i Wiener e i Berliner Philharmoniker e con la Israel Philharmonic Orchestra, realtà con cui mantiene tutt’ora uno stretto rapporto; è inoltre Direttore musicale della Montreal Symphony Orchestra e della Los Angeles Philharmonic Orchestra. Nel 1964 a Montreal il suo debutto assoluto nel repertorio operistico ha nome Floria Tosca. Nel 1969 diviene Music Adviser della Israel Philharmonic, di cui è nominato Direttore musicale nel 1977 e Direttore musicale a vita nell’81: con questa straordinaria orchestra ha tenuto più di duemila concerti e guidato tournées in cinque continenti. Dal 1978, e per tredici anni (la durata più lunga nella storia dell’orchestra), è Direttore musicale della New York Philharmonic. Quindi è presente con importanti produzioni al Metropolitan, alla Staatsoper di Vienna, al Covent Garden, alla Scala, all’Opera di Chicago, al Festival di Salisburgo. Dal 1998 al 2006 è Direttore musicale della Bayerische Staatsoper dove dirige oltre oltre quattrocento rappresentazioni e tournées in Europa e in Giappone; alla conclusione del suo impegno diviene Direttore onorario dell’orchestra e membro onorario del teatro bavarese. Numerose sono le onorificenze collezionate tra il 1997 e il 2008: il Nikisch-Ring consegnatogli da Karl Böhm, il Lifetime Achievement Peace and Tolerance Award conferito dalle Nazioni Unite,
il Premium Imperiale dalla Japan Art Association; le cittadinanze onorarie di Firenze e Tel Aviv; la nomina a membro onorario della Staatsoper di Vienna, a Direttore onorario dei Wiener Philharmoniker, dei Münchner Philharmoniker e della Los Angeles Philharmonic. Il felice rapporto con il Maggio è iniziato con l'edizione 1986 del Festival: da quel momento in poi Mehta ha curato molte prestigiose produzioni sinfoniche e operistiche, guidato l’Orchestra e il Coro in frequenti tournées internazionali e in importanti incisioni. Da ricordare le date europee del 2007, che hanno segnato la prima esibizione al Musikverein di Vienna: nell'occasione Mehta è stato premiato dagli Amici della Musica della capitale austriaca. Tra gli impegni di questi ultimi anni, occorre sicuramente menzionare quello che, in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, ha visto la realizzazione del Ring wagneriano. Curato dalla compagnia La Fura dels Baus con la regia di Carlus Padrissa, l'ambizioso progetto triennale ha infatti portato alla messinscena della colossale teatralogia attraverso allestimenti spettacolari: pannelli elettronici semoventi, imponenti creature meccaniche, spostamenti scenici a vista, sempre nel rispetto di quella fondamentale unità parola-musica-scenografia tipica del genio tedesco. Mehta ha diretto con rigore e passione, dimostrando un'illuminata disponibilità verso tutto ciò che contribuisce a rinnovare ed esaltare (anche in modo ardito) i grandi nomi del repertorio operistico. Il Maestro traccia le linee della propria straordinaria carriera nell'autobiografia "La partitura della mia vita", in cui definisce quella di direttore d'orchestra "la più bella professione del mondo": non abbiamo strumenti adeguati per capire se sia davvero la più bella, ma di certo lo straordinario Zubin Mehta è annoverato tra i grandi di tutti i tempi che hanno contribuito a renderla unica.

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