'Le Stanze Verticali' di Bruno Biondi

All'esordio la personale 'Aniconico' di Chiara Bevilacqua

lunedì 21 marzo 2011

FULL of YEMEN

Servizio fotografico di Costante Martinucci pubblicato in esclusiva per FULL

Elencare i lavori ed i successi fotografici di Costante Martinucci si rivelerebbe operazione lunga e superflua in questo caso. A dispetto di molti suoi colleghi, Costante diffonde il proprio materiale in maniera attenta e mai casuale. A fronte di questo siamo orgogliosi di essere la prima rivista autorizzata a presentare questo straordinario reportage dedicato ad un paese d’incredibile bellezza e complessità come lo Yemen.
Come già avvenuto nei primi due numeri di FULL, non intendiamo affatto intaccare la bellezza delle immagini con alcun testo redazionale di sorta, semplicemente lasciamo all’autore uno spazio per le proprie sensazioni, utili ad incrementare il sapore di questo lavoro. In questi scatti, ve ne renderete conto, non è racchiusa soltanto una maestria davvero rara. In queste foto è contenuto qualcosa di molto più prezioso: emozione.





Nota dell'autore:

Il viaggio nello Yemen era un sogno, un sogno che si è avverato ma che però è rimasto tale, anzi ancora più forte nella mia mente. Perché?
Perché lo Yemen ti sorprende oltre la tua immaginazione, l’architettura di Sanaa vecchia è unica al mondo: i suoi palazzi, i suoi vicoli, le sue piazze, i suoi profumi, le sue luci, il tutto come scriveva Pasolini da farla sembrare una “Venezia selvaggia”.
Perché Shibam è un grande castello in mezzo al deserto formato da 500 palazzi alti fino a 30 mt costruiti con fango e sabbia in una zona di solo mezzo chilometro quadrato.
Passeggiando al suo interno nelle stradine polverose si incontrano bimbi, mercanti, asinelli e bestiame vario.
E infine perché la sua gente forte e orgogliosa ti accoglie con generosità, cosa che mi ha fatto pensare e terminare questa breve riflessione sul popolo yemenita con una bellissima poesia del loro grande poeta Abdulaziz Al-Maqalih:

Non c’è posto per chi uccide fanciulli e fiori
per chi uccide parole innocenti sulle labbra
non c’è posto per loro nella coscienza della vita
non c’è posto per chi uccide con le idee
né per chi uccide per ambizione
per chi sparge il sangue della terra con la guerra
per chi inquina la purezza dell’acqua
con la sabbia del fanatismo…

Abdulaziz Al-Maqalih

domenica 20 marzo 2011

La Forza del Maggio Musicale Fiorentino


Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

Immaginiamo che nel teatro italiano ci sia un'oasi di bellezza, che trae nutrimento dagli albori cinquecenteschi del Melodramma, un luogo in cui tutto sia assoggettato al potere della Musica. Immaginiamo che ci sia un posto avvolgente, confortevole per corpo e anima, che, sotto varie forme, offre serate di qualità fin dagli anni '60 dell'Ottocento: concerti, opere, balletti con i più grandi nomi della musica (e non solo), di cui tanto il giovane quanto l'adulto possano godere con soddisfazione. Immaginiamo gente di tutte le età e di varia estrazione confluire con trepidazione in un luogo vivo, dove è possibile mangiare, conversare, acquistare da un'ampia selezione di libri e cd, ingannando il tempo che separa dall'evento clou: tutti in sala, trepidanti, in attesa che il gigliato sipario si apra per lasciar assistere a una nuova meraviglia musicale. Immaginiamo che, pressoché per tutto l'anno, ci siano offerte diversificate, pronte a soddisfare qualsiasi gusto, con un'attenzione che spazia dai grandi nomi storici alla contemporaneità; immaginiamo che tali offerte siano così prestigiose da essere ambite in tutto il mondo, tanto che l'oasi si sposti con personaggi illustri e maestranze per soddisfare questa sete internazionale. Immaginiamo una realtà attenta alla formazione dei giovani artisti, che gratifica il proprio pubblico e che sempre più si impone, anche grazie alle opportunità offerte dal web. Soprattutto, una realtà tutt'altro che barricata in un limbo, ma che soffre, lotta, contrasta l'aridità di questo tempo con tutti i mezzi che ha a disposizione. C'è, infatti, poco da stare allegri in un presente caratterizzato dai tagli al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), da cartelloni compiacenti, allestimenti approssimativi e un pubblico sempre meno esigente. Il quadro si fa ancora più critico se parliamo di musica classica, lirica e danza, ambiti che, per loro stessa natura, necessitano di particolare attenzione in materia di impiego di denaro, forze e onestà intellettuale. Troppo spesso, ormai, questo universo è inevitabilmente guastato da una mediocrità che investe tanto gli addetti ai lavori quanto i fruitori e che va a braccetto con un immancabile sentore di stantio. Ecco, in questo triste panorama, l'oasi esiste davvero: è il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

FULL of MOSCA


Servizio fotografico di Stefano Menconi




FULL parla soprattutto per immagini.
In queste pagine presentiamo quelle di un reportage realizzato da Stefano Menconi nella citta di Mosca e nelle campagne circostanti.
La Russia è una terra piena di contrasti che si riflettono nelle anime, nelle persone e ovviamente nella sua maestosa architettura. Stefano ha perseguito questa caratteristica con una scelta stilistica che ci restituisce splendide fotografie volutamente e fortemente contrastate.
Buon viaggio.

CHI E' STEFANO MENCONI?

Nato a Lucca il 15/02/1974, Stefano Menconi vive e lavora nelle Marche come Graphic Designer presso un'azienda leader del settore.
Laureatosi all' I.S.I.A di Urbino in Graphic Design acquisisce una spiccata sensibilità nella comunicazione visiva e nella cultura del progetto.
Come fotografo ha collaborato tra gli altri con Domus e Vogue Russia.

e.mail stefano.menconi@gmail.com
Flickr www.flickr.com/photos/stev3

Segnali di stile 2


di Dario Amico

Forse perchè non sono un marinaio non ho mai capito perche "si naviga" sul web / per me navigare vuol dire seguire una rotta ben tracciata / allora preferirei surfare oppure esplorare / partendo da un sito preciso si potrebbero scoprire "terre incognite" / per tanti casi che ora non ricordo sono finito sul sito di Martina Filippi / danza del ventre su musiche dark, techno, gotiche / ancora una volta Oriente ed Occidente tendono ad incontrarsi / (d'altra parte siamo indoeuropei) / una sensualità della danza che è anche oscurità nelle scelte musicali / un'oscurità che grazie alla danza tende verso la luce / luce e buio, yin e yang, maschile e femminile /la coincidenza degli opposti / dolci e forti spirali in movimento...

Leggi 'Segnali di stile 1'

Quando il Maggio dura un anno



Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

Quella del 2011 è una stagione lunga, gustosa di titoli e nomi: per la prima volta nella sua storia, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino accompagna il pubblico per tutto l’anno con dodici opere, dodici balletti e oltre cinquanta concerti. Si tratta di una svolta, nata dalla sinergia tra la giovane Sovrintendente Francesca Colombo e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, presidente del CdA del Maggio, nonché forte sostenitore dell’importanza che questa realtà riveste per la città e non solo. Molti eventi culturali e non ci ricordano che questo è il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia: dato che proprio la culla fiorentina, quattrocento anni fa, vide nascere i primi albori del Melodramma grazie alla Camerata dei Bardi, il Maggio propone molti tra i capolavori del grande repertorio italiano. Il tutto, ovviamente, nella veste più illustre che si possa immaginare. Non a caso si è iniziato, a gennaio, con un allestimento storico: Don Pasquale di Gaetano Donizetti, nella produzione dal forte impatto scenico del 2001 firmata da Jonathan Miller. Si prosegue con quello che fu il primo grande successo del Maestro Giacomo Puccini, una Manon Lescaut che vede sul podio Bruno Bartoletti, a lungo Direttore Principale e Artistico del Maggio. Piccola, importante trasferta dal Teatro Comunale al Goldoni con La Serva Padrona di Giovanni Battista Pergolesi, il cui allestimento è concepito per grandi e piccini: come per il delizioso Il Campanello donizettiano dello scorso anno, lo spettacolo è il risultato del lavoro del Maggio Fiorentino Formazione, che punta a dare spazio a nuovi artisti e scenografi. Non si potrebbe pensare più trionfale inaugurazione di quella del 28 aprile: diretta da Zubin Metha, Aida di Giuseppe Verdi vede il debutto di Ferzan Ozpetek alla regia d’opera e le scene del Premio Oscar Dante Ferretti. Come sempre, però, il Maggio guarda in modo propositivo anche al contemporaneo: con L’Italia del Destino (di Luca Mosca su libretto di Gianluigi Melega) la lirica si intreccia infatti al mondo del reality televisivo. Si torna molto indietro nel tempo con il capolavoro di Claudio Monteverdi L’Incoronazione di Poppea, rappresentata alla Pergola dopo sei anni di assenza del Maggio da questo importante teatro cittadino. Il Cappello di Paglia di Firenze ha come estiva cornice l’Anfiteatro delle Cascine ed è occasione per ricordare il grande Nino Rota nel centenario della nascita, autore fondamentale per l’immaginario musicale internazionale. Unica incursione estera di quest’anno è, in autunno, L’Affare Makropulos di Leos Janacek, diretto da Metha e firmato dal regista cinematografico William Friedkin. “Finale con il botto” grazie a La Bohème di Puccini e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini: i due capolavori tanto diversi e lontani nel tempo animano a serate alterne le ultime date di questo 2011 certamente da ricordare. Da notare come anche la stagione concertistica sia impregnata della presenza dei grandi operisti italiani con La Petite Messe Solenne di Rossini e i tre finali delle Regine Donizettiane, eseguiti da Mariella Devia. Contribuisce a colorire il tutto Maggio Bimbi, un nuovo minifestival di quattro pomeriggi dedicato alle famiglie. Evento di punta sarà certo quello del 14 maggio con Pierino e il Lupo di Prokof’ev,
che potrà vantarsi della voce recitante di Matteo Renzi! Ce n’è davvero per tutti i gusti, e molto altro ancora.

VINTAGE (2/2)


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Di Costanza Spinetti
Modella: Emilia Spinetti
Servizio fotografico: Francesco Zavattari
Abiti e location: Gloria Petrocchi

In tempi di crisi e di austerity (ma direi anche di massificazione delle mode) il vintage può diventare un caro amico. Punto primo: anche se non firmato, ha nella maggioranza dei casi una qualità più alta di tanti altri prodotti che si trovano in commercio oggi. Punto secondo: è eco friendly, nulla rispetta di più l’ambiente di un capo “usato” poiché è già stato realizzato. Punto terzo: è diverso, caratteristica da non sottovalutare vista la mancanza di creatività e personalità stilistica che sembra dilagare tra i giovani oggi. Consiglio vivamente di ricercare capi vintage nei tanti negozi specializzati che si trovano sparsi un po’ ovunque e, ancor più semplice, in casa vostra: ho spulciato per anni negli armadi di mia mamma e vi assicuro che ho avuto solo belle sorprese. Primo fra tutti un maglione over size dorato al quale sono affezionatissima. Anche gli abiti del nostro servizio, non ci crederete, arrivano direttamente da una casa privata e per di più da una cantina. Sì, certo, una cantina très chic, ma pur sempre una cantina. Chissà che anche voi non possiate trovare delle simili gemme tra gli scatoloni e gli oggetti impolverati riposti volutamente nel dimenticatoio.
Ma entriamo più nello specifico; questi non sono certo abiti che si vedono tutti i giorni. Credo non si potesse chiudere in altro modo il nostro doppio servizio sul vintage se non con dei veri capolavori d'alta sartoria che tanto mi hanno fatto pensare alla Holly Golightly di “Colazione da Tiffany”. Entrambi lunghi, importanti e da occasioni da favola, i nostri due abiti racchiudono però in sé due anime diverse che definirei lo yin e lo yang dell'alta moda. Non solo per i colori contrapposti, bianco ghiaccio uno, nero l’altro, ma anche per le proporzioni, i tagli e le decorazioni che abbracciano due versioni opposte del concetto di seducente eleganza.
L’abito chiaro risale agli inizi degli anni ’70 e la linea dritta senza tagli ne è certamente un indizio. Le spalline sottili e l’ampia scollatura sulla schiena mettono in grande risalto la parte superiore della silhouette; il resto è solo accennato dalla sapiente caduta dell’abito che fascia all’altezza del seno e cade morbido sui fianchi. Alla semplicità della linea si contrappone però la ricchezza del tessuto e la complessità delle decorazioni: la seta bianca lavorata con filo d’argento è, infatti, impreziosita da cristalli, perline e paillettes tubolari disposti in modo da creare eleganti motivi geometrici che danno l’illusione di movimento. Questo scintillante abito ha però una particolarità, che mi ha fatto sorridere parecchio, che non può (ahimè) essere resa fotograficamente: il suo peso. Ciò è da attribuirsi ai vari strati di tessuto, alla fodera e a tutti i lustrini che l’hanno reso tutt’altro che leggero (approssimativamente su i tre chili). Quel che si dice un abito difficile da indossare, e non solo metaforicamente!
L’altro vestito, datato 1965, è realizzato in velluto nero e ornato da cascate di frange in seta dello stesso colore, poste a fasce orizzontali, che sprigionano dinamismo a ogni movimento. Una rivisitazione più tarda dei costumi delle flapper girls del primo dopo guerra. Sebbene appaia, in un primo momento, meno lavorato rispetto all’altro, quest’abito nasconde in realtà una sapiente cultura sartoriale. Il velluto viene infatti adoperato solo all’altezza della vita così da snellirla e accentuarla allo stesso tempo e crea anche un ritmo intrinseco al vestito alternandosi alle svolazzanti frange che sono poste immediatamente al di sopra e al di sotto. Tutti aspetti che sono rimasti oggi solo nelle grandi creazioni di haute couture. Il vintage, infatti, sotto il suo aspetto “polveroso” cela spesso tutti i segreti del fare abbigliamento e anche quell’aura un po’ esclusiva che si è persa nel sistema moda attuale. E in fondo l’eleganza non consiste nell’indossare un vestito nuovo. Coco Chanel docet.

Il sogno del Maggio Danza


Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

Importanti sono le novità anche per quanto riguarda la Compagnia Stabile di Ballo MaggioDanza, da quest'anno diretta da Francesco Ventriglia: dopo aver studiato e lavorato alla Scala, il ballerino e coreografo trentaduenne ha collaborato con i più grandi del balletto internazionale ed entra ora a far parte della prestigiosa rosa di nomi che il Maggio può vantare. Ventriglia ha concepito una stagione piena di stimolanti novità, come lo spettacolo d'apertura proposto a fine gennaio ha dimostrato: la sua prima coreografia fiorentina è infatti quella per Sogno di una notte di mezza estate, balletto in due atti ispirato al grande capolavoro shakespeariano. Molto particolare è la composizione delle musiche di scena, derivate sia dall'op. 61 e op. 21 di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847) sia da The Fairy Queen di Henry Purcell (1659(?)-1695); inizialmente pensato nel 2007 per l'Arena di Verona, il balletto è stato proposto sotto una veste nuova, in cui la dimensione fantastica popolata da meravigliose creature attinge dall'immaginario infantile ed è esaltata dalla scenografia di Filippo Tonon. Primo ballerino per tutta la stagione, Alessandro Riga ha vestito i panni di Puck, il poetico folletto al servizio del Re delle Fate Oberon e vero protagonista della storia. Il cartellone propone poi Serata Sacra, tre spettacoli che uniscono la bella musica a un omaggio all'arte fiorentina: la coreografia Annonciation di Angelin Prejocaj sul Magnificat di Vivaldi; una novità di Christopher Roman; uno Stabat Mater di Ventriglia su partitura di Pergolesi. Legato alla multimedialità e all'attuale tematica della mancanza d'acqua è invece il Lago dei Cigni di Paul Chalmer, che di certo coinvolgerà il pubblico grazie alla forte aderenza al contemporaneo. Passando per il classico Galà di Danza all'aperto, si arriva all'omaggio a Franz Liszt, nel biencenario dalla nascita: per l'occasione, Ventriglia riporterà in Italia i due talenti "emigrati" Simona Bucci e Mauro De Candia. Anche in questo caso, quindi, proposte di alto livello: nemmeno gli amanti delle punte avranno di che restare insoddisfatti.

Zubin Mehta


Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

Se alla base del successo di una realtà come quella del Maggio c'è sicuramente la competenza e l'impegno di coloro a qualsiasi livello coinvolti, di certo la responsabilità principale è da attribuire a chi, dall'alto, tiene le redini artistiche del tutto. Il grande condottiero, Direttore Principale dal 1985 e Direttore Onorario a vita dal 2006, è il grande Maestro indiano Zubin Mehta, una tra le figure più competenti e carismatiche del panorama internazionale: il teatro fiorentino ha la fortuna e il privilegio di beneficiare per tutto l'anno della sconfinata esperienza e del talento di questo grande, il cui instancabile impegno è garanzia di eccellenza, sia per quanto riguarda l'esaltazione dei classici sia nella divulgazione dei nuovi repertori. Alla guida dell'Orchestra del Maggio, da lui sempre seguita e valorizzata in molteplici contesti, Mehta è pronto ad affrontare il tour de force di questo 2011: Aida (inaugurazione del 74esimo Festival il 28 aprile), L'affare Makropulos in autunno, ventiquattro concerti, sette serate sinfoniche e la tournée estera. Nato nel 1936 a Bombay, Zubin Mehta deve la conoscenza dei primi rudimenti musicali al padre Mehli, fondatore della Bombay Symphony Orchestra; è palese che gli iniziati studi di medicina non sono per lui se nel 1954 si trasferisce a Vienna per seguire i corsi di direzione di Hans Swarowsky all’Akademie für Musik. Vincere il Concorso Internazionale di Liverpool e quello dell’Accademia di Tanglewood nel 1958 lancia il Maestro verso un'inarrestabile scia di successi e soddisfazioni personali già negli Anni Sessanta: inizia la collaborazione con i Wiener e i Berliner Philharmoniker e con la Israel Philharmonic Orchestra, realtà con cui mantiene tutt’ora uno stretto rapporto; è inoltre Direttore musicale della Montreal Symphony Orchestra e della Los Angeles Philharmonic Orchestra. Nel 1964 a Montreal il suo debutto assoluto nel repertorio operistico ha nome Floria Tosca. Nel 1969 diviene Music Adviser della Israel Philharmonic, di cui è nominato Direttore musicale nel 1977 e Direttore musicale a vita nell’81: con questa straordinaria orchestra ha tenuto più di duemila concerti e guidato tournées in cinque continenti. Dal 1978, e per tredici anni (la durata più lunga nella storia dell’orchestra), è Direttore musicale della New York Philharmonic. Quindi è presente con importanti produzioni al Metropolitan, alla Staatsoper di Vienna, al Covent Garden, alla Scala, all’Opera di Chicago, al Festival di Salisburgo. Dal 1998 al 2006 è Direttore musicale della Bayerische Staatsoper dove dirige oltre oltre quattrocento rappresentazioni e tournées in Europa e in Giappone; alla conclusione del suo impegno diviene Direttore onorario dell’orchestra e membro onorario del teatro bavarese. Numerose sono le onorificenze collezionate tra il 1997 e il 2008: il Nikisch-Ring consegnatogli da Karl Böhm, il Lifetime Achievement Peace and Tolerance Award conferito dalle Nazioni Unite,
il Premium Imperiale dalla Japan Art Association; le cittadinanze onorarie di Firenze e Tel Aviv; la nomina a membro onorario della Staatsoper di Vienna, a Direttore onorario dei Wiener Philharmoniker, dei Münchner Philharmoniker e della Los Angeles Philharmonic. Il felice rapporto con il Maggio è iniziato con l'edizione 1986 del Festival: da quel momento in poi Mehta ha curato molte prestigiose produzioni sinfoniche e operistiche, guidato l’Orchestra e il Coro in frequenti tournées internazionali e in importanti incisioni. Da ricordare le date europee del 2007, che hanno segnato la prima esibizione al Musikverein di Vienna: nell'occasione Mehta è stato premiato dagli Amici della Musica della capitale austriaca. Tra gli impegni di questi ultimi anni, occorre sicuramente menzionare quello che, in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, ha visto la realizzazione del Ring wagneriano. Curato dalla compagnia La Fura dels Baus con la regia di Carlus Padrissa, l'ambizioso progetto triennale ha infatti portato alla messinscena della colossale teatralogia attraverso allestimenti spettacolari: pannelli elettronici semoventi, imponenti creature meccaniche, spostamenti scenici a vista, sempre nel rispetto di quella fondamentale unità parola-musica-scenografia tipica del genio tedesco. Mehta ha diretto con rigore e passione, dimostrando un'illuminata disponibilità verso tutto ciò che contribuisce a rinnovare ed esaltare (anche in modo ardito) i grandi nomi del repertorio operistico. Il Maestro traccia le linee della propria straordinaria carriera nell'autobiografia "La partitura della mia vita", in cui definisce quella di direttore d'orchestra "la più bella professione del mondo": non abbiamo strumenti adeguati per capire se sia davvero la più bella, ma di certo lo straordinario Zubin Mehta è annoverato tra i grandi di tutti i tempi che hanno contribuito a renderla unica.

Made in Florence da esportare


Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

In questo 2011 non solo chi avrà la possibilità di accorrere a Firenze potrà sognare: grazie a una ricca tournée in undici Paesi diversi, il Maggio si farà infatti ambasciatore della nostra cultura e sarà l'istituzione musicale italiana più presente nel Mondo. Capitanati dal grande Zubin Mehta, i complessi artistici e tecnici hanno infatti già iniziato a partire per un totale di trentuno serate. Il tutto senza penalizzare la fervida attività del Comunale, dando anzi l'opportunità di seguire i successi esteri tramite quei canali (sito, Facebook, Youtube, blog) su cui il Maggio punta molto, come ogni realtà al passo con i tempi che si rispetti. E se una delegazione di sostenitori e amici del Teatro avrà il privilegio di vivere le varie tappe viaggiando con gli artisti, noi ci accontentiamo di far volare la mente con una carrellata dei luoghi toccati dalla tournée. Svoltasi tra il 21 e il 30 gennaio, la prima fase concertistica ha interessato l'Europa, collezionando un successo dietro l'altro: il debutto parigino ha visto un'entusiastica ovazione del pubblico, ripagata da Mehta con l'Intermezzo di Manon Lescaut come bis fuori programma;
in Lussemburgo la compagine è stata invece salutata con un caloroso "Viva Firenze!" al termine della serata. La platea di Madrid ha avuto ospiti di eccezione come Plácido Domingo e la Regina Sofia, che non si è accontentata di manifestare il proprio gradimento con calorosi applausi e ricevendo in forma privata una ristretta delegazione del Maggio, ma ha addirittura bissato presentandosi nuovamente al concerto di Valladolid. Risultati questi che, uniti al tutto esaurito di Oviedo e Saragoza, non fanno dubitare (se mai ce ne fosse bisogno) circa il felice proseguimento di questo fantastico viaggio musicale intorno al Mondo. In marzo, Giuseppe Verdi approderà in Giappone con La forza del destino, Tosca e la Messa di Requiem: otto serate in tre teatri (Tokyo e Yokohama) per il quarto ritorno nipponico del Maggio in quindici anni. Possiamo soltanto immaginare il dispendio di forze fisiche ed economiche per spostare dall'altra parte del globo circa trecento persone tra orchestrali, coro, tecnici e maestranze varie. Sarà poi la volta di concerti in Cina, Taiwan e India: a Mumbay, città natale di Mehta, le serate saranno occasione di raccolta per la fondazione intitolata al padre del Maestro, Mehli Mehta, nata per sostenere i giovani talenti indiani negli studi musicali, proprio come il grande direttore d'orchestra ebbe la possibilità di fare. In aprile sarà il momento della Russia, con serate a Mosca e San Pietroburgo, poi, dopo la pausa estiva, il gran finale novembrino con Budapest, Berna, Zurigo, Lucerna e Ginevra:
momento clou sarà quello al Musikverein di Vienna, due concerti nel tempio mondiale della musica sinfonica.
Un bel po' di Firenze, Italia e Melodramma anche a molti chilometri di distanza: le grandi note si faranno valere in tutta la loro potenza.

Vintage 2 - Le foto


Di Costanza Spinetti
Modella: Emilia Spinetti
Servizio fotografico: Francesco Zavattari
Abiti e location: Gloria Petrocchi






Francesca Colombo: in difesa del teatro


Di Silvia Cosentino - Caporedattore di FULL™

Purtroppo nemmeno un'oasi di bellezza come quella del Maggio Musicale Fiorentino riesce a sottrarsi alla piaga che, ormai da tempo, sta mettendo in ginocchio il mondo del teatro: i tagli al FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo. Come abbiamo già avuto modo di dire, la lirica ha bisogno di soldi, e tanti, dato che le caratteristiche stesse del genere impongono mezzi e standard dai quali è impossibile prescindere. "Come si può commentare una decisione che, in un Paese che dovrebbe fare della cultura il suo punto di forza, risulta inconcepibile e incommentabile? A nome del Maggio Musicale Fiorentino, che nel 2011 sarà ambasciatore della cultura italiana in 11 diversi Paesi nel mondo, con tournèe in 31 città fra Europa e Asia non posso che fare un estremo appello al Governo: pensateci, prima di distruggere la cultura!". Queste le incisive parole della Sovrintendente Francesca Colombo alla notizia che il Decreto Milleproroghe, approvato lo scorso dicembre dal Consiglio dei Ministri, non contemplava il reintegro del fondo. In questo periodo più che mai, il Teatro Comunale è stato invaso da vistosi striscioni di protesta contro i tagli e molti spettacoli sono stati introdotti da appelli dei lavoratori per invitare il pubblico a non far mancare il sempre caloroso appoggio. Di fronte, poi, al successivo reintegro di parte delle risorse, i sovrintendenti (riuniti il 16 febbraio scorso in assemblea Anfols - Associazione Nazionale Fondazioni Liriche e Sinfoniche) hanno decretato come tale provvedimento sia comunque insufficiente per la sopravvivenza delle varie realtà coinvolte. I grandi progetti del Maggio Musicale Fiorentino, come quelli di tanti altri teatri, sono quindi fatalmente legati agli sviluppi di questa vicenda che, almeno al momento, sembra non trovare positiva risoluzione.

Intensamente impegnata in questa battaglia è, come già detto, Francesca Colombo, la più giovane Sovrintendente che teatro italiano possa vantare. Nominata nel maggio scorso, ha come bagaglio personale una laurea a pieni voti in Ingegneria Gestionale, un diploma e perfezionamento in Pianoforte, nonché varie esperienze in prestigiose realtà italiane e straniere nell’ambito di direzione e promozione di eventi artistico-musicali. Niente, quindi, di improvvisato per questa dinamica e bella signora, che in poco tempo ha saputo entrare in sintonia sia con Zubin Mehta sia con i componenti del Cda (in primis con il sindaco Matteo Renzi) e concepire un 2011 da ricordare nel tempo; intenso anche l’interessamento verso il pubblico più giovane, spronato a seguire la programmazione anche grazie a tariffe speciali. Ecco quindi un’altra figura che, grazie a professionalità e intraprendenza, saprà essere garante di importanti e meritati successi musicali. Attendiamo solo positive novità, impazienti che il sipario si apra ancora una volta.

giovedì 17 marzo 2011

17 marzo 2011: 150° anniversario dell'Unità d'Italia


FULL e 4rum.it festeggiano i 150 anni dell'unità d'Italia.

Le nostre due testate non hanno mai chiesto 1€ allo stato. Nessuna sovvenzione. Nessun fondo per l'editoria. Anzi, a pagare qualcosa siamo sempre stati noi.
Oggi però, orgogliosamente, facciamo i più sentiti e apolitici auguri a questa nostra Italia, la stessa defraudata da coloro che si vergognano della bandiera, lasciano vuoti i banchi, fingono di vivere in un paese straniero, ma che poi, alla fine del mese portano a casa uno stipendio targato 'Governo italiano'.

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